POLITICA E AMBIENTE

Non è vero che la produzione e il consumo di beni materiali cresce all’infinito. Non è vero che la popolazione cresce all’infinito. Inoltre col tempo aumento l’efficienza con cui i vari beni vengono prodotti e quindi diminuisce il consumo delle risorse primarie.
Dopo il boom economico degli anni Cinquanta e Sessanta, negli anni Settanta nei paesi più sviluppati la produzione dei beni materiali è molto diminuita e sono crollati anche i consumi di acciaio, rame e cemento.
E poi ci sono gli aumenti di efficienza. L’aumento delle rese agricole e dei redditi hanno reso non più necessario e nemmeno più conveniente lo sfruttamento dei terreni poveri e marginali in zone di montagna, che sono stati abbandonati e riconquistati dal bosco e dalla fauna selvatica. Inoltre dalla metà degli anni Novanta le centrali a turbogas hanno spostato molti consumi energetici da combustibili a più alto contenuto di carbonio al gas naturale. E con la loro maggiore efficienza hanno quasi dimezzato i consumi energetici, con il risultato di una forte diminuzione delle emissioni di anidride carbonica.
I paesi emergenti stanno percorrendo la stessa strada dei paesi più sviluppati con solo qualche decennio di ritardo. I dati dell’ONU ci dicono che negli ultimi 50 anni tutti gli indicatori dello sviluppo hanno conosciuto uno straordinario miglioramento: demografia, reddito, speranza di vita, sopravvivenza alla nascita, accesso a istruzione, cure mediche, acqua potabile ecc. In questo momento sono impegnati nel boom economico che noi abbiamo vissuto nella prima metà del dopoguerra. Poi anche presso di loro crolleranno i consumi di materie prime energia e territorio nonché le emissioni di anidride carbonica.
Ma non è ancora tutto, perché per i problemi più importanti e strategici, che sono quelli della produzione del cibo e dell’energia, ci sono già adesso delle vere soluzioni, praticabili, convenienti e alla nostra portata, con le quali potremmo rendere ancora più veloce l’uscita dalla povertà di miliardi di persone e nello stesso tempo far crollare la pressione antropica globale.
Eppure molti sono convinti che la società moderna sia la causa di ogni male, e che debba essere combattuta con ogni mezzo. Come è avvenuto in Italia dove, con il pretesto di “combattere il riscaldamento globale”, è stata adottata una politica energetica assurda che è la vera causa della crisi economica.
E’ ora di mettere fine a questa guerra insensata contro la società in cui viviamo, l’unico modello sostenibile sia sul piano sociale che ambientale. Lavoriamo tutti insieme, invece, per risolverne i problemi, perché le soluzioni ci sono e sono alla nostra portata.


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