Come far crescere i redditi della fascia più povera della popolazione mondiale
BANCA DEI POVERI O DEI MICROPRESTITI A prima vista è difficile credere che possano esserci delle vere soluzioni al millenario problema della povertà. Ogni anno vengono spese alcune decine di miliardi di dollari in aiuti ai paesi poveri, che però nella maggior parte dei casi servono solo a finanziare i regimi più incapaci del pianeta, responsabili proprio di quella povertà. Ma anche quando gli aiuti raggiungono i veri destinatari, finiscono col renderli dipendenti dalle elemosine internazionali, e non a dare loro delle proprie fonti di reddito.
E anche nei paesi nei quali l'economia sta crescendo a ritmo veloce (come l'India e la Cina), la maggior parte della popolazione è ancora molto povera, e una larghissima fascia è ancora su livelli di pura sussistenza.
Del resto il problema della povertà non è stato del tutto risolto nemmeno nei paesi ricchi, e per quanto riguarda quelli più poveri, molti sono talmente arretrati e con tasso di crescita demografica così alto, che sembrano davvero aver superato la soglia di non ritorno.
Ma cosa si può fare per migliorare la sorte parte più povera della popolazione mondiale? La risposta ha un sapore lapalissiano: perchè la povertà si riduca è necessario che cresca il reddito delle famiglie più povere. Ma perchè questo avvenga è necessario, come nell'economia più ricca, assicurare il funzionamento dell'economia di mercato e l'accesso al credito.
La Grameen Bank è riuscita a risolvere i problemi organizzativi per poter erogare a costi bassi prestiti di piccolissimo importo, e il risultato è stato appunto quello di provocare una forte crescita dell'economia della fascia di popolazione più povera. Già oggi la Grameen Bank e le altre banche specializzate in microprestiti possono essere considerate un grosso successo, perchè hanno già sollevato dalla povertà estrema alcune decine di milioni di persone in tutto il mondo; ma prima di tutto sono la dimostrazione che la battaglia contro la povertà può essere vinta, e con essa anche quella per una società più civile.
Le banche dei microprestiti stanno nel mercato, hanno i conti in ordine e si espandono. D'altra parte la creazione di nuovo capitale è lenta, e questo limita la loro velocità di espansione, e quindi la possibilità di risolvere il problema della povertà in tempi brevi.
Ma una soluzione c'è: dotarle di una quantità sufficiente di capitale fresco, in modo che la loro crescita sia la più rapida possibile. Una quantità di capitale comunque assai modesta, perchè commisurata alla minuscola dimensione dei prestiti che devono erogare.
La politica degli aiuti ai paesi poveri dovrebbe essere ripensata, e dovrebbe essere finalizzata a promuovere la crescita della democrazia, della trasparenza amministrativa e di una sana economia di mercato. La banca dei poveri si muove in questa direzione, e dimostra con i fatti che con poco si può fare meglio e molto di più.
Con solo qualche decina di milioni di dollari all'anno per una decina d'anni (cifre davvero esigue se paragonate alla dimensione complessiva degli aiuti allo sviluppo) si può sollevare dalla povertà estrema tutta la fascia più povera della popolazione mondiale.

 LA BANCA DEI POVERI: una strada per costruire un mondo senza povertà

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