Seguimi anche su Facebook
Siti amici
 Libri di Ecofantascienza
 Le mie VACANZE IN DIRIGIBILE
(Primo romanzo di Ecofantascienza)
 leggi il romanzo
Copertina di Le mie VACANZE IN DIRIGIBILE
VACANZE IN DIRIGIBILE è il racconto di un viaggio immaginario ambientato nell'anno 2015. Non un viaggio avventuroso in luoghi esotici e sconosciuti, ma un viaggio turistico attraverso i principali paesi del Mediterraneo.
Viaggiare, visitare altri paesi, è già di per sé un privilegio, ma lo è ancora di più viaggiare in dirigibile: con questo comodo, ecologico e sicuro mezzo di trasporto si può osservare meglio il paesaggio, ammirare da pochi metri d'altezza le grandi balene che nuotano nel mare, o raggiungere, circondati da tutte le comodità che un turista si aspetta, gli angoli più remoti e inaccessibili del deserto.
Da questo viaggio, dai paesi che si visitano, dalla loro storia e dai loro luoghi più significativi, si prende lo spunto per introdurre argomenti e scenari di ecofantascienza.
Leggendo questo libro avremo così modo di immaginare, una volta tanto, non i soliti catastrofici scenari, ma come potrebbero essere stati risolti, nell'anno 2015, i principali problemi dell'ambiente e della globalizzazione. Oppure potremo valutare questo o quel progetto in una fase avanzata della sua attuazione. Un esercizio certamente utile, perché i problemi dell'ambiente si risolvono solo se si riescono ad immaginare delle soluzioni adeguate.
 BREVE SAGGIO SULL'ALIMENTAZIONE OTTIMALE
 leggi il saggio
Il principale fattore dai cui dipende la nostra salute è certamente l'alimentazione.
Moltissime malattie derivano infatti dagli gli errori che commettiamo ogni giorno in cucina.
Ma come fare per evitare almeno gli errori più gravi, e prima di tutto, come fare per capire quando un determinato comportamento alimentare fa bene alla salute oppure no?
Sicuramente non mancano i libri di dietetica, ma la loro utilità pratica è spesso discutibile. Non è pensabile, per esempio, che la gente ogni volta che si siede a tavola debba contare e pesare le calorie, le vitamine e i sali minerali, per non dire del fatto che le diete proposte sono le più disparate e spesso in contrasto tra di loro.
Inoltre anche le norme di igiene che riguardano i cibi devono essere ripensate. Una volta i problemi igienici riguardavano la pulizia (l'igiene, appunto), la difesa dai parassiti e la conservazione degli alimenti. Più i trattamenti erano drastici e più i conservanti chimici robusti, più era garantita l'igiene. Oggi i problemi che minacciano la salubrità degli alimenti sono in gran parte cambiati. Naturalmente bisogna continuare a garantire la perfetta conservazione dei cibi, ma i principali problemi igienici oggi sono altri: prima di tutto il peggioramento qualitativo dovuto alla presenza dei pericolosi conservanti chimici e all' impoverimento che spesso i cibi subiscono. Per esempio lo zucchero bianco non ha mai presentato problemi di conservazione, e questo era sufficiente per considerarlo un prodotto igienico. Eppure i dietologi oggi sono convinti che lo zucchero sia un alimento dannoso, molti lo considerano un vero e proprio veleno. Il motivo? Perché è un alimento del tutto privo dei principi nutritivi con i quali in natura si trova sempre associato.
Per migliorare la qualità dei cibi e dell'alimentazione è quindi necessario rivedere il concetto di igiene alimentare.
Ma esistono dei criteri per stabilire di volta in volta se un dato alimento fa bene alla salute o se invece è più dannoso che utile?
C'è una sola cosa che può spiegare perché una alimento fa bene o male alla salute, ed è l'evoluzione. Se il nostro organismo nei milioni di anni dell'evoluzione si è adattato ad un particolare alimento, allora dobbiamo aspettarci che faccia bene, altrimenti il contrario.
Oggi l'antropologia fisica, la scienza che studia l'evoluzione biologica della specie umana, è sufficientemente progredita da darci un'idea dei nostri adattamenti alimentari, ed è quindi in grado di spiegare, almeno a grandi linee, cosa bisogna mangiare e cosa evitare. I dati non sempre completi e a volte incerti sulla nostra evoluzione biologica devono comunque essere sempre confrontati con quelli risultanti dalla ricerca scientifica sull'alimentazione.
 CAPITALISMO NATURALE
di Paul Hawken, Amory Lovins e L. Hunter Lovins
Edizioni Ambiente - Milano 2001 - € 22,72
Copertina di CAPITALISMO NATURALE
Durante l'ultimo decennio, molte tra le aziende più attente hanno iniziato a scoprire enormi opportunità di risparmiare risorse e denaro, applicando tecnologie e pratiche commerciali innovative.
Settori produttivi storicamente collocati tra quelli a più elevato impatto ambientale, come l'industria dell'auto e l'edilizia, stanno profondamente mutando i riferimenti del proprio operare. Auto più leggere, più sicure e totalmente prive di emissioni inquinanti, così come quartieri pensati in funzione di una qualità abitativa non disgiunta dalla qualità sociale e ambientale, rappresentano solo alcuni tra gli esempi dell'applicazione di un nuovo paradigma economico: il Capitalismo naturale, somma di orientamenti e pratiche in grado di costituire le linee guida della "prossima rivoluzione industriale".
Fatto ancor più significativo, quando il cambiamento è già "sul mercato" si dimostra vincente, permettendo di acquisire notevoli vantaggi competitivi. Quindi, chi cambia vince, a patto che ciò avvenga in nome di una razionalità economica che si dimostra essere una carta vincente anche in puri termini di business.

Il capitalismo tradizionale ha sempre trascurato di assegnare un valore monetario al più imponente stock di capitale che aveva a disposizione: le risorse naturali e i servizi forniti dagli ecosistemi che rendono possibile lo svolgimento di qualsiasi attività economica, oltre che la vita stessa. Il capitalismo naturale, al contrario, li "contabilizza" e punta all'efficienza delle risorse per riuscire a produrre di più con meno. Il capitalismo naturale ridisegna l'industria sulla base di un modello biologico che esclude la produzione di rifiuti, sposta l'economia dall'episodica acquisizione di beni verso il flusso continuo di valore e servizi, investendo oculatamente nella protezione e nell'espansione del capitale naturale esistente.
La migliore cultura progettuale, l'innovazione tecnologica più intelligente e la logica di un'economia priva di distorsioni si fondono nella definizione di una strategia di business che è allo stesso tempo necessaria e vincente.

Gli autori sono i fondatori del Rocky Mountain Institute, celebre organismo indipendente di ricerca sui temi della politica delle risorse, consulente di decine di aziende oltre che "incubatrice" di iniziative imprenditoriali innovative e tecnologicamente avanzate. Le proposte nel campo dell'efficienza delle risorse messe a punto dai ricercatori del RMI hanno ricevuto diversi riconoscimenti a libello mondiale.
 CANAPA: LA RINASCITA DELLA CANNABIS
di Michka
Libri del Leoncavallo - Milano - € 9,30
Copertina di CANAPA: LA RINASCITA DELLA CANNABIS
"Che differenza c'è tra la cannabis e la canapa? Nessuna. Si tratta della medesima pianta. Le due parole fanno tuttavia capo a due utilizzazione diverse. Tutte le varietà di cannabis / canapa contengono fibra; esse, tutte, contengono in quantità variabili, il THC, la sostanza psicotropa. Canapa, cannabis, marijuana, questi nomi dalla connotazione così diversa, fanno riferimento alla stessa pianta, Cannabis sativa". Per millenni ha accompagnato il genere umano, ne ha prodotto il vestiario, le corde, le vele, ne ha costruito le case, fornito sostanze cosmetiche, prodotti alimentari e medicinali, ne ha onorato i riti religiosi o semplicemente reso più gradevole la vita quotidiana.
Non dubitiamo dunque che le generazioni future guarderanno ai 50 anni appena trascorsi, al proibizionismo, in modo non dissimile da quello con cui noi, oggi, guardiamo alla caccia alle streghe nei secoli passati. Questo libro è un lungo, articolato viaggio alla riscoperta della cannabis, per decenni sepolta dalle falsificazioni, dai luoghi comuni e dalle teorie pseudo scientifiche, un viaggio lungo la follia del proibizionismo ma anche dentro la sua intima lucidità, il meccanismo delle sue recenti origini.
Certamente i nostri figli torneranno a considerare la canapa così come hanno fatto i loro antenati, ma tocca a noi chiudere questa frattura artificiale, e mettere fine a questo meccanismo dagli enormi costi economico sociali.
 CANNABIS
I mille usi di una pianta miracolosa
di Chris Conrad
Edizioni Castelvecchi - Roma 1998 - €8,26
Copertina di CANNABIS
Provocare benessere, far sorridere alla vita con benevolenza affrontandone meglio le difficoltà già di per sé qualifica la canapa come "pianta santa". Ma la verità non è tutta qui. Pochi lo sanno: la canapa, coltivata da secoli in tutto il mondo, è una pianta davvero miracolosa, ricca di benefici che vanno ben oltre le sue note proprietà stupefacenti. La demonizzazione e la criminalizzazione di cui è stata fatta oggetto negli ultimi decenni, oltre a ingrassare il mercato nero gestito dalle varie mafie, ha impedito la diffusione delle conoscenze sulle sue straordinarie proprietà ecologiche, alimentari, farmacologiche, sul suo ricchissimo uso come prodotto industriale. Come piccolo atto di risarcimento dovuto dopo tante ingiustizie subite, questo libro, in forma semplice ma rigorosa, illustra gli innumerevoli vantaggi economici offerti dalla coltivazione della canapa, dal suo commercio e uso.
 MUHAMMAD YUNUS
IL BANCHIERE DEI POVERI
con la collaborazione di Alan Jolis
Edizioni Feltrinelli - Milano 2000 - € 7,23
Copertina di MUHAMMAD YUNUS
Muhammad Yunus vive in uno dei paesi più poveri del mondo.
Ad arginare gli effetti devastanti delle calamità naturali, della malnutrizione, della povertà strutturale, dell'analfabetismo e dell'alta densità di popolazione, in Bangladesh non sono bastati i trenta miliardi di dollari degli aiuti internazionali. E' difficile quindi immaginare che l'Occidente abbia qualcosa da imparare da questo paese. Eppure, è nata qui la Grameen Bank e con essa un'idea per far sparire la povertà dalla faccia della terra. Il professor Yunus ha trovato modo, accordando minuscoli prestiti ai diseredati della terra, di fornire al 10% della popolazione bengalese (dodici milioni di persone) gli strumenti per uscire dalla miseria, e di trasferire poi la sperimentazione del microcredito dal Terzo mondo ai poveri di altri paesi. La banca presta denaro, a tassi bonificati, solo ai poverissimi: in questo modo coloro che non potevano ottenere prestiti dai tradizionali istituti di credito (e sono state in maggioranza donne) vengono messi nella condizione di affrancarsi dall'usura, di allargare la propria base economica e di prendere in mano il proprio destino.
Questo libro, che è già un bestseller e che ha ispirato un film, ci racconta come è stato possibile realizzare tutto ciò.
 LA DEMOCRAZIA IN AMERICA
Alexis de Tocqueville
Biblioteca Universale Rizzoli - Milano 1992 - € 10,00
Copertina di LA DEMOCRAZIA IN AMERICA
Nel 1831/32, sessant'anni dopo l'inizio della rivoluzione americana, Alexis de Tocqueville compì un viaggio di studio negli Stati Uniti, durante il quale esaminò da vicino il funzionamento delle istituzioni politiche, amministrative e giudiziarie del paese. Nel 1835 pubblicò la prima parte della "Democrazia in America", che contiene un'analisi sistematica delle istituzioni americane. La seconda parte fu pubblicata nel 1840.
Oggi il libro di De Toqueville, generalmente giudicato un classico del pensiero dell'Ottocento, offre spunti molto interessanti di riflessione non solo per la delineazione di un momento significativo dello sviluppo sociale e politico degli Stati Uniti, ma anche perchè contiene un'analisi dei caratteri essenziali del sistema democratico insieme ad alcune considerazioni su di una problematica che per Tocqueville era proiettata nell'avvenire, mentre per noi è contemporanea.
 LO SVILUPPO È LIBERTÀ
(Perché non c'è crescita senza democrazia)
Arnoldo Mondadori Editore - Milano 2001

Copertina di LO SVILUPPO È LIBERTÀ
La teoria economica di Amartya Sen è fondata sul concetto di "capacitazione".
Capacitazione è la traduzione dell'inglese "capability", che è qualcosa di più di "ability".
Per esempio, se una persona ha la patente per guidare i camion, vuol dire che ha quella particolare abilità, cioè che "sa" guidare un camion. Ma se quella stessa persona fosse detenuta in prigione, non avrebbe la capacitazione di svolgere quel particolare lavoro, non avrebbe cioè la capacità di scegliere se fare o meno quel lavoro.
La teoria delle capacitazioni è quasi una rivoluzione nel campo dell'economia, perché riesce ad inquadrare meglio lo scopo a cui tendono tutte le attività economiche, che non è tanto quello di incrementare il reddito, quanto di migliorare la qualità della vita tramite l'acquisizione di nuove capacitazioni. Il reddito rimane importante, ma solo perché è lo strumento principale per ottenere delle capacitazioni, cioè la possibilità di scegliere degli stili di vita che a ragione possono essere considerati desiderabili.
Ma la libertà e la democrazia non sono solo valori in se stessi, ma anche i principali fattori di crescita dell'economia e del reddito. Perché solo se c'è la libertà si possono sviluppare liberamente le attività economiche, i mercati e gli scambi: delle idee, delle merci e delle persone. Da qui lo stretto collegamento tra economia, libertà e democrazia, l'unico regime politico che promuove la libertà come valore. La libertà, nell'insegnamento di Amartya Sen, è quindi il più importante dei valori, indispensabile non solo per lo sviluppo delle attività economiche, ma anche per il miglioramento della qualità della vita.

Lo sviluppo dev'essere inteso come un processo di espansione delle libertà reali di cui godono gli esseri umani, nella sfera privata come in quella sociale e politica. Di conseguenza la sfida dello sviluppo consiste nell'eliminare i vari tipi di "illibertà", tra cui la fame e la miseria, la tirannia, l'intolleranza e la repressione, l'analfabetismo, la mancanza di assistenza sanitaria e di tutela ambientale, la libertà di espressione, che limitano o negano all'individuo, uomo o donna, l'opportunità e la capacità di agire secondo ragione e di costruire la vita che preferisce. Per provare la sua tesi, Amartya Sen non attinge solo alla filosofia politica, all'etica e alla scienza economica, ma delinea anche una ricca mappa di esempi tratti dalla storia o dall'attuale quadro geopolitico ed economico mondiale. Il risultato è un libro destinato a diventare un punto di riferimento costante nella storia del pensiero economico, che dimostra con analisi originali e rigorose come la libertà, con la democrazia, sia il fine primario e il mezzo principale sulla strada che porta allo sviluppo economico.
 L'AMBIENTALISTA SCETTICO
(Non è vero che la terra è in pericolo)
di Bjorn Lomborg
Edizioni Mondadori – Milano 2003
Siamo davvero sull'orlo di una catastrofe ambientale? La Terra è destinata a diventare un pianeta inquinato e degradato, senza più foreste né natura incontaminata, con campagne sterili e megalopoli sovraffollate, in cui pochi privilegiati dovranno vedersela con folle sterminate di poveri e affamati? Molti fra scienziati e ricercatori sostengono di sì e lanciano l'allarme a gran voce; così, mentre le cattive notizie trovano ampio spazio sui media e pronta accoglienza nel pubblico, le buone, che pure non mancano, vengono trascurate.
Bjorn Lomborg, professore di statistica, nell'ambientalista scettico passa in rassegna tutti i temi più dibattuti, tra cui fame, sovrappopolazione, inquinamento, buco nell'ozono, effetto serra, OGM, biodiversità, deforestazione. Per ogni argomento fornisce dati, tratti da fonti pubbliche accessibili a chiunque, per dimostrare che l'apocalisse non ci sarà e il pessimismo generale non ha ragione d'essere: anzi, oggi la situazione sta migliorando, e in alcuni casi è già migliorata, anche se la strada da percorrere è davvero molta.
In queste pagine apprendiamo quindi che le risorse a disposizione dell'umanità sono sufficienti ancora per secoli e la tecnologia sarà in grado di trovare sempre valide alternative; che la popolazione mondiale, contrariamente a quanto si crede, è destinata a diminuire; che l'inquinamento urbano ha subito una drastica riduzione rispetto al passato; che i pesticidi non sono pericolosi per la salute come si temeva; che lo smaltimento dei rifiuti è una falsa emergenza.
fondamentale diventa allora stabilire le priorità di intervento e le soluzioni da adottare senza farsi fuorviare da false paure, da pericoli immaginari suscitati dal sensazionalismo dei media, dal desiderio di certi ambienti scientifici di aggiudicarsi con ogni mezzo i fondi per la ricerca, dalla volontà di alcuni organismi di trovare giustificazioni alla propria esistenza.
Bisogna “liberarci dalle preoccupazioni inutili e consentirci di concentrare il nostro impegno sulle questioni davvero importanti” perché è questo, secondo Lomborg, l'unico modo per contribuire davvero a costruire un futuro migliore.
 LE BUGIE DEGLI AMBIENTALISTI
(I falsi allarmi dei movimenti ecologisti)
di Riccardo Cascioli e Antonio Gaspari
Prefazione di Tullio Regge
Edizioni Piemme - 2004
Profeti di sventura avevano predetto che saremmo stati 8 miliardi nel 2000, in verità la popolazione del pianeta supera di poco i 6 miliardi.
Ambientalisti votati al catastrofismo ci avevano raccontato che le foreste stanno scomparendo, e invece le ultime rilevazioni satellitari ci mostrano che dal 1982 al 1999 l'area di boschi e foreste sulla Terra è aumentata del 6%.
Ecologisti dell'ultima ora ci avevano detto che i mari si sarebbero sollevati di centinaia di centimetri, e che l'Adriatico sarebbe arrivato fino a Mantova, ma il livello del Mediterraneo sta scendendo.
Deforestazione, crisi dell'acqua, esplosione demografica, inquinamento atmosferico, buco nell'ozono, esaurimento delle risorse, effetto serra... Gli SOS lanciati dalle organizzazioni ambientaliste profetizzano la fine prossima del pianeta. Gli autori dimostrano attraverso una documentazione schiacciante, ricca di dati e casi concreti, che il solo scopo di queste organizzazioni è raccogliere fondi per operazioni demagogiche, ideologiche e politiche che nulla hanno a che vedere con la salvaguardia della Terra.
 STATO DI PAURA
l''ultimo romanzo di Michael Crichton sul tema controverso dell'effetto serra
di Michael Crichton
Garzanti Libri s.p.a., Milano 2005
 leggi l'articolo
Stato di paura, il nuovo tecno-thriller di Michael Crichton, è un romanzo che in pochi mesi ha già conquistato milioni di lettori in tutto il mondo, scatenando discussioni e polemiche.
Solo l'autore di Jurassic Park, con la sua straordinaria abilità di scrittore, poteva intrecciare una tale quantità di dati scientifici e una trama che non dà tregua, per raggiungere una conclusione assolutamente imprevedibile.
Stato di paura è il romanzo più ambizioso di Michael Crichton. Porta il lettore dai ghiacciai islandesi ai vulcani dell'Antartide, dal deserto dell'Arizona alle giungle impenetrabili delle isole Salomone, dalle strade di Parigi alle spiagge della California. In un incalzare di colpi di scena e di invenzioni che lasciano il lettore senza fiato, Stato di paura affronta temi controversi, dalla preoccupazione per l'effetto serra al ruolo dell'informazione nella società contemporanea - ma soprattutto s'interroga sulle cose in cui crediamo, e sul perché ci crediamo.
Tra realtà e fantasia, angosce e speranze, guarda ai problemi del presente per aiutarci ad immaginare il nostro futuro.
Dopo aver letto questo romanzo, non potrete più pensarla allo stesso modo sul pianeta Terra e sui suoi problemi. Stato di paura può segnare l'inizio di un nuovo movimento ambientalista che mette la scienza davanti all'ideologia e gli interessi di tutti davanti alla carriera di pochi. mi. Stato di paura può segnare l'inizio di un nuovo movimento ambientalista che mette la scienza davanti all'ideologia e gli interessi di tutti davanti alla carriera di pochi.
 PERCHÈ LA GLOBALIZZAZIONE FUNZIONA
di Martin Wolf
Società Editrice il Mulino - Bologna 2006
Quando si discute della globalizzazione, cioè della diffusione nel mondo dell'economia di mercato, è necessario partire, come sempre, dalla realtà dei fatti, se si vuole che i discorsi che si fanno su questo argomento abbiano un senso. In questo libro la scienza e l'esperienza della tradizione liberale anglosassone vengono messe a disposizione di una equilibrata analisi della globalizzazione economica. Questo volume contiene anche una aggiornata descrizione del modello di stato liberale, particolarmente utile per un paese come l'Italia dove la cultura liberale, sia a destra che a sinistra, è sempre troppo poco conosciuta e diffusa.
Per i suoi sostenitori la globalizzazione è una forza travolgente e benigna che fa crollare le frontiere, rovescia i governi totalitari, limita l'imposizione delle tasse, rende libere le persone e migliora tutto ciò che tocca; per i suoi oppositori è una forza sì travolgente, ma maligna, che impoverisce le masse, cancella il patrimonio culturale, mette in pericolo la democrazia, impone l'americanizzazione, manda in rovina lo stato sociale, danneggia l'ambiente. Una contrapposizione che ha visto voci autorevoli avanzare valide argomentazioni in un campo e nell'altro. Martin Wolf si inserisce ora nel dibattito con questo vivace contributo. Senza cedere ai toni populisti con cui spesso si affronta la questione, egli identifica i principali detrattori della globalizzazione, che gli appaiono distribuiti in uno schieramento trasversale di neomarxisti, mercantilisti e antiliberali di destra, si sofferma a descrivere i vantaggi di un'economia aperta in termini di benessere, democrazia, libertà personale e confuta punto per punto le critiche degli anti-global. Ne emerge una visione ottimistica, secondo la quale il problema, forse, non è l'eccessiva ma la scarsa globalizzazione.
Martin Wolf è associate editor del "Financial Times" a Londra. E' stato senior economist alla Banca Mondiale, divisione Commercio internazionale e ha lavorato in Kenya, Zambia, India. All'attività di giornalista alterna quella di docente: ha insegnato a Oxford, Nottingham e Rotterdam.


 LA FINE DELLA POVERTÀ
Come i paesi ricchi potrebbero eliminare definitivamente la miseria dal pianeta.
Di Jeffrey D. Sachs - Arnoldo Mondadori Editore - Milano 2005.
Ogni giorno sul nostro pianeta più di 20.000 persone muoiono di fame o a causa di altre malattie curabili, e oltre un miliardo sono costrette a vivere con meno di un dollaro, perché lo sviluppo economico dei loro paesi, in particolare quelli dell'Africa subsahariana, è bloccato da specifici problemi locali: condizioni geoclimatiche sfavorevoli, malattie endemiche (prima fra tutte, l'AIDS) o mancato accesso ai mercati internazionali per l'assenza di sbocchi al mare o di strade. In un mondo sempre più globalizzato, l'esistenza di queste aree di indigenza rappresenta non solo un freno alla crescita in generale, ma anche il possibile innesco di gravi crisi, nonché una reale minaccia per la sicurezza dello stesso mondo ricco.
Jeffrey D. Sachs, esperto internazionale della lotta all'iperinflazione e della transizione all'economia di mercato di paesi ex comunisti, affronta il problema della povertà estrema ripercorrendo le tappe fondamentali della sua esperienza sul campo in Bolivia, Polonia, Russia, India, Cina e Africa. Nel corso di un'analisi rigorosa e appassionata, nella quale non mancano critiche all'approccio schematico e riduttivo del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale, l'autore spiega perché, negli ultimi due secoli, la ricchezza non si è diffusa uniformemente nel pianeta e propone una soluzione che va al di là di un semplice incremento degli aiuti economici (realizzabile peraltro con un minimo sforzo da parte dei governi dei paesi ricchi e delle agenzie internazionali), ridefinendo le priorità degli obiettivi.
Contrariamente a quanto si è ritenuto in passato, infatti, il miglioramento della produttività nell'agricoltura di sussistenza, nell'alimentazione, della salute pubblica, del livello medio di istruzione, delle infrastrutture di base non è la naturale conseguenza della crescita economica, ma lo strumento fondamentale per realizzarla. E oggi esistono le condizioni perché i paesi ricchi finanzino lo sviluppo di quelli poveri con investimenti mirati proprio in quei settori cruciali.
Nel richiamare le nazioni ad alto e medio reddito alle loro responsabilità morali - l'impegno sottoscritto di finanziare i piani ONU per dimezzare la povertà estrema entro il 2015 e cancellarla entro il 2025 -, oltre che alla tutela del loro interesse strategico, Sachs indica una via credibile e realistica verso un mondo più giusto e sicuro.
 IL LIBERISMO È DI SINISTRA
di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi
Il Saggiatore - Milano 2007 - € 12
Il merito, non il censo.
Il libero mercato, non le lobby.
I diritti del cittadino, non lo spreco di denaro pubblico.
Senza meritocrazia le professioni si tramandano ai figli come titoli nobiliari, senza concorrenza il consumatore è ricattato dai grandi monopoli, senza controlli i “fannulloni” continuano a gravare sulle tasche dei contribuenti.
Chi è davvero di sinistra?
Chi difende le categorie più deboli o chi conserva questo stato di cose?
 SCIENZA E SENTIMENTO
Di Antonio Pascale
Einaudi 2008 - € 9,00

Sarà poi vero che i pomodori e il latte non sono più quelli di una volta? Ed è poi davvero un male? Forse è solo il nostro sguardo sul mondo a essersi deteriorato, vittima delle semplificazioni antiscientifiche a cui hanno contribuito troppi intellettuali.
In questi ultimi anni molti intellettuali, privi in realtà di solide conoscenze scientifiche, hanno trasformato questioni molto serie in simboli di facile lettura. Con interventi di orientamento “romantico” hanno tentato di guadagnarsi l'applauso del pubblico raccontando di un passato mitico o usando categorie come naturale (bene) e artificiale (male), chimico (veleno) e organico (sano). Davanti a categorie come queste, si sa, non c'è ragione che tenga. Il nostro romantico cuore spinge verso il naturale e l'organico e combatte il veleno. Ma il cuore è un organo largamente sopravvalutato. E il rischio è che la cultura umanistica alimenti una nuova inquisizione, di fronte alla quale è sempre più forte l'esigenza di un pensiero laico. Perché il buon laico in fondo assomiglia al bravo scienziato. E davanti al bicchiere d'acqua non si lascia prendere né dal panico (apocalittico) né dall'emozione (creativa). Non ricama teorie sui bei tempi andati, ma si concentra e cerca di fornirne una misura.
Da un narratore darwinista il manifesto laico per una nuova discussione sulla scienza. Con alcune risposte agli argomenti che dominano la nostra discussione pubblica: l'agricoltura, la chimica, il biologico, gli Ogm. Risposte forse non definitive, ma certamente misurazioni più esatte.

Torna alla home