GOVERNARE ATTRAVERSO LE DISTORSIONI DEL MERCATO

Questo è uestro un articolo che gli italiani dovrebbero leggere, perché finalmente capirebbero perché da tanti anni andiamo indietro mentre il resto del mondo va avanti. E anche perché siamo arrivati all’emergenza COVID nel modo peggiore.
Con la crisi che dura da 12 anni la disoccupazione è raddoppiata, un terzo dei giovani sono disoccupati, il 50% nel Meridione. E questi dati spiegano il crollo della natalità.
La cosa più importante che possiamo fare a favore della famiglia è rilanciare l’economia per creare nuovi posti di lavoro. Ma ancora prima dobbiamo capire che la crisi economica è stata causata da una politica che ha condannato e bloccato le principali tecnologie sviluppate in questi anni e che pretende di governare al di fuori e contro le leggi del mercato.



Da molti anni in Italia l’attività di governo viene esercitata attraverso continue forzature o distorsioni del mercato. Il mercato è uno dei pilastri della società moderna, e la società moderna è il modello economico sociale che negli ultimi due secoli ha migliorato a tal punto la qualità della vita che in media mondiale la sua lunghezza è triplicata.
Secondo la legge dei vantaggi comparati di David Ricardo, ogni paese dovrebbe specializzarsi in quei beni che riesce a produrre meglio e a prezzi più bassi, e poi scambiarli con quelli prodotti negli altri paesi. Tutti ne otterrebbero il massimo vantaggio. Anche il commercio quindi gioca un ruolo importante, perché il solo fatto di trasportare un bene da dove è abbondante ed economico a dove è raro e costoso, ne aumenta il valore.
Vogliamo far crescere l’economia e rendere la società più prospera? Vogliamo sconfiggere la povertà? Adam Smith e David Ricardo ci spiegano come fare. Tutto quello che ci allontana dal funzionamento ottimale del mercato diminuisce i vantaggi e pertanto provoca dei danni all’economia.
D’altra parte le attività economiche hanno bisogno di un sistema di regole, necessarie per tutelare gli interessi comuni e per contrastare le speculazioni e i monopoli, e quindi per far funzionare meglio il mercato stesso. Inoltre ci sono delle situazioni in cui è opportuno che le leggi del mercato vengano scavalcate.
Per esempio un paese civile dovrebbe assicurare a tutti i suoi cittadini istruzione e sanità gratuite. Questo però significa che in questi settori verranno creati dei monopoli, e l’assenza di concorrenza potrebbe trasformarsi in una rendita di posizione con costi o prezzi più alti. I servizi pubblici, quindi, richiedono una maggiore vigilanza affinché la qualità non peggiori e i costi non aumentino. Infine ci sono delle situazioni in cui è opportuno forzare il mercato per dare una spinta a delle tecnologie promettenti allo scopo di facilitarne la diffusione.
Al di fuori di questi casi le forzature e le distorsioni del mercato dovrebbero essere evitate, perché esse alterano arbitrariamente il rapporto costi benefici e addossano dei costi inutili all’economia. Purtroppo invece in Italia le distorsioni del mercato sono diventate da molto tempo la quotidiana pratica di governo. Anzi, lo strumento principale dell’attività di governo.
Nella prima metà del dopoguerra l’Italia aveva il più grosso partito comunista del mondo libero. Un partito che aveva come modello l’oppressivo regime sovietico, dal quale riceveva cospicui finanziamenti per la sue campagne di propaganda.
Il regime sovietico e la Cina maoista avevano fatto propria l’ideologia marxista, che accusa la società moderna di essere la causa delle ingiustizie sociali. Le basi della società moderna sono la rivoluzione scientifica e tecnologica, l’economia di mercato e la libertà. I regimi di tipo sovietico avevano proibito il mercato e la libertà, creando un mostro. E per quanto riguarda la scienza, l’avevano statalizzata e messa al servizio del settore militare. Eppure è facile dimostrare che la società moderna non è la causa delle ingiustizie sociali. Al contrario, essa è l’unica formula che si è dimostrata in grado di sconfiggere la povertà, il principale problema sociale. Inoltre, dopo la fase di crescita che porta dalla povertà al benessere, la società moderna è anche l’unica sostenibile sul piano ambientale (vedi l’articolo “POLITICA E AMBIENTE”).
Dopo il crollo dell’Unione sovietica, i paesi che ne facevano parte si sono liberalizzati, anche se hanno dovuto fare i conti con una pesante eredità e grossi problemi sociali. In Cina le cose sono andate meglio, perché i governi post maoisti hanno adottato in pieno gli elementi costitutivi della società moderna: nel più grande paese del mondo c’è stata la corsa all’istruzione tecnica e scientifica, il mercato funziona bene e la libertà personale non è molto diversa dalla nostra. I governi e le scelte politiche nascono ancora da una dialettica interna al partito comunista, l’organo deputato a fare politica. Ma una dialettica che deve essere di alto livello, perché sulle questioni importanti i governi del dopo Mao non hanno mai sbagliato una mossa, e il risultato è la crescita straordinaria di questi anni.
Oggi dei vecchi regimi comunisti rimane solo la Corea del Nord. Ma ci sono anche la sinistra italiana, l’Europa della Merkel e i movimenti ambientalisti che, seppure con altri mezzi, continuano a fare la guerra a ciascuno dei tre pilastri su cui si basa la società in cui viviamo.
Dopo la fine del comunismo in Russia, il partito comunista italiano ha cambiato nome ma, a differenza del partito comunista cinese, non ha ancora accettato, o non ha ancora accettato del tutto, né il mercato né la libertà. E per quanto riguarda la scienza, ha ostacolato o bloccato le migliori tecnologie sviluppate in questi anni.
Alla libertà e alle libere elezioni gli italiani sono abituati e quindi è difficile convincerli a rinunciarvi. Meglio svuotarle di contenuto. Di fatto la sinistra italiana ha sempre impedito una riforma istituzionale per dare ai votanti il potere di eleggere direttamente i governi nazionali. Con il risultato che dopo 75 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale gli elettori italiani non possono ancora scegliere chi li deve governare!
Quanto all’economia, i governi di sinistra hanno elevato a sistema di governo le distorsioni del mercato. Incentivi e bonus di ogni tipo da una parte, e aumenti delle tasse dall’altra, a cui poi bisogna aggiungere i costi e le preoccupazioni di un’incredibile complessità amministrativa. E in questo andazzo ci siamo spinti così avanti che l’economia e la società italiane si possono considerare già per metà sovietizzate!
Infine per quanto riguarda la scienza e la tecnologia, i governi di sinistra e gli ambientalisti (interessati solo alle accuse e alle proibizioni e mai alle soluzioni in positivo) hanno ostacolato o bloccato le principali innovazioni tecnologiche di questi anni. Invece di spingere avanti le tecnologie più utili, hanno fatto l’esatto contrario. Hanno proibito l’energia nucleare, la soluzione ideale del problema dell’energia. E anche la più sicura perché, al di fuori dell’Unione sovietica, non è mai morto nessuno a causa della radioattività fuoriuscita da una centrale nucleare (vedi l’articolo “ENERGIA NUCLEARE PULITA E SICURA”). Hanno proibito anche le piante geneticamente modificate, che non hanno mai provocato danni né alla salute né all’ambiente e che farebbero crollare il consumo dei pesticidi (vedi l’articolo “Piante geneticamente modificate”). Infine per quanto riguarda il settore strategico dell’energia, dopo aver impedito le soluzioni migliori, attraverso gravi distorsioni del mercato hanno imposto la presunta soluzione delle “rinnovabili”, che sono ad un tempo costose, inefficaci e deturpano il paesaggio.
Una campagna di disinformazione di dimensioni industriali ha creato il pretesto ambientale: la lotta contro il cambiamento climatico. Un falso pretesto, perché la previsione più ragionevole è che nei prossimi anni le emissioni di anidride carbonica subiranno una forte diminuzione, non il forte aumento che è stato previsto (vedi l’articolo “REIMPOSTARE LA DISCUSSIONE SUL CLIMA”).
Così, invece di favorirne la diffusione, hanno impedito la costruzione di molte centrali a turbogas nonostante che, grazie alla loro alta efficienza e al fatto che usano il metano al posto del petrolio, facciano crollare le emissioni di anidride carbonica. Poi hanno bloccato per molti anni l’estrazione del gas naturale sul suolo nazionale, facendo diventare enorme la nostra dipendenza dalle importazioni di energia. Così quando nel 2008 i prezzi del petrolio sono triplicati, il costo della bolletta energetica è aumentato al punto da causare la crisi economica che dura da allora. E con la crisi siamo anche arrivati all’emergenza COVID nel modo peggiore. Ma anche l’abbandono della ricerca sull’ingegneria genetica sicuramente non ci ha aiutato ad arrivare più in fretta ai vaccini.
Ma la guerra alla società moderna non si ferma mai. L’Europa a guida Merkel ha imposto ai paesi membri di produrre prima il 20% poi il 30% dell’energia da fonti rinnovabili, nonostante che eolico e fotovoltaico non siano in grado di sostituire le centrali elettriche e quindi di diminuire le emissioni di gas serra. Una politica talmente assurda che poteva essere attuata solo attraverso l’imposizione di pesantissime distorsioni del mercato, come appunto è avvenuto. E il paese che si è spinto più avanti in questa politica folle è stato proprio l’Italia.
Abbiamo ricoperto intere regioni con centinaia di altissimi quanto inutili pali di cemento, costruiti grazie ai finanziamenti e agli incentivi statali, con costi enormi per i contribuenti. Poi lo Stato costringe le società elettriche a comprare questa energia, ma non la trasforma per questo in una forma utilizzabile. Cosa se ne fanno le società elettriche dell’energia prodotta di notte dalle pale eoliche, quando in queste ore l’offerta già supera la domanda? O di quella prodotta di giorno, ma in maniera discontinua e imprevedibile? Sono però costrette dalla legge a comprarla, subiscono un danno e si rifanno sulle bollette elettriche delle famiglie, che ogni anno pagano per questo 10 miliardi di Euro in più! Mentre noi distruggiamo colossali quantità di risorse per queste assurdità, gli altri investono sulle tecnologie migliori e sullo sviluppo.
Tra la Cina del dopo Mao, che ha regalato ai propri cittadini uno straordinario miglioramento della qualità della vita, e la Corea del Nord, abbiamo scelto il regime più allucinante del pianeta. Ingannati da una ideologia ottocentesca bocciata dalla Storia continuiamo a combattere la società moderna, che invece è l’unico modello sostenibile sia sul piano sociale che ambientale! Il risultato è una crisi economica devastante che dura da 12 anni, che ha raddoppiato la disoccupazione e che continua ad aumentare il debito pubblico e le tasse.



Post Scriptum:
Adesso la guerra alla società moderna e a ciascuna delle sue fondamenta viene portata avanti anche dalla nuova amministrazione americana. Disinformazione su scala industriale sui temi dell’ambiente e dello sviluppo (che certamente non è compatibile con la democrazia), penalizzazione delle tecnologie migliori per il problema strategico dell’energia e imposizione delle “energie alternative”, inadeguate e dannose per l’ambiente, attraverso colossali forzature del mercato (vedi in proposito un libro molto ben informato dal titolo “ L’apocalisse può attendere” di Michael Shellenberger – Marsilio editore: per salvare il pianeta e sconfiggere la povertà bisogna partire dai dati della realtà, non dalle mode o dalle fantasie ideologiche).
Ma l’America non era il baluardo della cultura liberale, cioè della cultura che sta alla base della società moderna? Non è il paese che ha sempre combattuto i regimi dittatoriali, oppressivi e anti liberali? Non è il paese che dopo la Seconda guerra mondiale ha spinto l’Europa e il Giappone, e in seguito anche la Cina e i paesi ex sovietici, a liberalizzare le loro economie per trasformarsi non solo in nazioni libere, ma anche prospere?
Come dimostra l’analisi presentata in questo sito, la società moderna è in realtà l’unico modello sostenibile sia sul piano sociale che ambientale. Inoltre per tutti i principali problemi di oggi ci sono delle vere soluzioni, convenienti, già pronte e alla nostra portata. Soluzioni che dovremmo conoscere e far conoscere, e poi lavorare tutti per un mondo sempre più libero, prospero e sostenibile e per sconfiggere dovunque la povertà. Invece moltissime persone, partendo dal presupposto sbagliato che la società moderna sia la causa di ogni male e che non meriti dei regali, lavorano incessantemente per impedire che le cose migliorino. E adesso hanno dalla loro parte anche l’amministrazione americana!