Torna su

Riscaldamento globale

16 marzo 0202
Tutti i dati scientifici dimostrano che l’anidride carbonica non è la causa del riscaldamento globale. Un’affermazione, questa, che istintivamente quasi tutti respingono, perché da molti anni i media ci raccontano che l’anidride carbonica di origine antropica sta causando un drammatico riscaldamento del pianeta. Però è facile verificare i dati storici che dimostrano che questo gas ha un’influenza molto limitata sul clima (vedi i primi due paragrafi dell’articolo Era carbonifera).
Il fattore principale, anche se non l’unico, che influenza il clima terrestre è invece il sole attraverso le forti variazioni della sua attività magnetica. E per quanto riguarda l’anidride carbonica, essa è il principale fattore di crescita delle piante e, proprio dal punto di vista naturalistico e anche per l’agricoltura, più ce n’è meglio è (vedi i paragrafi: “Le macchie solari e la radiazione cosmica” e “Il ruolo dell’anidride carbonica” nell’articolo Reimpostare la discussione sul clima).
Quindi non ha senso pretendere di controllare il clima diminuendo le emissioni di anidride carbonica e per di più con le inadatte energie alternative. Andrebbe ancora bene se potessimo usare l’energia nucleare che è pulita, sicura ed economica e anche l’unica che può sostituire i combustibili fossili, che però viene impedita.
Negli ultimi vent’anni la “lotta contro il cambiamento climatico” ha impoverito il nostro Paese di almeno 600 / 700 miliardi, ha deturpato il paesaggio di intere regioni, ha moltiplicato il costo dell’energia e ha mantenuto alta la nostra dipendenza dalle importazioni. E questo è ancora nulla rispetto a quello che dovremo spendere nei prossimi anni in base all’Accordo di Parigi (vedi l’ultimo paragrafo dell’articolo Era carbonifera).
Ma chi e perché ha voluto questa assurda politica energetica?
Forse nell’Ottocento non tutti capivano la crescita economica moderna. Ma oggi, mentre il 75 % della popolazione mondiale che vive nei paesi emergenti sta velocemente uscendo dalla povertà, non ci possono essere dubbi: la società moderna è l’unico rimedio efficace contro la miseria estrema di tutte le altre epoche, la principale ingiustizia sociale.
Eppure, dopo la fine del comunismo in Russia mentre quasi tutto il mondo aveva capito qual’era la strada per uscire dalla povertà, le sinistre marxiste dei paesi occidentali hanno continuato la loro guerra contro la società “capitalista” come se non fosse successo nulla. Anzi, hanno deciso di intensificarla prendendo a pretesto i temi ambientali e lanciando degli allarmi infondati sul clima per giustificare una politica energetica “alternativa” studiata apposta per fare il massimo danno all’economia. Inoltre, dato che eolico e fotovoltaico economicamente non stanno in piedi, hanno anche introdotto un pezzo di economia statalizzata di tipo sovietico. Queste stesse forse politiche stanno anche cercando di impedire la crescita dei paesi più poveri e hanno spalancato le porte all’immigrazione irregolare. Infine la sinistra italiana sta impedendo all’Italia di darsi una democrazia compiuta e sta bloccando persino il ponte sullo stretto di Messina. I danni alla società sono stati tali che le famiglie italiane hanno quasi smesso di fare figli.
Ma il problema non è solo dell’Italia, ma dei paesi occidentali per i quali la società moderna è la causa di tutti i problemi sociali e ambientali. E questo nonostante che essa stia liberando dalla povertà quasi tutti i paesi del mondo e che alla lunga sia l’unica sostenibile anche sul piano ambientale (vedi la Presentazione del sito Ecofantascienza).
La società moderna viene anche accusata di avere come unico valore il denaro. Invece, proprio perché essa è l’unica che riesce a soddisfare i bisogni primari di tutta la popolazione, è anche quella più ricca di valori che vanno dalla compassione umana, al rispetto delle regole e delle leggi necessarie al buon funzionamento della società fino alla tutela del patrimonio storico e artistico, ambientale e paesaggistico.
Infine parlando di valori non bisogna dimenticare che l’uomo è la misura di tutte le cose. Infatti esso è l’unico capace di arte, storia e scienza. È anche portatore di valori universali e quindi è l’unico essere morale, capace di scegliere tra il bene e il male (vedi l’articolo: Lo scambio ci rende unici). E ogni volta che è stato sostituito da altri “valori” ai quali può essere sacrificato, come i regimi collettivisti, la razza o la lotta di classe, sono stati creati dei mostri.
E oggi, ancora una volta, gli esseri umani e la società civile vengono sacrificati sull’altare di nuovi presunti valori come la lotta contro il cambiamento climatico e una visione distorta dell’ambiente o della biodiversità. Valori supremi che giustificherebbero le politiche distruttive che stanno facendo così tanti danni.
E ancora una volta abbiamo creato dei mostri.