Ambiente e sviluppo
Il discorso che questo sito cerca di portare avanti ruota intorno al giudizio che noi diamo della società moderna, che non è la causa di ogni male come molti pensano, ma l’unico modello sostenibile sul piano sociale mai comparso nella Storia.
Il 4 luglio 2026 gli Stati Uniti hanno celebrato il 250° anniversario della nascita della prima democrazia rappresentativa.
Fino ad allora c’erano solo delle monarchie assolute, che sono equiparabili a delle dittature. Fame, guerre, carestie ed epidemie falcidiavano la popolazione e la grande maggioranza della gente viveva in uno stato di schiavitù di nome o di fatto. Una volta la vita era così dura che la sua durata media era di soli 24 anni.
Oggi invece più del 90% della popolazione mondiale vive in paesi che hanno adottato la società moderna (rivoluzione scientifica e tecnologica, economia di mercato e libertà). Negli ultimi due secoli e mezzo le condizioni di vita sono migliorate al punto che la sua lunghezza in media mondiale è triplicata. La società moderna ha anche abolito la schiavitù e diffuso nel mondo la democrazia.
Ma questo modello di società è anche l’unico sostenibile sul piano ambientale.
La produzione dei beni materiali necessari per soddisfare i bisogni primari non aumenta all’infinito, ma solo fino a quando i mercati vengono saturati. Da quel momento, a seconda dei settori, la produzione si stabilizza, diminuisce oppure crolla. A crescere sono invece i servizi che, essendo beni immateriali, hanno un impatto ambientale molto minore.
I servizi, che oggi coprono i tre quarti dell’economia, soddisfano dei bisogni meno fondamentali che spingono l’economia con meno forza (per questo è finito il boom economico degli anni ’50 e ’60). Nello stesso tempo essi soddisfano dei bisogni più sofisticati che fanno fare alla società un altro salto di qualità. Inoltre i beni di cui abbiamo bisogno li produciamo con sempre maggiore efficienza, cioè consumando sempre meno risorse naturali, che è quello che conta dal punto di vista ambientale. Infine il mondo di oggi sta raggiungendo la stabilità demografica anche su scala globale, indispensabile sia per la sostenibilità sociale che per quella ambientale.
Nonostante questi risultati, però, la società moderna ha sempre avuto molti nemici. Ma oggi a farle la guerra non ci sono solo le ultime anacronistiche dittature: ci sono anche le sinistre marxiste dei paesi occidentali.
Il marxismo ha dato vita alle dittature di tipo sovietico che hanno fatto danni infiniti dovunque. Eppure dopo il crollo dell’Unione sovietica, mentre quasi tutto il mondo aveva capito cosa doveva fare per uscire dalla povertà, e da allora lo sta facendo con risultati straordinari, le sinistre marxiste dei paesi ricchi hanno continuato la loro guerra contro la società “capitalista” come se non fosse successo nulla. Anzi, hanno deciso di intensificarla prendendo a preteso i temi ambientali e lanciando degli allarmi infondati sul clima per imporre la politica folle della de carbonizzazione e delle energie alternative.
Però l’anidride carbonica non può essere la causa del riscaldamento globale recente, perché la temperatura globale non è diminuita nemmeno durante la più grande de carbonizzazione della storia della Terra avvenuta nell’era carbonifera. Inoltre questo gas è il principale fattore di crescita delle piante e, proprio dal punto di vista naturalistico e anche per l’agricoltura, più ce n’è meglio è, non il contrario!
Con questa politica energetica assurda negli ultimi vent’anni il nostro paese si è impoverito di almeno 600 / 700 miliardi e continua a dipendere fortemente dalle importazioni di energia. Avrebbe comunque senso diminuire i consumi di carbone e petrolio, perché l’inquinamento uccide ogni anno cinque milioni di persone. Però è stata bloccata proprio l’energia nucleare, che è sicura, economica e pulita e che è anche l’unica che può sostituire i combustibili fossili.
Infine da molti anni l’Europa, l’America e l’ONU cercano di imporre ai paesi più poveri del mondo la costosissima non soluzione delle energie alternative, lasciando così mano libera alla Cina che invece sta realmente aiutandoli ad uscire dalla povertà, sia pure allo scopo di ampliare la propria sfera di influenza.
È ora di mettere fine a questa guerra insensata contro la società stessa in cui viviamo: la società moderna è la soluzione, non il problema!
IL NOSTRO POSTO NELLA NATURA
Chi siamo? Da dove veniamo? Perché siamo quello che siamo?
Queste domande i filosofi se le pongono da sempre, ma è la scienza che può darci delle risposte.
Gli scienziati hanno ricostruito la nostra storia evolutiva, quella che ci ha fatto diventare umani. Poi hanno descritto le differenze anatomiche che ci rendono diversi dalle scimmie da cui discendiamo, che possono essere tutte spiegate dalla teoria ”acquatica”. Infine hanno identificato le caratteristiche uniche che ci rendono non solo diversi, ma superiori a tutti gli altri animali, che qui per la prima volta sono state riunite in un discorso completo.
Solo noi umani abbiamo un vero e proprio linguaggio, indispensabile per fare arte, storia e anche scienza. Inoltre, da quando siamo diventati bipedi più di sei milioni di anni fa i nostri arti anteriori, liberati dai compiti della locomozione, hanno la sola funzione di manipolare oggetti. E in questa attività siamo diventati così abili da non temere confronti.
Infine siamo gli unici animali che accettano di scambiare degli oggetti con i propri simili. E grazie alle attività di scambio, baratto e commercio nelle ultime decine di migliaia di anni abbiamo superato i limiti delle piccole società naturali, in cui anche noi eravamo rinchiusi, per costruire delle società molto più grandi, le civiltà e gli stati, fino ad arrivare ad un’unica società globale.
Certo abbiamo un grosso cervello, ma anche il dono della parola e una grande abilità manuale che gli altri animali intelligenti non hanno. E poi abbiamo costruito delle società molto più grandi di quelle esistenti in natura, grazie alle quali abbiamo realizzato tanti grandiosi progetti nel campo della cultura, dell’arte e infine della scienza.
PERCHÈ GLI ESSERI UMANI SONO DIVERSI e
LO SCAMBIO CI RENDE UNICI.
Il 4 luglio 2026 gli Stati Uniti hanno celebrato il 250° anniversario della nascita della prima democrazia rappresentativa.
Fino ad allora c’erano solo delle monarchie assolute, che sono equiparabili a delle dittature. Fame, guerre, carestie ed epidemie falcidiavano la popolazione e la grande maggioranza della gente viveva in uno stato di schiavitù di nome o di fatto. Una volta la vita era così dura che la sua durata media era di soli 24 anni.
Oggi invece più del 90% della popolazione mondiale vive in paesi che hanno adottato la società moderna (rivoluzione scientifica e tecnologica, economia di mercato e libertà). Negli ultimi due secoli e mezzo le condizioni di vita sono migliorate al punto che la sua lunghezza in media mondiale è triplicata. La società moderna ha anche abolito la schiavitù e diffuso nel mondo la democrazia.
Ma questo modello di società è anche l’unico sostenibile sul piano ambientale.
La produzione dei beni materiali necessari per soddisfare i bisogni primari non aumenta all’infinito, ma solo fino a quando i mercati vengono saturati. Da quel momento, a seconda dei settori, la produzione si stabilizza, diminuisce oppure crolla. A crescere sono invece i servizi che, essendo beni immateriali, hanno un impatto ambientale molto minore.
I servizi, che oggi coprono i tre quarti dell’economia, soddisfano dei bisogni meno fondamentali che spingono l’economia con meno forza (per questo è finito il boom economico degli anni ’50 e ’60). Nello stesso tempo essi soddisfano dei bisogni più sofisticati che fanno fare alla società un altro salto di qualità. Inoltre i beni di cui abbiamo bisogno li produciamo con sempre maggiore efficienza, cioè consumando sempre meno risorse naturali, che è quello che conta dal punto di vista ambientale. Infine il mondo di oggi sta raggiungendo la stabilità demografica anche su scala globale, indispensabile sia per la sostenibilità sociale che per quella ambientale.
Nonostante questi risultati, però, la società moderna ha sempre avuto molti nemici. Ma oggi a farle la guerra non ci sono solo le ultime anacronistiche dittature: ci sono anche le sinistre marxiste dei paesi occidentali.
Il marxismo ha dato vita alle dittature di tipo sovietico che hanno fatto danni infiniti dovunque. Eppure dopo il crollo dell’Unione sovietica, mentre quasi tutto il mondo aveva capito cosa doveva fare per uscire dalla povertà, e da allora lo sta facendo con risultati straordinari, le sinistre marxiste dei paesi ricchi hanno continuato la loro guerra contro la società “capitalista” come se non fosse successo nulla. Anzi, hanno deciso di intensificarla prendendo a preteso i temi ambientali e lanciando degli allarmi infondati sul clima per imporre la politica folle della de carbonizzazione e delle energie alternative.
Però l’anidride carbonica non può essere la causa del riscaldamento globale recente, perché la temperatura globale non è diminuita nemmeno durante la più grande de carbonizzazione della storia della Terra avvenuta nell’era carbonifera. Inoltre questo gas è il principale fattore di crescita delle piante e, proprio dal punto di vista naturalistico e anche per l’agricoltura, più ce n’è meglio è, non il contrario!
Con questa politica energetica assurda negli ultimi vent’anni il nostro paese si è impoverito di almeno 600 / 700 miliardi e continua a dipendere fortemente dalle importazioni di energia. Avrebbe comunque senso diminuire i consumi di carbone e petrolio, perché l’inquinamento uccide ogni anno cinque milioni di persone. Però è stata bloccata proprio l’energia nucleare, che è sicura, economica e pulita e che è anche l’unica che può sostituire i combustibili fossili.
Infine da molti anni l’Europa, l’America e l’ONU cercano di imporre ai paesi più poveri del mondo la costosissima non soluzione delle energie alternative, lasciando così mano libera alla Cina che invece sta realmente aiutandoli ad uscire dalla povertà, sia pure allo scopo di ampliare la propria sfera di influenza.
È ora di mettere fine a questa guerra insensata contro la società stessa in cui viviamo: la società moderna è la soluzione, non il problema!
IL NOSTRO POSTO NELLA NATURA
Chi siamo? Da dove veniamo? Perché siamo quello che siamo?
Queste domande i filosofi se le pongono da sempre, ma è la scienza che può darci delle risposte.
Gli scienziati hanno ricostruito la nostra storia evolutiva, quella che ci ha fatto diventare umani. Poi hanno descritto le differenze anatomiche che ci rendono diversi dalle scimmie da cui discendiamo, che possono essere tutte spiegate dalla teoria ”acquatica”. Infine hanno identificato le caratteristiche uniche che ci rendono non solo diversi, ma superiori a tutti gli altri animali, che qui per la prima volta sono state riunite in un discorso completo.
Solo noi umani abbiamo un vero e proprio linguaggio, indispensabile per fare arte, storia e anche scienza. Inoltre, da quando siamo diventati bipedi più di sei milioni di anni fa i nostri arti anteriori, liberati dai compiti della locomozione, hanno la sola funzione di manipolare oggetti. E in questa attività siamo diventati così abili da non temere confronti.
Infine siamo gli unici animali che accettano di scambiare degli oggetti con i propri simili. E grazie alle attività di scambio, baratto e commercio nelle ultime decine di migliaia di anni abbiamo superato i limiti delle piccole società naturali, in cui anche noi eravamo rinchiusi, per costruire delle società molto più grandi, le civiltà e gli stati, fino ad arrivare ad un’unica società globale.
Certo abbiamo un grosso cervello, ma anche il dono della parola e una grande abilità manuale che gli altri animali intelligenti non hanno. E poi abbiamo costruito delle società molto più grandi di quelle esistenti in natura, grazie alle quali abbiamo realizzato tanti grandiosi progetti nel campo della cultura, dell’arte e infine della scienza.
PERCHÈ GLI ESSERI UMANI SONO DIVERSI e
LO SCAMBIO CI RENDE UNICI.
