Presentazione

Tutto il progetto della Grande Piramide ruota intorno ad un principio fisico molto semplice: quando l’aria viene riscaldata aumenta di volume, diminuisce il suo peso specifico, diventa più leggera e sale verso l’alto. Questo rende impossibile uno scavo in roccia dal basso verso l’alto perché l’aria, riscaldata e impoverita di ossigeno, va ad intrappolarsi proprio là dove l’operaio sta lavorando e diventa ben presto irrespirabile. Gli antichi egiziani lo sapevano per esperienza, e l’intero progetto aveva proprio lo scopo di costringere degli ipotetici ladri a fare una cosa che sapevano impossibile, cioè scavare un lungo cunicolo in salita. Questo sistema di difesa, se fosse stato messo in opera come sicuramente era stato progettato, avrebbe reso la piramide inviolabile fino all’epoca moderna. Ma, dallo stato del monumento, risulta evidente che questa ciclopica serratura di pietra è stata sabotata. 

Questo è il punto di partenza. Poi, attraverso alcuni passaggi logici obbligati, si arriva alla conclusione, inevitabile, che sotto la piramide di Chephren dovrebbe trovarsi la tomba secondaria del faraone Cheope. Diversi indizi sembrano confermarlo, tra cui la presenza della Sfinge e del relativo tempio, che sembrano proprio suggerire che nella seconda delle piramidi siano stati sepolti due diversi faraoni.

Ma cosa ci fa l’antico Egitto in un sito sull’ambiente e lo sviluppo?

Una prima spiegazione è che questo è l’ennesimo esempio di quanto sia importante la combinazione di competenze diverse: in questo caso le competenze tipiche degli archeologi con alcune, anche se semplici, conoscenze scientifiche.
Ma c’è anche un altro motivo. Il discorso che il sito di Ecofantascienza cerca di portare avanti, pur fondato su dati inoppugnabili, deve superare molte resistenze. E se mai un giorno qualcuno decidesse di verificare questa ipotesi, e se trovasse sotto la seconda delle piramidi una tomba faraonica sconosciuta, questo sicuramente renderebbe più credibili le affermazioni contro corrente di questo sito!