Come esportare la democrazia
Il tema dell'esportazione della democrazia, è più che mai attuale.
La libertà, la democrazia e l'economia di mercato sono le condizioni per promuovere la crescita economica e sociale. Il modello "occidentale" di democrazia non è applicabile solo all'America e ai paesi europei, ma ad ogni altro paese, qualunque sia la sua cultura e la sua eredità storica.
La democrazia moderna ha avuto un grandissimo successo e una diffusione universale: dal Giappone, all'India, alla Russia, a diversi paesi musulmani, alla maggior parte dei paesi latino americani. Persino la Cina comunista che, dopo una serie di aperture al mercato e alle libertà individuali, di recente ha introdotto nella Costituzione la tutela del diritto di proprietà.
Il risultato è una crescita economica, più o meno robusta ed equilibrata, ma generalizzata. Tutti questi paesi, in cui abita la maggior parte della popolazione mondiale, sono ormai stabilmente avviati sulla strada dello sviluppo.
Ce ne sono però molti altri che ancora non hanno fatto passi avanti sulla strada della democrazia, come gran parte dei paesi arabi, parte dei paesi latino americani, e i paesi dell'Africa sub sahariana, molti dei quali sconvolti da interminabili guerre tribali. Altri ancora la democrazia la combattono apertamente. Sono le più feroci e stupide dittature del pianeta, alcune delle quali appoggiano il terrorismo internazionale.
Inutile dire che sono proprio questi i paesi più poveri e arretrati del mondo (anche quando dispongono di grandi risorse naturali). Molti, invece di progredire, stanno addirittura peggiorando la loro situazione.
Il problema è: come fare per esportare la democrazia, come fare per far sì che anche questi paesi possano intraprendere la strada della pace e dello sviluppo? La risposta è che qualunque soluzione può andare bene, purchè sia davvero efficace nel portare democrazia e buon governo.
A volte sembra essere la guerra l'unico strumento per rovesciare le più feroci dittature. Solo grazie ad una guerra, infatti, è stata abbattuta la dittatura nazista. Sono stati talmente tanti i vantaggi prodotti dalla democrazia nei paesi europei, che nessuno oggi pensa che la guerra contro il nazismo, pur con tutte le sue vittime e le sue distruzioni, sia stata un errore.
D'altra parte è vero che, fin dove è possibile, sono preferibili interventi pacifici piuttosto che iniziative belliche. La critica di molti pacifisti, infatti, spesso è proprio questa: è molto più semplice aiutare dei paesi in difficoltà, piuttosto che intraprendere delle (costosissime) guerre. Questa politica non solo è meno costosa, ma anche più efficace, proprio perchè i problemi li previene.
Cosa si può fare, allora, per esportare la democrazia in maniera pacifica?
Sono stati già ottenuti importanti risultati. Tra il 1970 e il 2000 la rivoluzione verde lanciata dalle agenzie dell'ONU ha ridotto dal 35 al 18% la percentuale di persone che soffrono la fame, e questo nonostante che nello stesso periodo la popolazione mondiale sia aumentata del 70%.
Ma molto di più si potrebbe ancora fare per aiutare i paesi più arretrati a dotarsi dei servizi fondamentali, come sicurezza, istruzione, sanità, viabilità, acqua potabile, tutela del diritto di proprietà, sistema del credito ecc. E gli aiuti non dovrebbero servire a finanziare governi che spesso sono i principali responsabili dell'arretratezza del loro paese, ma dovrebbero essere dati sotto forma di assistenza per la ricostruzione dei fondamentali settori dello stato. Quindi addestramento del personale, affiancamento nella gestione dei diversi servizi e sistemi amministrativi, supporto organizzativo, e poi costruzione delle principali infrastrutture pubbliche ecc.
In ogni caso tutti dovrebbero trovarsi daccordo sulla necessità di fare di più per esportare la democrazia.

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