CAMBIARE LE POLITICHE AMBIENTALI

Qualche tempo fa l’Europa ha cercato di costringere tutte le famiglie italiane a ricoprire il tetto della loro casa con dei pannelli fotovoltaici, ma il governo ha sventato questa manovra. Vengono i brividi a pensare cosa sarebbe successo se ci fosse stato un governo di sinistra: le famiglie, già provate da anni di crisi economica, avrebbero dovuto sostenere anche questo ingentissimo costo. Un costo oltretutto inutile perché, per fabbricare questi impianti, bisogna spendere più energia di quella che essi produrranno durante tutta la loro vita (informazione tratta dal libro “Il caso Terra” di Paolo Saraceno - Mursia editore 2007 - pag. 216).
Però nel settore strategico dell’energia sono state adottate molte altre politiche sbagliate, fortemente volute dalla sinistra e non contrastate dalle altre forze politiche, sempre con danni catastrofici.
Interminabili campagne di stampa, quasi mai contrastate, hanno convinto l’opinione pubblica che le centrali nucleari e le scorie radioattive siano il diavolo in persona e che comportino dei rischi inaccettabili. In realtà i danni per l’ambiente e per la salute delle persone sono causati dai combustibili fossili e non dall’energia nucleare, che è di gran lunga la fonte di energia più economica, più pulita e più sicura che esista (vedi l’articolo “Energia nucleare pulita e sicura”).
Le stesse interminabili campagne di stampa, a volte finanziate dalle multinazionali dei combustibili fossili, hanno convinto la gente che gli impianti eolici e fotovoltaici possano sostituire le normali centrali elettriche. In realtà queste fonti “alternative” sono discontinue e imprevedibili, deturpano grandi superfici di territorio e, nonostante i loro costi esorbitanti, non sono in grado di sostituire i combustibili fossili (vedi l’articolo “La costosa follia delle energie alternative”).
Per esempio la Germania, pur avendo installato impianti eolici per una potenza nominale di 410 GW e un costo superiore ai 600 miliardi di Euro, non è riuscita a sostituire le 19 centrali nucleari che ha chiuso (per una potenza forse di 19 GW), tanto che ha riaperto le sue miniere di carbone e ne sta importando anche dal Sud Africa.
Inoltre dei governi italiani di sinistra hanno chiuso per ben due volte gli impianti di estrazione del gas sul suolo nazionale, evidentemente allo scopo di costringerci a comprarlo dalle multinazionali straniere o da un dittatore guerrafondaio. Invece di puntare all’autonomia energetica per diminuire l’impoverimento del sistema paese, hanno aumentato il più possibile le nostre importazioni di energia, e questo senza che nessuno abbia cercato di impedirlo! Eppure anche dall’opposizione si può fare molto: per esempio tenere informata l’opinione pubblica.
Con questa politica, che ha rifiutato l’energia nucleare, ha aumentato il più possibile la nostra dipendenza energetica e ha distrutto enormi risorse economiche puntando sulle inutili energie alternative, l’Italia si è impoverita al punto da diventare un paese di serie B.
Però non c’è solo la politica energetica. Un altro cavallo di battaglia della sinistra è l’ostilità all’ingegneria genetica applicata all’agricoltura. E anche in questo caso non c’è stata da parte degli altri partiti alcuna opposizione, con la conseguenza che l’Italia è diventata il paese anti ogm più fondamentalista del mondo.
Eppure, così come per il nucleare, anche per questa proibizione non ci sono giustificazioni scientifiche. Infatti in 35 anni le piante geneticamente modificate non hanno mai provocato danni alla salute delle persone o all’ambiente e non ci sono nemmeno motivi per pensare che ce ne possano essere. Però la conseguenza è che stiamo costringendo gli agricoltori a spargere nei campi grandi quantità di pesticidi che uccidono miliardi di insetti.
E’ la follia del principio di precauzione: per evitare un rischio microscopico o inesistente vengono imposti alla società e all’ambiente dei danni enormi di qualche altro tipo. E per gli anti nucleari e gli anti ogm gli argomenti scientifici non hanno alcun valore: è come discutere con chi rifiuta i vaccini (vedi gli articoli “Piante geneticamente modificatee “Dall'ingegneria all'editing genetico”).
Infine c’è il totale disinteresse per le tecnologie emergenti. Per esempio per le auto elettriche che farebbero crollare i consumi delle quattro ruote al 10 – 15%. Un disinteresse che ha fatto sì che la Cina abbia conquistato il quasi monopolio nel campo delle batterie, fattore che sta ritardando la diffusione dei veicoli elettrici in molti paesi. Ma anche il disinteresse per la tecnologia ormai matura della moltiplicazione delle cellule staminali in coltura (carne sintetica) che potrebbe diminuire la pressione della pesca sugli ecosistemi marini.
Infine le sinistre italiana, europea e americana da molti anni stanno cercando di impedire lo sviluppo dei paesi più poveri, che non dovrebbero usare i combustibili fossili, dovrebbero saltare l’industrializzazione e passare da subito alle costosissime e inutili energie alternative. E anche qui le forze politiche del fronte opposto si sono disinteressate della questione, forse perché i paesi più poveri del mondo sembrano poco importanti (vedi l’art. “Lo sviluppo dell’Africa”).
Ma per quale motivo metà della politica italiana lavora per fare il massimo danno all’economia, alla società civile e anche all’ambiente, mentre l’altra metà non cerca nemmeno di impedirlo?
Essere di sinistra vuol dire essere marxisti e condividere la convinzione che la società moderna, definita “capitalista”, sia la causa delle ingiustizie sociali.
In realtà sia la povertà estrema che le disparità sociali infinite di tutte le altre epoche sono un’eredità del passato, quando la lunghezza media della vita era di 24 anni e la grande maggioranza della gente viveva in uno stato di schiavitù di nome o di fatto. E sia la povertà che le disparità sociali erano causate dalla crescita demografica esponenziale, che le rendeva entrambe inevitabili. E’ stata invece la società moderna che ha migliorato la qualità della vita al punto che la sua lunghezza è triplicata, che ha abolito la schiavitù e che oggi sta mettendo sotto controllo la crescita demografica anche su scala globale.
Quindi il marxismo rovescia la realtà storica e, con il pretesto della giustizia sociale, sta combattendo l’unico modello sostenibile sul piano sociale che sia mai esistito. Ci si sarebbe aspettati che dopo il crollo dell’Unione sovietica l’ideologia marxista sarebbe passata di moda. Invece nei decenni successivi essa si è diffusa in maniera pervasiva proprio nei paesi più sviluppati.
Poi, quando la popolazione dei paesi ricchi ha cominciato a preoccuparsi dell’ambiente la sinistra, senza che nessuno cercasse di impedirlo, ha monopolizzato i temi ambientali che oggi usa come pretesto per imporre delle politiche punitive per l’economia. Eppure la società moderna, nonostante quello che potrebbe sembrare, è anche l’unica sostenibile sul piano ambientale.
La povertà è la mancata soddisfazione dei bisogni primari (cibo, abitazione ecc.), e la si può sconfiggere solo aumentando i consumi pro capite. Ma per aumentare i consumi bisogna per forza aumentare la produzione dei beni.
Inoltre per raggiungere la stabilità demografica, che è l’unica vera causa della povertà, bisogna passare attraverso la transizione demografica che moltiplica la popolazione iniziale di 7 o 8 volte. Infatti prima diminuisce la mortalità e solo in un secondo tempo la natalità, con la conseguenza di un boom demografico.
Quindi per sconfiggere la povertà non bisogna solo aumentare i consumi pro capite di diverse volte; bisogna anche moltiplicarli per altre 7 o 8 volte. La produzione dei beni deve aumentare di alcune decine di volte, con la conseguenza di un forte aumento dell’impatto ambientale.
Pertanto anche l’impatto ambientale è causato dalla crescita demografica che costituisce la nostra eredità ancestrale, che proprio la società moderna sta facendo cessare. Se ne deduce che la società in cui viviamo non può essere considerata la causa dei problemi sociali e ambientali. Al contrario, è la soluzione!
Anche perché, una volta soddisfatti i bisogni primari, la produzione dei beni materiali che servono a soddisfarli comincia a diminuire per essere sostituita in misura crescente dai servizi, che sono beni immateriali con impatto ambientale minimo.
Inoltre i beni materiali di cui abbiamo bisogno li produciamo con sempre maggiore efficienza, cioè consumando sempre meno risorse naturali, che è quello che conta dal punto di vista ambientale. Infine, una volta soddisfatti i bisogni primari, emergono dei bisogni più sofisticati, tra cui quello di tutelare l’ambiente, che fanno fare alla società un altro salto di qualità. Ed è proprio questa nuova sensibilità per l’ambiente che la sinistra marxista strumentalizza per combattere la società moderna.
Con interminabili campagne di disinformazione ha messo sotto accusa proprio le tecnologie più efficaci per i principali problemi di oggi, allo scopo di impedire che vengano risolti e continuare ad accusare la società “capitalista” di non essere sostenibile.
In sostanza l’ideologia marxista rovescia completamente la realtà storica. Diminuire la povertà e le disparità sociali è un nobile obiettivo; però se la sinistra combatte la società moderna, il risultato è l’opposto di quello desiderato. I marxisti, invece di lavorare per migliorare il mondo, stanno facendo di tutto per peggiorarlo!
Una delle strategie è anche quella di sollevare dei problemi ambientali di importanza minore, per poi avere mano libera nelle questioni più importanti.
D’altra parte se la sinistra è riuscita a fare danni tali alla nostra società da trasformare l’Italia in un paese di serie B, la responsabilità è anche delle altre forze politiche. Se la sinistra ha potuto monopolizzare i temi sociali e ambientali e imporre la sua visione anti storica, è anche colpa delle forze politiche del fronte opposto che non hanno fatto quasi nulla per impedirlo.
Esse non possono più trascurare i temi dell’ambiente e dello sviluppo, che però devono essere basati sui dati della realtà. Cioè su un’analisi generale di questo tema così ampio fondata sui dati storici, economici e scientifici.
Questa analisi oggi esiste. Essa ha richiesto molti anni di lavoro ed è stata pubblicata sul sito internet di Ecofantascienza. Un’analisi che contiene anche una ricostruzione del particolare percorso che ha portato alla nascita della società moderna e alla sua diffusione in tutto il mondo.
Questa stessa analisi, però, deve essere fatta propria anche dalla sinistra. Se i suoi obiettivi sono la giustizia sociale e la tutela dell’ambiente, deve lavorare per questo e non perché le cose peggiorino. Per il progresso, non contro il progresso!
Possiamo solo immaginare cosa sarebbe il mondo di oggi se promuovessimo le soluzioni migliori che abbiamo, invece di ostacolarle e impedirle.
L’energia nucleare è davvero la soluzione ideale del problema dell’energia. Nonostante quello che si è voluto far credere, è di gran lunga la fonte di energia più sicura che esista. Anche quello delle scorie radioattive è un problema minore e facilmente gestibile. Per di più i nuovi reattori nucleari in fase di sviluppo proprio in Italia, useranno come combustibile le attuali scorie radioattive, consumandole completamente. Inoltre l’energia nucleare è di gran lunga quella più sostenibile sul piano ambientale: sparirebbero l’inquinamento provocato dalla combustione del carbone e del gas e anche le emissioni di anidride carbonica.
Infine già adesso l’energia nucleare è quella più conveniente sul piano economico, e con i reattori di IV generazione lo sarà ancora molto di più. E se vogliamo che l’economia sia prospera, dobbiamo diminuire il costo dell’energia, non aumentarlo! Questo esclude la fusione nucleare perché, oltre ad altri problemi, essa aumenterebbe il costo dell’energia di decine di volte. Infine l’energia nucleare aumenterebbe la nostra indipendenza energetica, invece di aumentarla come hanno fatto i governi che hanno chiuso per ben due volte i nostri impianti per l’estrazione del gas.
Ma ci sono anche le auto elettriche, che ridurranno i consumi di energia delle quattro ruote ad un decimo o poco più. A questo punto potremmo eliminare tutte le assurde imposizioni alle famiglie su come devono scaldare la loro casa, e anche i contributi diretti e indiretti alle energie alternative, risparmiando così tanti altri soldi.
Poi possiamo togliere la proibizione di coltivare le piante geneticamente modificate: faremmo crollare l’uso dei pesticidi e la qualità dell’ambiente migliorerebbe ancora di più.
Infine, e di questo la politica ancora non si è occupata, la scienza moderna ha trovato la soluzione anche al problema delle cosiddette “malattie del benessere” che oggi sono le più diffuse: cardiopatie, cancro, obesità, diabete, osteoporosi e tante altre.
La soluzione è semplice, è sostenuta da una montagna di prove scientifiche ed è una scoperta importante quanto quella dei vaccini e degli antibiotici.
Per prevenire “tutte” le malattie degenerative e in diversi casi farle regredire, la ricetta è: diminuire il più possibile il consumo delle proteine animali e aumentare il più possibile quello della frutta, della verdura, dei cereali e dei legumi, che devono essere integri o integrali. Una soluzione che fa bene anche all’ambiente perché, per produrre carne, latte e latticini, per non parlare del pesce, bisogna esercitare un impatto ambientale da cinque a dieci volte superiore rispetto ai vegetali (vedi il libro THE CHINA STUDY nella sua versione aggiornata e ampliata, pubblicata da MACRO Editore).
Insomma abbiamo già le soluzioni per tutti i principali problemi di oggi, compresi quelli dei paesi emergenti. L’opinione pubblica e il mondo della politica dovrebbero saperlo, in modo che possano adottare le soluzioni giuste e rendere la nostra società sempre più prospera e sostenibile.
E’ davvero necessario cambiare le politiche ambientali di questi anni.