Reimpostare la discussione sul clima

La crisi economica in cui siamo precipitati, adesso aggravata dalla pandemia, dura ormai da dodici anni. La disoccupazione è raddoppiata, con dati devastanti per quanto riguarda i giovani: un terzo di loro sono disoccupati, la metà nel Meridione.
Questa crisi è stata causata dalla politica energetica delle rinnovabili, voluta in alternativa ai combustibili fossili allo scopo di diminuire le emissioni di anidride carbonica e prevenire il surriscaldamento del pianeta.
L’ipotesi è che la crescita economia provochi un aumento del fabbisogno di energia, del consumo di combustibili fossili e delle emissioni di anidride carbonica, e che per salvare il pianeta sia necessario fermare la crescita economica e sostituire i questi combustibili con le energie “alternative”.
Però non è vero che nei paesi emergenti la produzione dei beni materiali crescerà all’infinito. Infatti anche le loro economie, come è già accaduto nei paesi più sviluppati, una volta saturati i mercati dei beni materiali si sposteranno sui servizi. Ma i servizi non sono altro che beni immateriali, che consumano meno risorse primarie e spingono l’economia con meno forza. Inoltre eolico e fotovoltaico non sono in grado di sostituire le normali centrali elettriche e quindi di diminuire le emissioni di gas serra. Infine non è vero che uguali consumi di energia producono sempre le stesse quantità di anidride carbonica. Quando la Cina e l’India sostituiranno le loro centrali a carbone poco efficienti con le efficientissime centrali a turbogas, a parità di energia prodotta abbatteranno le loro emissioni di gas serra dell’80 / 90 %.
E’ questa la soluzione, non fare la guerra alla società in cui viviamo, che ha sconfitto la povertà assoluta di tutte le altre epoche e che è anche l’unica sostenibile sul piano ambientale.


Leggi l’articolo: REIMPOSTARE LA DISCUSSIONE SUL CLIMA