Come produrre la carta senza distruggere le foreste
In questo momento nell'atmosfera c'è la percentuale di anidride carbonica più alta degli ultimi 420.000 anni (lo dicono gli scienziati che stanno studiando i campioni di aria intrappolata nei ghiacci del Polo Sud).
Il pericolo di un surriscaldamento del pianeta dovuto all'effetto serra è dunque reale. Dobbiamo aspettarci nei prossimi anni un innalzamento del livello del mare, più intensi sconvolgimenti climatici e una ulteriore spinta alla desertificazione.
E' evidente, come sostiene Greenpeace, che bisogna diminuire la distruzione delle foreste, e specialmente di quelle tropicali.
Ma come faremo a ridurre il fabbisogno e il consumo di legname? Dovremo forse ridurre la produzione dei mobili di legno, dei giornali, dei libri e dei quaderni?
Esistono delle alternative? Naturalmente sì.
Con la coltivazione di un solo ettaro di canapa si può produrre tanta cellulosa per la carta quanta se ne ottiene sfruttando quattro ettari di bosco, e in più fibra tessile quanto se ne ricava coltivando tre ettari di cotone.
Questo significa che riconvertendo una sola grande cartiera, che richiede la coltivazione di 10.000 ettari di canapa - 100 km quadrati, si potrebbero restituire alla natura 400 km quadrati di foresta, oltre a produrre tanta fibra tessile.
Se si vuole veramente ridurre la deforestazione e contrastare l'effetto serra, bisogna saper pensare alle alternative. Una delle principali è sicuramente la canapa.

 LA CANAPA E LA PRODUZIONE DELLA CARTA

 PRODUZIONE DI CELLULOSA E CARTA DI CANAPA

Vedere anche i progetti Canapaitalia e Toscanapa.

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