La crescita economica migliora la qualità della vita?

Ritorna sempre il solito ritornello: il PIL (Prodotto Interno Lordo) non è un buon indicatore della qualità della vita e del benessere. Bisogna trovarne degli altri, alternativi, che non possono essere quelli che misurano la crescita economica (vedi per esempio l’articolo “Misurare ciò che conta” di Joseph E. Stiglitz pubblicato su LeScienze del mese di ottobre 2020).
Purtroppo c’è sempre qualcuno che cerca di sminuire l’importanza della crescita economica. In realtà la crescita migliora la qualità della vita in due modi. In un primo tempo essa aumenta la produzione dei beni materiali che servono a soddisfare i bisogni primari. Poi, una volta che questi sono stati soddisfatti, la produzione dei beni materiali comincia a diminuire per essere sostituita dai servizi, che oggi nei paesi più sviluppati coprono i tre quarti dell’economia.
Ma i servizi (istruzione, sanità, informazione, cultura, turismo, viaggi, vacanze, servizi alla persona ecc.) soddisfano dei bisogni meno fondamentali – che spingono l’economia con meno forza – ma più sofisticati, che fanno fare un altro grosso salto di qualità alla società.
In altre parole la crescita economica, misurata dal PIL, migliora sempre la qualità della vita, perché prima soddisfa i bisogni fondamentali, poi con i servizi anche quelli più sofisticati. Per di più la prosperità raggiunta con la crescita economica è sempre accompagnata dalla stabilità demografica, e anche da continui aumenti di efficienza che fanno diminuire sempre di più il consumo delle risorse primarie.
Che la prosperità economica sia l’unico modello sostenibile anche sul piano ambientale lo dimostrano i paesi più sviluppati che sono oggi, da ogni punto di vista, molto più sostenibili di 50 o 60 anni fa. E i paesi emergenti li stanno seguendo anche su questa strada, tanto che per alcuni aspetti importanti il loro impatto ambientale è già in diminuzione.
Sostenere che la crescita del PIL non serve a migliorare la qualità della vita e ad aumentare il benessere, significa rovesciare la realtà. Vuol dire cercare di impedire l’uscita dalla povertà di miliardi di persone. Vuol dire lavorare per peggiorare il mondo e non per migliorarlo.


Vedi l’articolo: LO SVILUPPO COME SOLUZIONE DEI PROBLEMI DELLA POVERTA’ E DELL’AMBIENTE – Seconda parte).