(ovvero come trovare i soldi per passare dalla fantascienza alla realtà)
Viaggi interplanetari, basi spaziali, ricerca di extraterrestri, supertecnologie spesso impraticabili: questa più o meno è la fantascienza.
Che cosa ha a che fare tutto questo con la semplice coltivazione di una pianta come la canapa, che è uno dei cavalli di battaglia dell'Ecofantascienza?
Rilanciare una coltivazione antica come questa non sembra a prima vista molto "futuribile". E la coltivazione di una pianta qualsiasi non sembra nemmeno un argomento tale da suscitare l'entusiasmo dei tradizionali lettori dei romanzi di fantascienza.
Eppure per altri versi la coltivazione di questa pianta può risultare più fantascientifica della costruzione, poniamo, di una base spaziale su Marte. Quantomeno per un motivo: perchè allo stato attuale è molto più probabile che venga finanziato qualche balzano progetto per scoprire se esistono gli omini verdi, piuttosto che adottare le semplici ed economiche tecnologie necessarie per salvare il nostro pianeta.
supertecnologie Basti pensare a quello che si è già speso e si continua a spendere, per fare un altro esempio, dietro al progetto di produrre energia con il plasma. Mi ricordo che trenta anni fa si diceva: "Fra venti anni i problemi tecnologici saranno risolti e potremo produrre nelle centrali al plasma tutta l'energia che vogliamo senza bisogno di combustibile".
Adesso si dice: "Fra cinquant'anni…." e il resto come sopra. E si continuano ad investire cifre folli in questo progetto faustiano nel quale, più si va avanti, più i problemi tecnici si ingigantiscono.
E il Superfenix quanto è costato? Il reattore nucleare che doveva produrre più combustibile di quello che consumava che risultati ha prodotto? Ha solo dimostrato che anche questa strada è costosa quanto impraticabile.
E poi le "normali " centrali nucleari.
Si può accettare che in molte di queste centrali si produca plutonio a tonnellate (che prende il nome da Plutone, il dio della morte), quando ne basterebbe una quantità grande come un'arancia, "democraticamente" distribuita, per far sparire l'umanità dalla faccia della Terra? Si possono correre simili rischi?
Finora sono state prodotte centinaia di tonnellate di questa sostanza, che è la più velenosa che si conosca, che non esiste in natura e che, se si diffonde, può contaminare una intera regione per un periodo di 350.000 anni.
Ma anche il rischio che si corre con le altre sostanze radioattive non è un tipo di rischio accettabile. Le centrali nucleari non sono affatto così sicure come si è voluto per tanto tempo sostenere. Lo dimostra la catastrofe di Chernobyl e altre che sono state solo sfiorate. Le centrali nucleari si sono dimostrate un fallimento anche sul piano economico, dati gli enormi costi di impianto e i tempi lunghissimi di ammortamento, a cui si dovrebbe aggiungere il problema dei rifiuti radioattivi ed i costi di smantellamento della centrale.
scompariremo tutti in un buco nero? Infine un altro progetto faustiano è quello dell'acceleratore di particelle del CERN attualmente è in costruzione (oltre a uno uguale già funzionante negli Stati Uniti). Questi impianti costosissimi servono agli scienziati per soddisfare la loro curiosità di conoscere l'intima struttura della materia. Ma per fare questo devono in qualche modo replicare le interazioni tra particelle subatomiche presenti al momento del Big Bang.
Il problema non è solo l'enorme costo di queste ricerche. C'è anche un altro aspetto, del quale ha parlato di recente il programma della RAI "Report". Il fatto è che non si sa cosa possa succedere.
E cosa potrebbe succedere? Potrebbe succedere che, facendo scontrare tra di loro alla velocità della luce le particelle più pesanti, si potrebbe creare un nucleo superpesante. Questo piccolissimo ma concentratissimo ammasso di materia, potrebbe cominciare ad attirare verso di sè le particelle più vicine. La massa così aumenterebbe, aumentando la sua capacità di attrazione. Dopo le particelle subatomiche più vicine sarebbe la volta degli atomi più vicini e così via. Una volta innescato questo meccanismo nessuno riuscirebbe più fermarlo. Ben presto entrerebbero a far parte di questo nucleo piccolissimo ma sempre più massiccio non più solo gli atomi, ma gli oggetti intorno che verrebbero risucchiati come in un imbuto. L'unica cosa che gli scienziati a questo punto potrebbero fare sarà calcolare in quanto tempo (mesi? anni? secoli?) questo embrione di buco nero risucchierà tutta la Terra, il Sole, il sistema solare ecc.
Questa non è una previsione, ma solo una possibilità che però, secondo alcuni scienziati, non è escluso che possa verificarsi.
Non si può nemmeno calcolare la probabilità di un simile evento, e questo fatto rende la cosa, se possibile, ancora più inquietante.
Il fatto è che quando le particelle subatomiche vengono sottoposte a queste fortissime energie, nessuno veramente sa cosa potrebbe succedere. Ed è proprio perchè nessuno lo sa che si fa l'esperimento, perchè gli scienziati sono curiosi di saperlo….
Ma potrebbe anche darsi che la conoscenza dei più profondi misteri della materia possa coincidere con la distruzione di tutto il mondo che conosciamo, compresi gli scienziati e i loro critici!
Oltre alla ricerca sull'atomo che viene fatta negli acceleratori di particelle, anche l'energia nucleare è stata uno dei cavalli di battaglia della fantascienza. Adesso che le centrali nucleari non producono più sogni ma solo incubi, uno dei cavalli di battaglia della fantascienza è diventata la costruzione di una base spaziale su Marte.
missione su Marte 
Andare su Marte è possibile, dicono gli scienziati.
Esiste già un progetto dettagliato. Solo per preparare il terreno occorrono cinque missioni preliminari, il cui costo viene stimato in 45 miliardi di dollari. Il costo reale però sarà sicuramente più alto, perchè le soluzioni tecnologiche che sono state proposte non sono state ancora sperimentate nell'ambiente in cui dovrebbero funzionare. Tutto questo solo per costruire sul pianeta rosso un paio di mini rifugi. Per una base permanente i costi sono molto superiori e comunque non ancora quantificabili.
Potrebbero essere di un ordine di grandezza superiore (cioè circa la metà del prodotto interno lordo italiano).
E poi, per andare a fare cosa, su Marte? Prima di tutto per una questione di prestigio: verificare la possibilità che esistano forme di vita primitive, probabilmente a livello di batteri (che sono organismi subcellulari), studiare la geologia marziana, e farsi della pubblicità.
In effetti, così come per le missioni sulla Luna, non esistono valide ragioni che giustifichino simili astronomiche spese.
E poi, che senso ha investire risorse così enormi per scoprire se c'è o non c'è qualche microbo su Marte, quando non si è disposti a rinunciare a nulla per salvare dalla distruzione definitiva ecosistemi che contengono milioni di specie come le foreste equatoriali? Cosa ce ne faremo di quei microbi marziani quando, come già sta succedendo, l'ambiente naturale del pianeta Terra sarà ridotto a poche oasi precarie, in un contesto in cui anche il clima risulta sconvolto?
la conferenza dell'Aja I problemi dell'ambiente diventano sempre più gravi, cresce l'inquietudine nell'opinione pubblica, e da ultimi anche i governi cominciano a preoccuparsene.
Ma nella conferenza sull'ambiente dell'Aja è stata scelta ancora una volta la strada sbagliata. Anche se si fosse arrivati ad un accordo o a un documento comune, ancora non avremmo risolto nulla: quello che bisogna fare prima di tutto è sostenere le tecnologie semplici e le materie prime naturali. Come quelle legate alla canapa. Bisogna trovare le modestissime risorse (da qualche decina di miliardi di lire a qualche centinaio) per far partire le più importanti filiere produttive naturali: tessile, carta, plastica, energia da biomassa, ecc.
Ci penseranno poi gli agricoltori da una parte, ed i consumatori dall'altra a moltiplicare le coltivazioni e gli impianti produttivi, e in proporzione diminuirà e diventerà sempre più socialmente inaccettabile la fabbricazione ed il consumo dei beni d'uso più inquinanti.
Che senso ha poi imporre burocraticamente una (modesta) riduzione dei gas serra, quando viene ancora bruciato inutilmente gran parte del metano estratto in tutto il mondo? Non sarebbe meglio impostare un piano mondiale per l'utilizzo di tutto il metano che viene estratto attraverso la costruzione di navi metaniere, e favorire la costruzione di centrali a turbogas?
L'Europa protesta contro gli Stati Uniti perchè non hanno firmato il protocollo di Kyoto, ma è poi l'Europa stessa che pone assurdi limiti alla coltivazione della canapa, che è la principale alternativa alle produzioni inquinanti che si vorrebbero ridurre. Come si fa a ridurre, se poi non sono pronte le alternative? L'Europa contingenta la produzione di canapa, pone limiti burocratici, pretende un contenuto di THC assurdamente basso al fine di proteggere il piccolo monopolio della Francia, che vende le sue sementi a condizioni da capestro - a proposito, esiste ancora l'Antitrust?.
E per quanto riguarda l'Italia le cose se possibile vanno ancora peggio.
L'Italia non sostiene i coltivatori di canapa italiani in sede CEE e spende per la ricerca in questo settore un quarto di quello che spendono i principali paesi europei. Inoltre manca del tutto una corretta informazione: nelle varie trasmissioni televisive dedicate all'ambiente si parla di tutto e di più, tranne che della canapa e dei suoi molteplici usi.
Insomma, mentre i governi di tutto il mondo fingono di preoccuparsi dei problemi ambientali, si guardano bene dall'adottare le soluzioni più semplici ed efficaci, anche quando sono convenienti sul piano economico, oppure richiedono solo modesti investimenti iniziali. Ma possiamo scommettere che il milione di miliardi per andare a fare qualche passeggiata inutile su Marte sicuramente lo troveranno!

p.c.