Presentazione

Ipotesi circa la possibile presenza della tomba secondaria del faraone Cheope sotto la piramide di  Chephren
 

Tutto il progetto della piramide di Cheope ruota intorno ad un principio fisico molto semplice: quando l’aria viene riscaldata aumenta di volume, diminuisce il suo peso specifico, diventa più leggera e sale verso l’alto. Questo rende impossibile uno scavo in roccia dal basso verso l’alto perché l’aria, riscaldata e impoverita di ossigeno, va ad intrappolarsi proprio là dove l’operaio sta lavorando e diventa ben presto irrespirabile.
Gli antichi egiziani lo sapevano per esperienza, e l’intero progetto aveva proprio lo scopo di costringere degli ipotetici ladri a fare una cosa che sapevano impossibile, cioè scavare un lungo cunicolo in salita. Questo sistema di difesa, se fosse stato messo in opera come sicuramente era stato progettato, avrebbe reso la piramide inviolabile fino all’epoca moderna. Ma, dallo stato del monumento, risulta evidente che questa ciclopica serratura di pietra è stata sabotata, perché a suo tempo sono stati messi in opera solo quegli elementi che potevano essere facilmente aggirati, e non quelli che sarebbero risultati insuperabili.
Questo è il punto di partenza. Poi, attraverso alcuni passaggi logici obbligati, si arriva alla conclusione che sotto la piramide di Chephren dovrebbe trovarsi la tomba secondaria del faraone Cheope. Alcuni indizi molto precisi sembrano confermarlo, tra cui la presenza della Sfinge e del relativo tempio, che sembrano proprio suggerire che nella seconda delle piramidi siano stati sepolti due diversi faraoni.