AUTONOMIA ENERGETICA

Adesso finalmente cominciamo a capire l’importanza dell’autonomia energetica. E che energie alternative, nonostante quello che sono costate, nel momento del bisogno stanno danno un contributo insignificante alla produzione di energia. Purtroppo negli ultimi anni qualcuno è riuscito di nuovo a bloccare l’estrazione del gas sul suolo nazionale, nonostante che questa sia la causa della crisi economica che dura dal 2008. E lo ha fatto perché è convinto che la società moderna sia la fonte di ogni male e che per questo debba essere combattuta con qualsiasi mezzo. Ma sbaglia (vedi l’art. “LA CRIMINALIZZAZIONE DELLA SOCIETA' MODERNA”).
Purtroppo questa politica energetica, basata su un pregiudizio ideologico, ha impoverito a tal punto l’Italia rispetto ad altri paesi europei, da trasformarci in un paese di serie B (grande debito pubblico, alto livello delle tasse, alta disoccupazione, redditi sempre più bassi, mancanza di risorse per portare avanti grandi progetti).
E oggi stiamo subendo un’altra crisi energetica, che aggiungerà altri enormi danni all’economia di cui faranno le spese le classi sociali più deboli. E in più siamo costretti a comprare il gas russo e a finanziare le guerre di Putin!
E’ necessaria una completa inversione di rotta. Bisogna riattivare il più in fretta possibile gli impianti di estrazione. Ma ci vorranno tre anni, ed è difficile che possano farlo proprio le forze politiche che li hanno bloccati!
Poi bisogna promuovere le auto elettriche, che diminuiranno i consumi di energia delle quattro ruote di un buon 80 % (vedi l’articolo “I VANTAGGI DELLA TRAZIONE ELETTRICA”).
Infine possiamo sfruttare l’acqua di raffreddamento delle centrali, a 70 / 80 gradi, per scaldare case e uffici in inverno. L’esempio è la città di Torino, che da anni si scalda in questo modo. Il contro esempio è la città di Ferrara, che invece di sfruttare l’acqua calda della centrale a turbogas appena costruita, preferì spendere 20 milioni di Euro per un inutile impianto fotovoltaico (sarebbe interessante conoscere il valore dell’energia che è stata prodotta, a fronte di questa spesa!).
D’ora in avanti la politica dovrebbe dare la massima priorità all’autonomia energetica, perché questa è la condizione per superare la crisi economica e tornare ad essere un paese di serie A. Un obiettivo che possiamo raggiungere diminuendo il consumo dei combustibili fossili, e quindi in maniera virtuosa e sostenibile.