POLITICA E AMBIENTE

Non è vero che la produzione dei beni materiali e il consumo delle risorse primarie aumentano all’infinito. Nei paesi più sviluppati, man mano che negli anni Settanta venivano saturati i mercati dei beni materiali, la loro produzione ha cominciato a diminuire. E poi ci sono gli aumenti di efficienza, che riducono ancora di più il consumo delle risorse naturali a parità di beni prodotti. Per questo i paesi più sviluppati sono oggi molto più sostenibili di 50 anni fa e sostenibili col tempo lo diventano sempre di più.
In questo momento i paesi emergenti stanno attraversando la stessa fase di crescita che noi abbiamo conosciuto nella prima metà del dopoguerra. Ma anche presso di loro, raggiunta una certa soglia, la produzione dei beni materiali comincerà a diminuire per essere sostituita dai servizi. Infine la società moderna ha già tutte le soluzioni che possiamo desiderare per i principali problemi di oggi, che sono quelli della produzione del cibo e dell’energia, sia nei paesi più sviluppati che negli emergenti.
Però nei paesi ricchi è prevalsa la convinzione che la crescita economica di una popolazione molto più numerosa, e sempre più numerosa, non sarebbe stata sostenibile. Per questo essi hanno smesso di finanziare le infrastrutture necessarie allo sviluppo dei paesi più poveri. Eppure sono proprio la crescita e lo sviluppo che fanno calare i tassi di natalità fino a valori di equilibrio e che alla fine fanno crollare anche l’impatto ambientale.
In un secondo tempo queste politiche anti sviluppo sono state appoggiate dai marxisti, che sono diventati ambientalisti perché hanno capito che sfruttando i sentimenti pro ambiente della gente potevano fare gravi danni all’economia.
In Italia le politiche punitive per l’economia, specialmente nel campo strategico dell’energia, hanno fatto così tanti danni da trasformarci in un paese di serie B. Ma queste stesse idee sbagliate sulla società moderna stanno impedendo l’uscita dalla povertà dei paesi più poveri del pianeta.
Quello di cui abbiamo bisogno è invece un ambientalismo dal volto umano, basato sui dati della realtà e non sull’ideologia, che voglia davvero un mondo più giusto e sostenibile.


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