Il modello cinese

Oggi il paese più grande del mondo viene criticato per il controllo “orwelliano” dei propri cittadini, per il “ristabilimento dell’ordine” ad Hong Kong e anche per il fatto di non avere dei governi elettivi. Ma la Cina post maoista ha il grande merito di avere adottato il modello di società moderna (industrializzazione, economia di mercato e libertà) che in pochi decenni ha sconfitto la miseria assoluta di tutte le altre epoche.
Al contrario l’Europa, che la società moderna l’ha inventata, oggi la rinnega. Infatti essa ha condannato quasi tutte le principali innovazioni tecnologiche di questi anni e ha spinto i paesi membri ad abbandonarle. Eppure fino a poco tempo fa l’Europa poteva vantare una superiorità sul resto del mondo proprio perché aveva adottato per prima questo modello di economia e di società. Inoltre, dopo avere soddisfatto i bisogni primari della propria popolazione, essa aveva costruito per prima anche un’economia di servizi e quindi una società più evoluta e sofisticata.
Però adesso anche i paesi emergenti, Cina in testa, si stanno industrializzando e, man mano che i loro mercati dei beni materiali vengono saturati, anche le loro economie si stanno orientando sempre di più sui servizi.
Ma l’Europa si crede ancora superiore perché ha giustificato la sua condanna della società moderna in base del presupposto ideologico che essa sia la causa delle ingiustizie sociali e dei danni all’ambiente. In realtà l’ampia analisi che viene presentata in questo sito dimostra che la società in cui viviamo, una volta superata la fase di crescita che porta dalla povertà al benessere, è anche l’unico modello sostenibile sul piano ambientale.
Certo, sarebbe preferibile che la Cina avesse dei governi elettivi e anche un maggior rispetto per la privacy, che è di per sé un valore come la libertà. Ma finché l’Europa continua ad andare indietro invece che avanti, non può pretendere di dare lezioni alla Cina e convincerla ad adottare i nostri sistemi di governo.


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