Come scoprire la tomba di un faraone

(un suggerimento per verificare l’eventuale presenza della tomba del faraone Cheope sotto la piramide di Chephren)

L’ipotesi contenuta nel sito dell’Ecofantascienza, secondo la quale sotto la piramide di Chephren potrebbe trovarsi la tomba secondaria del faraone Cheope, non potrà mai essere presa in seria considerazione almeno finchè non sarà possibile verificarla. Ma la stessa teoria nella sua esposizione afferma che, se pur questa tomba esistesse, sarebbe impossibile da individuare.
Ma allora, se le cose stanno così, che interesse può avere una teoria che non può essere messa alla prova se non scavando nel sottosuolo una rete di cunicoli? E quali altri modi ci potrebbero essere per individuare una tomba scavata nel basamento di roccia su cui poi è stata costruita la piramide? A dire la verità una possibilità c’è, e consiste nella stessa tecnica usata tempo fa per verificare se proprio nella piramide di Chephren ci fossero degli spazi vuoti, e quindi delle camere ancora sconosciute. Nel 1970 è stato introdotto nella camera del sarcofago, che si trova al centro e a livello del terreno, un rilevatore della radiazione cosmica. La radiazione cosmica colpisce la Terra da tutte le direzioni, ed è talmente energetica che distruggerebbe quasi ogni forma di vita, se non fosse per la protezione costituita dall’atmosfera. Quando i raggi cosmici raggiungono la superficie sono ormai attenutati, ma i più energetici sono ancora in grado di attraversare uno spesso strato di roccia. Con un rivelatore di radiazione cosmica all’interno della camera del sarcofago, è stato quindi possibile fare una radiografia di tutta la costruzione, e si è potuto constatare che non ci sono spazi vuoti.
Quindi è escluso che nel corpo della piramide possano esserci delle camere.

 

Ma cosa potrebbe essere nascosto sotto la piramide?
Lo si può scoprire con lo stesso rivelatore collocato in un ambiente a qualche metro di profondità. Sotto la Piramide di Chephren, infatti, c’è una seconda camera che si trova in posizione decentrata e alla profondità di 15 metri. Come si vede nel disegno, che però per motivi di chiarezza è riferito alla piramide di Cheope, il rivelatore potrebbe intercettare le radiazioni che hanno un’inclinazione tale da colpire la roccia alla base della piramide e raggiungere la camera sotterranea. In questo modo, orientando il rivelatore lungo tutto il perimetro della base, si potrebbe spazzare l’intera sezione della roccia su cui è stato costruito il monumento, e se veramente esistesse una tomba a pozzo, questa si manifesterebbe attraverso una diversa intensità della radiazione intercettata dal rivelatore, esattamente come nelle normali radiografie.
Nel caso che venisse individuata una struttura di questo tipo, se ne potrebbe poi conoscere l’esatta posizione semplicemente spostando di qualche metro il rivelatore. La struttura individuata si troverebbe nel punto di intersezione dei due fasci di radiazioni. D’altra parte, anche se venisse scoperta una tomba, non si potrebbe essere ancora certi che si tratta di quella del faraone Cheope: potrebbe trattarsi di un’altra tomba “qualsiasi” che, anche per un caso fortuito, era appena stata costruita nell’area in cui sarebbe sorta la monumentale costruzione. In ogni caso si tratterebbe di una tomba ancora intatta. Questo stesso metodo di ricerca potrebbe poi essere esteso anche ad altre piramidi.

TUTTI I TESORI NASCOSTI SOTTO LE PIRAMIDI

La piramide a gradini di Sakkara

Quella di Chephren non è certo l’unica piramide che potrebbe ancora riservare delle sorprese. Non solo è possibile, ma molto probabile e almeno in un paio di casi praticamente certo, che le principali e più antiche piramidi nascondano ancora molti dei loro tesori.
A partire dalla piramide a gradini di Sakkara, la più antica di tutte, costruita dal faraone Zoser fondatore della Terza dinastia. Sotto questo monumento c’è un labirinto di stanze, cunicoli e gallerie in alcune delle quali sono stati rinvenuti 35.000 vasi e piatti realizzati con pietre come la breccia, l’alabastro, il granito ecc. Una preziosa collezione di oggetti d’arte che il faraone intendeva portare con sè nel al di là. La maggior parte di questi vasi sono in pezzi, ma molte migliaia sono già stati restaurati. E accanto alla piramide, sotto un terrapieno lungo 400 metri, ci sono altri magazzini sotterranei non ancora esplorati a causa di crolli che li rendono impraticabili. Anch’essi probabilmente contengono delle collezioni d’arte del faraone; forse non solo artistici vasi di pietra, ma anche altre suppellettili diverse da quelle che facevano parte del corredo funerario.

La piramidi incompiute dei successori di Zoser

Per quanto riguarda gli immediati successori del faraone Zoser, sono state trovate finora due piramidi lasciate incompiute, anzi poco più che iniziate, a causa della morte prematura del sovrano. Ma anche se queste avevano raggiunto soli pochi metri d’altezza, in tutte e due erano già stati scavati gli ambienti sotterranei, costituiti dall’appartamento funerario e da estesi magazzini. Nei magazzini di una di esse, quella del faraone Sekhemket, nonostante le visite dei ladri sono stati trovati alcuni vasi di pietra, a dimostrazione che i faraoni cominciavano fin dall’inizio ad ammassarvi i loro tesori.
A quanto pare, quindi, i primi faraoni costruttori di piramidi si portavano nel al di là due categorie di oggetti. Da una parte gli arredi funerari che dovevano aiutarli a compiere senza pericoli il grande viaggio, e che venivano introdotti nell’appartamento funerario al momento della sepoltura. Dall’altra tutte le altre ricchezze che il faraone accumulava durante il suo regno e dalle quali non voleva separarsi. Questi ultimi oggetti cominciavano ad essere stipati nei magazzini sotterranei molto prima della chiusura della piramide e, come dimostra quella di Sekhemket arrivata solo all’altezza di 7 metri, fin dal momento in cui ne veniva avviata la costruzione.

La piramide di Meidum

L’ultima piramide della Terza dinastia è quella di Meidum attribuita al faraone Huni. Essa era stata costruita in un primo tempo come piramide a gradini, e solo alla fine è stato aggiunto un involucro esterno per darle, per la prima volta, la vera forma piramidale. Ma l’involucro esterno è franato quando il lavoro era quasi terminato, e ha trascinato nel crollo anche qualcuno dei gradini. Il risultato è quello che si vede ancora oggi: un poderoso torrione alto 70 metri, che si erge al centro di una collina di detriti.
L’unico ambiente interno conosciuto è una piccola stanza lunga cinque metri e larga appena m. 2,65, con un soffitto a capanna che parte quasi dal pavimento che ne riduce ancora di più il volume. Questo non può essere l’unico ambiente ricavato nella piramide; scavati nel sottosuolo ce ne devono essere sicuramente degli altri, ma gli ingressi sono nascosti dalla massa enorme dei detriti. E se, come nelle piramidi precedenti, ci fossero anche dei magazzini, quasi sicuramente al momento del crollo essi erano già stati riempiti di tutto quello che il faraone voleva portare con sè nell’altro mondo.

La piramide a doppia pendenza e la piramide rossa di Snofru.

Il faraone Snofru, successore di Huni e fondatore della Quarta dinastia, per motivi sconosciuti di piramidi se ne è fatte costruire due, la piramide a doppia pendenza e la piramide rossa. Quasi sicuramente però Snofru non è stato sepolto in nessuno di questi due immensi monumenti, sia perchè in ambedue manca un sarcofago, sia perchè nel primo la cripta principale non è stata completata, mentre nel secondo le tre camere sono state trovate dagli archeologi moderni ancora in gran parte riempite di blocchetti di marmo.
Non si conosce lo scopo a cui dovevano servire questi blocchetti, ma certamente non sono stati messi lì nè dai ladri nè da altri visitatori successivi, e quindi possono essere stati portati dentro la piramide solo dagli stessi operai che l’hanno costruita. Inoltre nella stessa piramide rossa i ladri si sono particolarmente accaniti contro la cripta principale, smuovendo le pesanti pietre del pavimento e scavando dei cunicoli come se non fossero riusciti a trovare quello che cercavano. Dov’è stato dunque sepolto questo grande faraone?
E’ un bel mistero. In nessuna delle due piramidi di Snofru sono stati trovati dei magazzini sotterranei. A questo punto i casi sono due: o al faraone non interessava più portarsi nell’altro mondo le sue ricchezze, oppure questi magazzini e la sua tomba non sono stati ancora trovati.

Le piramidi di Giza.

Le altre piramidi che ci interessano sono quelle di Cheope, Chephren e Micerino, i successori di Snofru. Nemmeno in queste sono mai stati trovati dei magazzini, mentre non sono rari nelle piramidi successive, nonostante siano sempre molto meno imponenti e al confronto anche mal costruite. Ai faraoni della Quarta dinastia non interessava più portarsi dietro i loro tesori, oppure i magazzini, potendo essere sigillati anni prima della chiusura della piramide, sono stati semplicemente nascosti meglio, e sono sfuggiti ai ladri anche perchè, per loro, non erano altrettanto degni di interesse? L’accesso ai magazzini avrebbe potuto essere occultato dalla sovra costruzione di una piramide secondaria, di una mastaba, o da qualche altro edificio del complesso piramidale. Per esempio, come mai per le pareti del tempio della piramide di Chephren sono stati usati blocchi così grandi? Il maggiore pesa circa 450 tonnellate. Che ragione c’era di usare blocchi di queste dimensioni per le pareti di un tempio che dovevano essere rivestite sia all’interno che all’esterno con blocchi di granito? Questo straordinario monolite non potrebbe nascondere l’ingresso a qualche ambiente sotterraneo? Forse si tratta di ipotesi fantasiose. Ipotesi che però potrebbero essere verificate con la stessa indagine non distruttiva con cui a suo tempo è stata fatta la radiografia della piramide di Chephren. Oltre alla piramide di Chephren, anche quelle dello stesso Cheope e di Micerino, e la piramide a doppia pendenza di Snofru, presentano una situazione favorevole per un’indagine di questo tipo, perchè hanno camere scavate in profondità nel sottosuolo, e proprio in posizione centrale.
Ma cosa potrebbe ancora nascondersi sotto la piramide di Cheope? Un’ipotesi, anche questa fantasiosa, riguarda il faraone Snofru.
Snofru si è fatto costruire una prima piramide, che è stata completata con una certa fretta, e poi la piramide rossa. Ma neppure questa è stata usata come tomba. Forse perchè negli ultimi anni, discutendo con il figlio Cheope il progetto della sua piramide che prevedeva un meccanismo di protezione molto più sofisticato, si sarebbe reso conto che nessuna delle due da lui costruite sarebbe stata sicura. Potrebbe allora avere chiesto al suo futuro successore di preparargli una tomba nel posto dove avrebbe costruito il suo colossale monumento. Sarebbe stato sepolto lì, discretamente, ancora prima dell’allestimento del grande cantiere, dove la sua tomba sarebbe stata veramente al sicuro (in questo caso i blocchetti di marmo sarebbero stati portati dentro la piramide rossa per far credere che vi veniva sepolto il faraone, e ingannare eventuali malintenzionati).
Non sappiamo se le cose siano andate così, non sappiamo se gli antichi costruttori delle piramidi ragionassero come noi. Forse anche questa è un’ipotesi campata in aria. Ma un’ipotesi che prima o poi verrà verificata.

Ferrara, 20 dicembre 2006