Siamo il paese del Sole, eppure in Europa siamo tra gli ultimi a sfruttarne l'energia. Perchè?
In altri paesi situati alle stesse latitudini, o anche a latitudini meno favorevoli, i collettori solari installati sulle case fanno ormai parte del paesaggio, quasi come le antenne della televisione. Perchè dalle nostre parti, invece, se ne vedono ancora così pochi?
La stessa cosa, però, la si può dire per l'isolamento termico degli edifici. Perchè tanti edifici hanno una così bassa efficienza termica, nonostante i materiali coibenti e le tecnologie oggi disponibili?
Il consumo di energia per usi domestici, compreso il riscaldamento, eguaglia quello del carburante per auto trazione, ma il sole, insieme ad una più efficiente coibentazione, potrebbe dare un forte contributo alla riduzione degli sprechi.
Un ruolo importante potrebbero averlo società come il Gruppo Hera, una multiutility impegnata a sostituire il gasolio per il riscaldamento con il metano, e divenuta anche per questo molto interessante per gli investitori.
Le famiglie potrebbero risparmiare sulla bolletta energetica, e a beneficiarne sarebbero altri consumi che favorirebbero la crescita di altri settori dell'economia. Inoltre la costruzione stessa degli scalda-acqua solari e gli interventi per l'isolamento termico degli edifici potrebbero creare direttamente nuovi posti di lavoro. E poi non si possono dimenticare i vantaggi ambientali: un minore inquinamento dell'aria nelle città, una minore produzione di anidride carbonica e un minore effetto riscaldante diretto, potrebbero diminuire l'impatto delle attività umane sul clima e i suoi possibili effetti destabilizzanti.
COLLETTORI SOLARI
Perchè dunque il solare termico nel nostro paese è ancora una rarità, mentre invece, solo per fare un esempio, in Grecia e in Turchia è così diffuso?
Attualmente chi è interessato a installare sul tetto della propria casa uno scalda-acqua solare, nel momento in cui si guarda un po' in giro, si accorge che c'è un'offerta di prodotti diversificata, con prezzi generalmente alti, in cui non è facile orientarsi. I costi alti dipendono dal fatto che di questi impianti se ne costruiscono e se ne vendono pochi; un circolo vizioso che è necessario spezzare se si vuole che possano diffondersi. Del resto, per dare un contributo sensibile alla diminuzione dei consumi, non ci si può accontentare di un mercato di nicchia, ma bisogna puntare su una diffusione che sia la più ampia possibile.
Il problema è complicato dalla grande varietà delle tipologie edilizie. Sono ogni volta molto diverse le dimensioni, l'esposizione, la latitudine, l'efficienza termica e la necessità di riscaldamento di case e uffici, e anche le capacità di spesa.
Da parte dal mercato c'è una grande varietà di offerte con diversi standard qualitativi, tali da soddisfare tutte le possibili esigenze. Questa stessa diversità, però, crea difficoltà nei potenziali acquirenti, che non riescono facilmente a valutare le varie opzioni e a confrontarle tra di loro.
Tra tante offerte, ci sono sicuramente dei modelli economici e affidabili, e in più si può contare anche sull'aiuto dello stato; ma a quanto pare il principale ostacolo alla diffusione del solare termico è proprio l'incertezza. Incertezza nello scegliere il modello più adatto e col miglior rapporto costi benefici. Incertezza nello stabilire il dimensionamento ottimale in rapporto al clima, alla latitudine e alle proprie particolari esigenze.
Altre incertezze poi riguardano l'installazione e il montaggio, dato che si possono trovare con difficoltà muratori e idraulici esperti in grado di fissare il collettore sul tetto ed eseguire i collegamenti con l'impianto di casa; e la grande varietà dei prodotti presenti sul mercato non contribuisce a migliorare la situazione. Sono molte le risorse presenti su Internet che parlano di energia solare, ma per una panoramica di ciò che offre il mercato si può dare un'occhiata al documento "
Tutto sul solare termico" del giornalista Peppino Zappulla segnalato nel sito di
Ecoblog, dal quale si ricava, appunto, che non è facile per il pubblico districarsi. Si può anche visitare il sito di
Assolterm, che è il portale delle ditte del settore.
Oggi (nell'anno 2006) è possibile detrarre dalle tasse il 41% delle spese di recupero del patrimonio edilizio, tra le quali sono compresi anche gli interventi per aumentare l'efficienza termica delle abitazioni (anche se sarebbe meglio differenziare l'aiuto dello stato in modo da premiare di più chi effettua lavori per ridurre gli sprechi di energia).
Si tratta comunque di un contributo importante, che però difficilmente potrà essere risolutivo: infatti il problema principale è che la gente non sa a chi chiedere, da sola non riesce a saperne abbastanza, e quindi non decide.
D'altra parte ciò non deve stupire: per esempio di solito non è il cliente a scegliere il tipo, le caratteristiche, le dimensioni e la marca della caldaia per l'impianto di riscaldamento di casa, bensì il geometra o l'idraulico. Infatti, come per gli impianti solari, si tratta di valutazioni che può fare solo un tecnico specializzato, non il cliente.
La proposta migliore che si può fare è allora quella di creare in ogni città un nucleo di artigiani esperti in grado di eseguire il montaggio e la manutenzione di almeno un modello, quello da loro ritenuto più adatto per le condizioni del luogo e per il miglior rapporto costo prestazioni.
Le autorità cittadine potrebbero prendere l'iniziativa, cominciando col far installare alcuni impianti sul tetto di qualche edificio pubblico o di qualche scuola. Il Comune potrebbe poi portare nella piazza principale della città, in una giornata festiva, qualche esemplare di collettore solare e gli artigiani capaci di eseguirne il montaggio. Il pubblico avrebbe così la possibilità di parlare liberamente con i tecnici, e per quanto riguarda gli artigiani, essi saprebbero di poter contare fin dall'inizio su un certo numero di clienti.
In definitiva i collettori solari potrebbero dare un sensibile contributo alla riduzione degli sprechi di energia, perchè sicuramente le ditte italiane sono in grado di fabbricare prodotti altrettanto affidabili ed economici degli altri paesi dove vengono già ottenuti questi risultati, ma occorre fare in modo da facilitare al massimo la decisione dei potenziali interessati.
D'altra parte installare uno scalda-acqua solare non è certo l'unico modo per risparmiare energia, e spesso nemmeno il principale. Infatti moltissimi edifici hanno una bassa efficienza termica e, a parità di spesa, si può ottenere di più con un intervento di coibentazione. Del resto non avrebbe senso pretendere di riscaldare con il sole una casa in cui non siano stati attuati nemmeno i più elementari interventi per ridurre la dispersione del calore.
COIBENTAZIONE O ISOLAMENTO TERMICO
Isolare una casa vuol dire diminuire per quanto possibile la dispersione del calore. Il calore si trasmette da un corpo più caldo ad uno più freddo, e il trasferimento è tanto maggiore quanto più grande è la differenza di temperatura. E tanto maggiore è la dispersione, tanto più grande è la quantità di calore che l'impianto di riscaldamento deve fornire.
La dispersione del calore aumenta quando c'è del vento, e questo a causa del fatto che l'aria è un buon isolante. Se non c'è vento, l'aria rimane per un certo tempo a contatto con la superficie esterna della casa, più calda, ad un tempo riscaldandosi e isolando l'edificio. Ma quando c'è vento l'aria a immediato contatto con la casa viene continuamente sostituita da aria più fredda, la differenza tra la temperatura interna e quella esterna viene mantenuta alta, e la dispersione del calore aumenta.
Il trasferimento del calore verso l'esterno dipende però anche dai materiali con cui le pareti delle case sono state costruite e dal loro spessore. La conducibilità termica, infatti, può essere molto diversa a seconda del tipo di materiali. Per esempio i metalli sono buoni conduttori del calore e quindi isolano pochissimo, mentre al contrario il legno è un cattivo conduttore, e di conseguenza un buon isolante. E tanto maggiore è lo spessore, tanto più grande è l'impedimento al passaggio del calore. E' per questo che una vecchia casa con spesse mura di pietra piena è di solito meglio isolata di un edificio moderno costruito con mura sottili di mattoni forati o con elementi prefabbricati di cemento.
Cosa si può fare, allora, per isolare meglio un edificio, per esempio un condominio costruito in economia nella prima metà del dopoguerra, quando il costo dell'energia era particolarmente basso? I possibili interventi possono riguardare il tetto, le pareti e gli infissi.
Il tettoL'aria calda sale verso l'alto, e viene fermata dal soffitto o dal tetto. Questo fa sì che in una stanza la temperatura all'altezza del soffitto sia di qualche grado più alta rispetto al pavimento. Idem per il sottotetto, dove tende ad accumularsi l'aria calda proveniente da tutta la casa. Questo significa che la dispersione maggiore avviene attraverso il tetto, che per questo deve avere la precedenza.
Il modo consueto è quello di inserire nel tetto uno strato di materiale isolante, cosa che oggi è obbligatoria per legge. Ma questo si può fare solo nel momento in cui c'è bisogno di un totale rifacimento della copertura.
D'altra parte molto spesso è possibile eseguire un isolamento efficace anche senza dover scoperchiare la casa. Nel caso che la soffitta non sia abitata, si può disporre sul suo pavimento uno strato di materiale isolante. Ma anche se è abitata, prima di ricoprire il soffitto della mansarda con perline, assi di legno o fogli di cartongesso, è possibile realizzare un isolamento efficace. Bisogna tagliare su misura, e inserire tra i travetti di legno del soffitto, delle lastre di poliuretano, lavoro questo che molti possono fare da soli. Sono sufficienti 4 centimetri per isolare come una parete di pietra piena dello spessore di un metro. Vedi in proposito il sito di
EDILPORTALE in cui si possono trovare tutte le informazioni sui materiali e le tecniche per l'isolamento termico degli edifici. Le fessure vanno stuccate e alla fine si può mettere in opera il rivestimento finale del soffitto, che servirà anche a coprire lo strato di materiale isolante.
Le paretiCon le tecniche di oggi le pareti possono essere isolate sia dall'interno, in caso di nuova costruzione o di restauro radicale di un edificio, sia dall'esterno.
Questa seconda possibilità è particolarmente interessante, perchè anche in questo caso non si è più costretti ad aspettare l'occasione di un radicale intervento di restauro.
Il lavoro consiste nel fissare al muro dall'esterno, con dei perni, dei pannelli di materiale isolante. Poi le giunture vengono stuccate, e la superficie può essere tinteggiata come un normale intonaco.
Sono moltissimi i condomini degli anni Cinquanta e Sessanta costruiti in economia, che oggi sono diventati costosi da riscaldare. Oggi però potrebbero essere coibentati facilmente ad un costo che, con gli attuali prezzi del petrolio, potrebbe essere ammortizzato in un paio d'anni.
E' molto importante che la gente sappia di questa possibilità, perchè con un piccolo investimento potrebbe risparmiare moltissimo negli anni a venire sul costo del riscaldamento, e in più potrebbe risparmiare anche sulle spese di condizionamento in estate.
In questo modo molto semplice, si potrebbero conseguire ingenti risparmi di energia, mettere a disposizione delle famiglie maggiori risorse economiche e aumentare il comfort delle abitazioni, perchè una casa che ha meno bisogno di essere riscaldata e condizionata, è anche più confortevole. Più di altri questi interventi meriterebbero una sensibilizzazione dell'opinione pubblica e incentivi di tipo fiscale.
Gli infissiNegli anni passati, in conseguenza delle crisi petrolifere, è già avvenuta una rivoluzione che ha migliorato non poco l'efficienza energetica delle abitazioni: le finestre tradizionali sono state ovunque sostituite da finestre con i doppi vetri, a dimostrazione che le tecnologie che consentono risparmi di soldi e di energia possono diffondersi facilmente.
Oggi sono in commercio vetri per finestre composti da tre o più lastre e relative intercapedini, che possono isolare ancora meglio, e in caso di necessità, per esempio in alta montagna, ancora molto di più. Anche la sostituzione degli infissi ha il vantaggio di poter essere fatta in qualunque momento, senza dover aspettare un restauro radicale, e man mano che gli infissi devono essere sostituiti, nuove soluzioni più efficienti sono a portata di mano.
E poi esistono già da più di vent'anni quelle che in America chiamano "superfinestre", che però sono ancora sconosciute nel nostro paese. Sono adatte prima di tutto per palazzi per uffici o grattacieli dotati di ampie superfici vetrate, ma potrebbero diffondersi, nonostante il loro costo ancora alto, anche nelle normali abitazioni.
Se il loro costo è alto, le loro prestazioni sono però eccezionali, perchè con un semplice pulsante è possibile selezionare la radiazione solare, in modo da lasciar passare solo quella che serve in quel momento. Per esempio in estate si può escludere la radiazione infrarossa che riscalda lasciando passare la luce, mentre in inverno si può massimizzare l'effetto riscaldante del sole, senza che da fuori si possa guardare in casa(per una descrizione delle superfinestre e delle loro caratteristiche, vedi l'articolo "
Le vetrate intelligenti" trovato nel sito di
Albert - About Engineering, attualmente in via di costruzione). .
In un paese che apprezza così tanto qualsiasi soluzione in grado di aumentare il comfort, queste finestre super tecnologiche troverebbero un ampio mercato anche per le comuni abitazioni.
CoibentazioneUna proposta tecnica
Vedi l'articolo sulla
coibentazione.
Se la coibentazione di un appartamento inserito in un condominio facesse risparmiare 500 Euro all'anno nelle spese di riscaldamento, e se la spesa che il proprietario deve sostenere per l'isolamento fosse di 2.000 Euro, l'intervento di coibentazione verrebbe ammortizzato in 4 anni. Al costo corrente di 40 Euro al mq. rilevato a Ferrara, con 2.000 Euro si potrebbero rivestire di uno strato isolante 50 mq. di parete esterna. Se l'appartamento fosse alto tre metri compreso il solaio, si potrebbero coibentare pareti per uno sviluppo lineare di 16,6 metri (inclusa la superficie delle finestre). In questo esempio la spesa si ammortizzerebbe in quattro anni, e quindi corrisponderebbe ad un investimento con un tasso di rendimento annuo del 25%. E una volta concluso l'ammortamento, il risparmio di 500 Euro continuerebbe ancora per decenni, visto che la durata di questi materiali è considerata superiore a quella di un normale intonaco. Inoltre una casa ben coibentata è anche più confortevole, e in più fa risparmiare nel condizionamento estivo.
Potrebbe però succedere che molte famiglie abbiano difficoltà a reperire da un giorno all'altro 2.000 Euro, se questa fosse la spesa. Ma, visto che questa spesa verrebbe ripagata con i risparmi di soli 4 anni (se questo fosse il periodo di ammortamento), più un altro anno per gli interessi, non dovrebbe essere difficile per una banca predisporre dei piani di finanziamento standardizzati, che sarebbero a basso rischio perchè il contraente non dovrebbe sostenere alcuna spesa aggiuntiva, e trascorso il periodo di ammortamento, da lì in avanti risparmierebbe 500 Euro ogni anno.
Purtroppo proprio i forti incentivi dello Stato a favore delle ristrutturazioni edilizie, e quelli ancora più consistenti a favore degli interventi finalizzati ai risparmi energetici, provocano gravi distorsioni che hanno l'effetto paradossale di rendere molto difficile se non impossibile l'attuazione di un piano su vasta scala per un miglior isolamento termico delle abitazioni.
Attualmente lo Stato consente di detrarre dalle tasse il 36% delle spese di recupero del patrimonio edilizio, e se lo scopo è quello di ottenere dei risparmi energetici, la detrazione sale al 55% (con un limite massimo di spesa su cui applicare la detrazione – per ogni immobile – di 48.000 Euro). Si tratta di un contributo enorme, tanto più che ad esso bisogna aggiungere la riduzione dell'IVA dal 20% al 10%.
La ragion d'essere di una detrazione così alta non è solo quella di incentivare l'attività edilizia ed i risparmi di energia, ma anche di compensare la propensione ad evadere delle aziende che eseguono i lavori. La forma di pagamento delle fatture tramite bonifici, serve per costringere le ditte a versare tasse e contributi. Ad ogni modo questo è un beneficio che può essere goduto solo da chi ha sufficienti tasse da pagare, mentre sono esclusi i redditi esenti ed i redditi minimi, per i quali non è prevista la presentazione della dichiarazione dei redditi (un bell'esempio di progressività alla rovescio!).
Anche chi non è tenuto, può ugualmente presentare la dichiarazione dei redditi, allo scopo di far valere spese detraibili e deducibili. Se poi la dichiarazione dovesse chiudersi con un credito, questo viene automaticamente rimborsato. Non si possono però portare in detrazione imposte maggiori di quelle che risultano dovute nel corso dell'anno. In altre parole si può utilizzare la detrazione del 36% o del 55% sulle spese di restauro, solo se c'è “capienza”. Anche per questo è prevista la suddivisione della detrazione in 5 o 10 anni (oppure in 3 rate per chi di anni ne ha più di 75).Molti però non hanno capienza, e quindi con la legge attuale non possono godere di alcuna detrazione. Sono quelli che hanno redditi esenti, oppure redditi minimi. Per esempio tutti quelli che hanno il reddito catastale dell'appartamento più il reddito da lavoro dipendente o da pensione, e che rimangono sotto il limite di esenzione di 7.500 Euro. E sono molti i pensionati al minimo, i lavoratori occasionali ecc. che hanno la casa di proprietà o anche soltanto l'usufrutto, e che non avendo tasse da pagare non possono godere di alcuna detrazione.Molti degli edifici che avrebbero più bisogno di un intervento di isolamento termico, sono i condomini popolari delle nostre periferie, costruiti in economia nella prima metà del dopoguerra. In ogni caso la maggior parte dell'edilizia abitativa è costituita da condomini grandi e piccoli, e sono pertanto le assemblee condominiali che avranno il compito di decidere se eseguire o no questi lavori. Ma in un paese in cui l'80% della popolazione abita una casa di proprietà, ci sono molti condòmini (proprietari) che non devono presentare la dichiarazione dei redditi perchè non hanno tasse da pagare, e che pertanto non possono usufruire di alcuna detrazione.
Certo l'isolamento termico conviene a tutti, ma come si può accettare che chi ha redditi più alti possa avere un abbattimento della spesa del 55%, mentre proprio i più poveri, dato che non hanno capienza, sarebbero costretti a pagare il conto per intero? E dato che sarebbe ingiusto costringerli, verrebbero tagliati fuori proprio i condomini popolari che sono quasi sempre quelli che più avrebbero da guadagnare da un intervento di isolamento termico. L'attuale legislazione costituisce quindi una grave ingiustizia, ma anche una grave distorsione, perchè l'incentivo dello Stato non è in relazione con l'effettivo risparmio energetico. A questo punto sarebbe di gran lunga meglio che non ci fosse alcun aiuto pubblico, perchè la prospettiva di risparmiare sulle spese di riscaldamento è già di per sè un buon incentivo.
Pertanto la proposta del sito dell'Ecofantascienza è di adottare un diverso regime di incentivi che metta tutti sullo stesso piano, e non provochi distorsioni. Lo Stato potrebbe sostenere i contratti di finanziamento accollandosi il costo degli interessi e riducendo l'IVA al 4%. E una volta assicurato a tutti un incentivo adeguato, come ulteriore aiuto si potrebbe stabilire che queste decisioni vengano prese a maggioranza. Questa soluzione sarebbe adatta anche per i proprietari che hanno dato l'appartamento in affitto, i quali potrebbero rivalersi nei confronti dei loro inquilini, visto che, di solito, sono questi ultimi che pagano il riscaldamento. A loro volta gli inquilini avrebbero il vantaggio di una casa più confortevole, e potrebbero inoltre risparmiare nelle spese di condizionamento.
Si potrebbe comunque consentire, in alternativa, la detrazione del 36% della spesa, con l'aliquota IVA al 10%. In realtà la percentuale del 36% dovrebbe essere abbassata fino a farla corrispondere all'altra forma di incentivo che può essere scelto in alternativa. Questo anche per non creare distorsioni di altro tipo e contrasti fra i diversi proprietari di uno stesso condominio. La maggior propensione ad evadere dovrebbe essere piuttosto compensata con una intensificazione dei controlli da parte dell'ufficio tasse.
Senza le attuali distorsioni gli interventi verrebbero decisi solo in funzione dell'effettivo risparmio di energia, cosa che aggiungerebbe al beneficio fiscale quello legato ai risparmi energetici. Inoltre l'estensione di questi benefici a tutte le abitazioni, renderebbe possibile lanciare una campagna di informazione e promozione su vasta scala su giornali e televisioni. Bisogna inoltre ricordare che gli edifici condominiali, essendo sempre abitati, raramente sono interessati da restauri radicali, e che gli interventi più consistenti riguardano di solito le parti esterne. In ogni caso l'incentivo pubblico dovrebbe potersi applicare a qualsiasi tipo di intervento, ma per quanto riguarda tetto, pareti ed infissi, esso dovrebbe essere sempre condizionato all'adozione delle misure più efficaci per l'isolamento termico, nell'interesse stesso di chi sostiene le spese. Lo stato risparmierebbe, diminuirebbero fortemente i consumi di energia, le famiglie aumenterebbero la loro capacità di spesa, e l'economia riceverebbe un forte impulso. Come oggi tutto farebbe capo all'amministratore del condominio, i pagamenti verrebbero eseguiti tramite bonifici, e la contemporanea presenza dei contratti di finanziamento garantirebbe ancora meglio il pagamento delle tasse da parte delle aziende che eseguono i lavori.
Per quanto riguarda le altre case d'abitazione la situazione è un po' diversa. Gli interventi di recupero possono consistere nel restauro completo degli interni (solai, pavimenti, scale, bagni, impianti vari ecc.), oltre che dell'esterno. Anche qui però si potrebbe adottare lo stesso regime individuato per i condomini (accollo degli interessi da parte dello Stato e IVA al 4%, oppure detrazione fissa più IVA al 10%). Di nuovo questo regime potrebbe sembrare penalizzante rispetto a quello attuale finalizzato ai risparmi energetici (che prevede una detrazione del 55%). In realtà esso ha il pregio di eliminare le attuali distorsioni, dato che sarebbe tanto più conveniente, quanto maggiore è il risparmio energetico che se ne ottiene. Se invece il risparmio di energia fosse poco consistente, un incentivo più alto non si giustificherebbe. Naturalmente, per poterne usufruire, come nel caso dei condomini, gli interventi dovrebbero incorporare le misure e le tecniche più efficaci per il risparmio energetico.
Fatto questo, però, nulla vieta di estendere questa normativa alle nuove abitazioni e alla costruzione e al restauro di ogni altra tipologia di edifici (uffici, esercizi commerciali e stabilimenti produttivi), sempre alla condizione che vengano adottate le migliori soluzioni per l'efficienza energetica. Per le nuove costruzioni ad uso abitativo attualmente l'IVA è al 4%, e le nuove case già devono incorporare soluzioni per il risparmio di energia. Il pagamento delle fatture dovrebbe sempre avvenire tramite bonifici. Anche qui si conta sul fatto che gli interventi saranno tanto più convenienti e probabili, quanto maggiore sarà il risparmio.
In definitiva la proposta è quella di un piano su vasta scala finalizzato all'aumento dell'efficienza energetica per ogni tipologia di fabbricati, che in pochi anni potrebbe determinare consistenti risparmi sia in termini economici che nei consumi di energia. Un piano che non comporterebbe oneri aggiuntivi per lo Stato (perchè gli incentivi verrebbero compensati dalle maggiori entrate fiscali), e che avrebbe anche il vantaggio di espandere l'attività edilizia e le attività produttive collegate, con benefici per l'ambiente, per le famiglie e per l'intera economia, e di nuovo per le entrate dello Stato.
(Ferrara, 1 giugno 2008)
CONCLUSIONI
Al riscaldamento di case e uffici viene destinato il 40% di tutta l'energia consumata in Italia. Un'energia che per la quasi totalità deriva dai combustibili fossili. Quindi, se si vogliono diminuire le importazioni di petrolio e metano, non si possono dimenticare gli uffici e le abitazioni.
Rendere più efficienti case e uffici significa diminuire l'inquinamento e la dipendenza dal petrolio, risparmiare denaro, e migliorare il comfort delle abitazioni. E poi ci sono le conseguenze sul clima.
Molti sostengono che la Terra rischia di andare arrosto a causa della produzione dell'anidride carbonica che, accumulandosi, farebbe sentire i suoi effetti a lungo termine. D'altra parte non tutti gli scienziati la pensano in questo modo; molti sono invece convinti che una maggiore quantità di CO2, attraverso l'aumento della vegetazione, possa al contrario provocare un abbassamento di temperatura, e che comunque l'aumento della massa vegetale dovrebbe avere un effetto stabilizzante sul clima e non destabilizzante (vedi in proposito l'
articolo sull'Effetto Serra).
Ma se, invece, l'ipotesi del surriscaldamento globale fosse confermata, allora bisognerebbe preoccuparsi di qualsiasi cosa sia in grado di far aumentare la temperatura, e non soltanto quindi della CO2 e degli altri gas-serra.
Se non c'è accordo sulle possibili conseguenze di una maggiore quantità di anidride carbonica, ce n'è ancora meno sulla dimensione del suo eventuale effetto riscaldante, mentre al contrario è evidente che qualsiasi forma di produzione di energia comporta un effetto riscaldante diretto che può essere senz'altro paragonato per le sue conseguenze ad un effetto serra. Non fa eccezione lo sfruttamento dell'energia solare, dato che la conseguenza è un aumento dell'energia radiante del sole che viene assorbita dalla superficie della terra e la riscalda. Ed è strano che il protocollo di Kyoto non si preoccupi di limitare il riscaldamento diretto. Per non dire del fatto che tutto questo insistere sull'effetto serra ha avuto finora come unica conseguenza di promuovere la vendita di condizionatori d'aria, la causa principale dell'aumento dei consumi di energia di questi ultimi anni.
C'è un solo modo sicuro per diminuire l'effetto riscaldante diretto delle attività umane, ed è aumentare l'efficienza energetica dovunque sia conveniente farlo, dai processi produttivi, all'auto trazione, per finire con un più efficace isolamento termico degli edifici.
Ferrara, 1/10/2006