Internet, ordine o caos?Che cos'è Internet? Bella domanda, in grado di mettere in difficoltà chiunque. Perchè Internet è ormai una realtà talmente grande che sfugge a qualsiasi definizione. Internet è contemporaneamente un enorme archivio di informazioni, ma anche una grande autostrada delle informazioni, ma anche un grande mercato, ma anche un grande palcoscenico dove tutti si possono esibire: gli attori consumati insieme ai dilettanti, i predicatori di strada accanto agli imbonitori e ai truffatori. E poi ci sono i negozi virtuali e le aste virtuali, i casinò virtuali e i casini virtuali. Insomma Internet è un universo virtuale che riflette l'universo reale. E' difficile dare una definizione dell'universo: altrettanto difficile è dire che cos'è Internet.
Ma Internet è anche un grande media, già il più grande di tutti, e quello destinato ad assorbire tutti gli altri. Tra qualche anno non esisteranno più libri, giornali, riviste, cinema, radio, televisione così come li conosciamo oggi: in futuro tutto passerà attraverso Internet.
Certo, in questo momento prevalgono ancora i media tradizionali, perchè gli utenti Internet sono ancora una minoranza (all'inizio del 2002 circa un italiano su tre), perchè non c'è ancora sufficiente dimestichezza con i computers, oppure perchè i computers sono ancora troppo difficili da usare. Ma anche perchè sono solo una minoranza gli utenti che si collegano alla Rete per cercare informazioni. La maggior parte del traffico su Internet riguarda infatti i servizi di connettività, la posta elettronica o le chat, perchè possono fare affidamento sugli introiti della pubblicità e perchè la gente ha sempre un gran bisogno di comunicare. Con i contenuti invece ancora non si guadagna, forse perchè è difficile convincere la gente a pagare per avere delle informazioni che può ottenere altrove gratuitamente.
Internet, anzi il Web, è già oggi il principale archivio di informazioni, un oceano sterminato di dati su qualsiasi argomento. Però sono informazioni che si presentano in forma disordinata: tante informazioni ma con basso contenuto di informazione! Informazione infatti significa ordine, mentre Web significa ancora disordine, caos, una specie di caos primordiale nel quale galleggiano frammenti sparsi di informazione.
Internet in questo momento è uno strano universo in cui l'ordine convive e si confonde con il caos. Ci sono, è vero, tantissime informazioni su tutto, ma se non sono ordinate in modo che possano essere raggiunte quando serve, la loro utilità è nulla.
Esistono nel Web milioni di siti, ma anche se Internet è il mondo dell'ipertesto, sono sostanzialmente dei frammenti di informazione isolati, ripetitivi, scoordinati, che non tengono conto se non in minima parte di tutta la restante informazione presente nella Rete. I siti stessi poi sono disomogenei, ognuno organizzato e strutturato in maniera diversa, con diverse soluzioni grafiche, differenti modalità di accesso e di navigazione. D'altra parte dire che le informazioni su Internet sono disordinate e caotiche non significa desiderare la fine di questo bellissimo sogno finalmente realizzato: la libertà di espressione assoluta! Internet è uno spazio mentale molto grande, dove l'ordine e il caos possono benissimo convivere senza che l'uno debba necessariamente uccidere l'altro. Su Internet ci possono essere sia la massima libertà di espressione sia delle informazioni disposte in forma ordinata, e quindi accessibili a chi le sta cercando. E non sto pensando a una codifica che renda più facile rintracciare i contenuti dei siti in base a categorie logiche o a motori di ricerca più raffinati: anche quando un linguaggio come l'XML si sarà diffuso, il caos dei siti grandi e piccoli, belli e brutti, ordinati e disordinati rimarrà tale e quale.
Perchè il problema non è solo quello di ottenere delle informazioni purchessia, ma di trovare proprio quello che stiamo cercando e in tempi ragionevolmente brevi.
Internet è stato paragonato ad una grande enciclopedia, ma è molto meno ordinato di una enciclopedia, è ripetitivo e casuale, e non organizzato in base a criteri omogenei. E comunque nemmeno le enciclopedie - ce ne sono anche su Internet - possono approfondire gli argomenti più di tanto. Il problema di un adeguato approfondimento dei contenuti del resto non è mai stato risolto nemmeno dai media tradizionali.
I media tradizionaliI media tradizionali possono essere sia generalisti sia specializzati, e in teoria dovrebbero riuscire ad occuparsi di tutto. Ma di fatto la loro copertura non è completa, e la loro capacità di approfondimento limitata. Le pubblicazioni in formato periodico, comprese le rubriche radio-televisive, sono in realtà mezzi di comunicazione particolarmente inefficienti, perchè il lavoro giornalistico ad ogni nuova edizione deve ripartire da zero: bisogna cercare nuovi argomenti, diversi da quelli di ieri e diversi da quelli dei numeri precedenti il cui ricordo non è ancora svanito nella mente dei lettori. Solo più avanti potranno essere riproposti, non per essere ulteriormente approfonditi, ma per essere ripresentati come inediti.
In definitiva un lavoro giornalistico enorme, una vera fatica di Sisifo, ripetitivo ma superficiale. E poco utile per il lettore, al quale non viene data la possibilità di conoscere meglio gli argomenti sui quali è stata attirata la sua curiosità. E' proprio l'impossibilità di svolgere gli argomenti in maniera adeguata che ha spinto i media tradizionali ad appiattirsi quasi completamente sulla cronaca e l'attualità, trascurando invece gli approfondimenti, le indagini e le inchieste che caratterizzano il buon giornalismo. E la cronaca, l'attualità e il gossip, se hanno l'interesse dell'ultima novità, sono però temi banalmente ripetitivi e poveri di contenuti.
Ed è ancora l'attualità che accende di volta in volta di riflettori su questo o quel particolare argomento. Così si parla di un argomento scientifico quando un fenomeno metereolgico, una nuova scoperta, un particolare fatto di cronaca vi richiamano sopra l'attenzione. In ogni caso la trattazione rimane superficiale, perchè lo spazio è limitato, e con la prossima edizione bisognerà parlare d'altro. Altri fatti di attualità attireranno domani la nostra attenzione, e qualche altro tema scientifico, storico, artistico, culturale verrà portato alla ribalta. I periodici più evoluti aggiungono qualche indirizzo Internet nel quale reperire ulteriori informazioni. Ma si tratta in ogni caso di siti non omogenei con la trattazione dell'articolo, diversamene ispirati, variamente strutturati e con le più diverse impostazioni grafiche.
Inoltre i pochi servizi con qualche contenuto informativo non sono facilmente rintracciabili nemmeno da chi ha conservato le vecchie annate di giornali e riviste, perchè non esistono collegamenti logici o di altro tipo tra gli articoli che compaiono nelle diverse edizioni. E anche per quando riguarda le pubblicazioni in formato elettronico la situazione di solito non cambia, perchè finora ci si è limitati a trasferire su Internet i giornali e le riviste così come sono. L'unica vera differenza è che i magazine elettronici si leggono attraverso lo schermo di un computer anzichè tenendoli in mano, ma per adesso questo non sembra essere un vantaggio.
Il nuovo media InternetMa come dovrebbe o potrebbe essere un nuovo media pubblicato su Internet?
Per cercare di comprenderlo bisogna tenere conto della moderna tecnologia informatica, che permette di memorizzare stabilmente i documenti nei propri archivi elettronici mettendoli a disposizione degli utenti che si collegano alla Rete. Inoltre Internet può gestire testi, immagini, suoni, filmati, e in futuro qualsiasi altra diavoleria in realtà virtuale.
La principale differenza rispetto ai media tradizionali non è però quella di gestire suoni e filmati (anche radio e televisione lo fanno), ma di tenerli perennemente a disposizione degli utenti. Un po' come per i libri, che in qualsiasi momento possono essere tirati fuori dalla biblioteca e consultati. Con la differenza rispetto ai libri, che sono tuttora lo strumento più adatto per una trattazione ampia di un qualsiasi argomento, che il nuovo media Internet potrà avvalersi della multimedialità, dei link ipertestuali e della più ampia libertà per quanto riguarda l'organizzazione logica e le soluzioni grafiche.
Nel nuovo modello di media il lavoro di redazione non andrà più sprecato, perchè invece di essere azzerato ad ogni nuova edizione, andrà continuamente ad accrescere il database. La cosa più importante che un giornalista dovrà fare sarà di chiedersi di volta in volta quali temi meritano di essere approfonditi anche in funzione dell'attualità e delle preferenze dei lettori, fare indagini e presentare il risultato con la massima chiarezza ed efficacia.
Un lavoro quindi che non va perduto, ma che si accumula, e che servirà ad approfondire, arricchire ed estendere sempre più il database informativo. Naturalmente la cronaca e l'attualità non spariranno, e lo stesso database si svilupperà in funzione degli eventi storici, della politica e della cronaca. Infine non sarà più necessaria una stretta periodicità. La nuova pagina web potrà essere più importante o meno importante, più facile o più difficile da costruire e avrà richiesto più o meno tempo. Potrà anche occupare uno spazio più o meno grande, e verrà pubblicata e aggiunta a tutto il resto appena è pronta. La redazione potrebbe limitarsi ad emettere dei bollettini periodici per informare i lettori sulle novità.
Ben presto il pubblico avrà a disposizione un grande archivio di informazioni, ramificato in tutte le direzioni, organizzato per argomenti e sottoargomenti e per livelli successivi di approfondimento.
Per questo nuovo media, che richiede molto meno lavoro giornalistico ma che informa in maniera più efficace, si potrà più facilmente pretendere un canone di abbonamento. Inoltre non va dimenticato che fare una informazione migliore e a costi più bassi significa anche dare una spinta alla democrazia. Quando c'è poca democrazia è anche perchè la qualità dell'informazione lascia a desiderare. Per esempio se si fa troppo poco per l'ambiente, è prima di tutto perchè manca una vera cultura dell'ambiente, e questo dipende dalla qualità dell'informazione.
Alcuni sostengono che alla gente non piace leggere lunghi testi attraverso lo schermo di un computer (per questo molti privilegiano la grafica), e che è molto difficile convincere il pubblico a pagare per leggere pagine e pagine su Internet.
Ma chi si collega alla Rete per cercare delle informazioni è poco interessato alla grafica. Ci sono sempre delle cose sulle quali vorremmo saperne di più, e per le quali saremmo anche disposti a leggere dei testi specialistici. Argomenti che ci spingono a cercare dappertutto, persino a sollevare le pietre da terra per vedere cosa c'è sotto. Diventa importante piuttosto l'organizzazione logica degli argomenti, una adeguata impaginazione e la disposizione dei collegamenti ipertestuali.
Rimane comunque vera l'affermazione che la gente non è molto disposta a leggere lunghi testi, per esempio un libro, attraverso lo schermo del computer. Ma quando fra un anno o due ci saranno degli e-book veramente pratici ed economici, leggere un testo preso da Internet e consultare un database sarà la stessa cosa che leggere un libro. Sarà possibile scaricare testi ed immagini o interi siti, ed esaminarli o leggerli con comodo seduti su una panchina nel parco pubblico vicino a casa.
Per avere un'idea di come potrebbe essere il nuovo media Internet si può prendere lo spunto da tutti quei siti che, proprio perchè dispongono di poche risorse, hanno imparato a sfruttare appieno le caratteristiche di Internet, e immaginare cosa potrebbero diventare se potessero avvalersi di una vera redazione giornalistica. Come esempio si può prendere il sito dell'Ecofantascienza, che pur non disponendo di mezzi di alcun genere, ha messo insieme in pochi anni un database informativo sull'ambiente che potrebbe dare dei punti a molti dei media tradizionali.
Il sito dell'ecofantascienzaIl sito dell'ecofantascienza è un semplice sito personale non-profit che ha all'origine la scoperta di un argomento ambientalista "forte" quanto ignorato come quello della canapa, la canapa come fonte abbondante di materie prime per produrre una vasta gamma di beni di consumo a basso impatto ambientale.
La canapa è la pianta più produttiva in massa vegetale della regione temperata, e di essa si utilizza tutto: fibra, legno e semi. Con queste materie prime di grande qualità si può produrre praticamente qualsiasi cosa: tessuti per ogni esigenza, freschi d'estate e caldi d'inverno, carta per evitare la distruzione delle foreste, poi plastica, materiali edili e da falegnameria, carrozzerie per auto, cosmetici, vernici, detersivi e persino un olio dalle importanti qualità dietetiche. Tutti prodotti destinati a sostituirne altri a più alto impatto ambientale e, data la produttività della canapa, a prezzi concorrenziali.
Ecco quindi un argomento importante, un unico argomento ma con tanti aspetti da approfondire e tante nuove scoperte da fare. Da qui la decisione qualche anno fa di creare un sito Internet, che è stato riempito all'inizio di testi tradotti dall'inglese sui molteplici usi della canapa.
Poi la scoperta degli usi medicinali della canapa indiana (sì, proprio quella proibita) la cui proibizione rende però difficile il rilancio della normale canapa. Un argomento complesso, quello della canapa, con alla fine ancora un'altra scoperta: quella di un poema del '700 che descrive con grande spirito di osservazione ogni fase della coltivazione di questa nobile pianta. E così anche un bellissimo poema in versi va ad arricchire il sito Internet.
Poi con il sito dell'ecofantascienza il salto di qualità, un modo per allargare la visuale a tutti i principali problemi dell'ambiente e alle loro possibili soluzioni. Ecofantascienza significa infatti immaginare quale potrebbe essere la situazione dell'ambiente se venissero applicate le tecnologie e le conoscenze di cui già disponiamo.
Il richiamo alla fantascienza è esplicito, ma non è solo un gioco della fantasia. La fantasia diventa invece un potente strumento di ricerca al servizio dell'ambiente.
Ma esistono poi delle tecnologie in grado di risolvere i gravi problemi dell'ambiente? E' bastato guardarsi intorno per accorgersi che esistono. Ci sono tante tecnologie già mature che possono dare un enorme contributo, ma delle quali l'opinione pubblica, e spesso anche la politica, non è affatto informata. Tecnologie per un uso più efficiente delle risorse naturali, come l'energia, il territorio e i grandi ecosistemi naturali che sfruttiamo troppo intensamente.
Le centrali a turbogas che producono elettricità con un rendimento molto più alto e che usano un combustibile pulito e ancora largamente sprecato come il metano. Eolo, il primo modello di auto leggera, con un originale motore ad aria compressa silenzioso e pulito e la carrozzeria in fibra di canapa. Il motore OX2, un rivoluzionario motore a scoppio che, quando sarà montato sugli autoveicoli e sarà usato nella produzione di energia elettrica, ridurrà di alcune volte il consumo di idrocarburi. I dirigibili, un mezzo alternativo all'aereo, più lento ma con tante possibilità in più, in particolare costi più bassi e consumi di carburante molto più ridotti. E poi la stessa coltivazione della canapa, che permetterà di diminuire l'inquinamento e ridurre la distruzione delle foreste e l'effetto serra.
Non solo le soluzioni esistono, ma ce ne sono così tante che è stato veramente possibile immaginare un futuro diverso. Un futuro non più dipendente dal petrolio, un futuro in cui non si distruggono le foreste ma si ricostituiscono, un futuro meno inquinato perchè tutto funziona con meno materie prime e meno energia. Questo futuro è veramente uno scenario possibile, ed è stato appunto immaginato nel primo romanzo di ecofantascienza.
Il romanzo, anzi il racconto di viaggio "Vacanze in Dirigibile", è la forma che è stata scelta per la prima esposizione dei contenuti del sito. Una forma letteraria pretenziosa, ritenuta più coinvolgente delle semplici relazioni tecniche. Ma poi i numerosi scenari e argomenti di (eco)fantascienza vengono uno alla volta approfonditi con articoli di taglio giornalistico ed apposite pagine web a loro dedicate.
Date le modeste risorse disponibili, l'attenzione è stata concentrata sugli argomenti ritenuti più importanti e nello stesso tempo più trascurati. Nell'ambito del progetto sono anche previsti dei link che colleghino il racconto alle relative pagine di approfondimento, e le diverse pagine web agli argomenti corrispondenti del romanzo. Infine una newsletter informa periodicamente gli iscritti sulle ultime novità. Ma il lavoro da fare è tanto e va avanti lentamente. Ci vorrebbe proprio una redazione con la professionalità, il tempo, i mezzi e i canali di informazione privilegiati.
Qualcuno potrebbe però chiedersi cosa succederà una volta che tutti i temi saranno stati approfonditi: sarà questa una pubblicazione a termine? In realtà è molto difficile che arrivi il momento in cui bisogna chiudere perchè non c'è più niente da dire. Nel campo delle soluzioni per l'ambiente, per rimanere nell'esempio, non ci sono veramente limiti. Fin dall'inizio sono moltissimi gli argomenti cui si fa riferimento nel racconto, e tanti altri se ne potrebbero ancora aggiungere. Sono quindi tante le pagine da costruire e sviluppare. Poi ci saranno i successivi approfondimenti degli argomenti e dei sottoargomenti. Inoltre bisognerà dare conto dei progetti industriali in corso di attuazione, dell'ulteriore progresso delle tecnologie, del modificarsi delle problematiche ambientali.
Questo modello di media potrebbe quindi migliorare molto l'efficienza del lavoro giornalistico e la qualità dell'informazione. Ma si potrebbero pensare anche altri database informativi. Per esempio per uso scolastico, destinati sia agli insegnanti che agli studenti. Database universitari costruiti con le tesi di laurea, e database scientifici in cui raccogliere le pubblicazioni organizzandole per discipline e livelli progressivi di approfondimento.
E una volta che si sarà diffusa la banda larga, il nuovo media Internet potrà fare ancora un altro salto di qualità. Senza mai rinunciare alla sua biblioteca di informazioni testuali, potrà arricchirsi di qualsiasi documento multimediale. Si può solo immaginare cosa sarà Internet quando sarà diventato uno strumento di informazione veramente maturo. L'ecofantascienza serve anche a questo!
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Fare informazione in maniera efficace richiede troppe risorse"