Il concetto di sviluppo sostenibile per molti è un controsenso, perché la crescita economica fa aumentare i consumi, e quindi anche l'impatto ambientale. Eppure non è così difficile coniugare la crescita con la sostenibilità. Un esempio è il piano casa deciso di recente dal Governo, che comprende anche interventi per un migliore isolamento termico degli edifici. Ma si potrebbe fare ancora di più e molto di più: un piano applicabile anche ai condomini finalizzato ai risparmi energetici.
I condomini sono esclusi dal piano casa perché, essendo abitati, non possono essere profondamente ristrutturati o ricostruiti con aumento della cubatura. Inoltre sono pochi i proprietari condominiali che possono usufruire della detrazione del 36 o del 55% prevista per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio finalizzati oppure no ai risparmi energetici. Infatti solo i contribuenti che hanno “capienza” possono detrarre queste spese dalle tasse che devono pagare. Sono invece esclusi da questa detrazione coloro che hanno solo redditi da lavoro dipendente, redditi minimi o redditi esenti. Di fatto una vera e propria progressività alla rovescio e, quello che più conta, rimangono esclusi da qualsiasi incentivo la quasi totalità dei proprietari condominiali. D'altra parte estendere a tutti i contribuenti questi benefici, con conseguenti rimborsi di imposte, sarebbe molto oneroso per le casse dello stato.
Molti degli edifici che avrebbero più bisogno di interventi per limitare la dispersione termica sono i condomini popolari delle nostre periferie, costruiti quasi tutti nella prima metà del dopoguerra, quando il petrolio costava meno. Isolare questi edifici significa dare un bel taglio agli sprechi di energia e risparmiare sui costi. E con i risparmi, e un intelligente meccanismo di finanziamento, si potrebbero ammortizzare in pochi anni le spese sostenute per l'intervento di coibentazione.
Oggi si possono ricoprire dall'esterno le pareti di una casa con pannelli di materiale isolante. Ci sono diversi materiali e tecniche. Per esempio i pannelli si possono fissare al muro con dei piccoli perni. Poi le giunture vengono stuccate e si tinteggia come un normale intonaco.
Se la coibentazione di un appartamento condominiale facesse risparmiare 500 Euro all'anno, e se la spesa che il proprietario deve sostenere fosse di 2.000 Euro, essa verrebbe ammortizzata in quattro anni. Al costo corrente di 40 Euro al mq rilevato a Ferrara, con 2.000 Euro si potrebbero rivestire di uno strato isolante 50 mq di parete esterna. Se l'appartamento fosse alto tre metri compreso il solaio, si potrebbero coibentare pareti per uno sviluppo lineare di 16,6 metri (inclusa la superficie delle finestre). In questo esempio la spesa si ammortizzerebbe in quattro anni. E una volta concluso l'ammortamento, il risparmio di 500 Euro continuerebbe ancora per decenni, visto che la durata di questi materiali è considerata superiore a quella di un normale intonaco. Inoltre una casa ben coibentata è anche più confortevole, e in più fa risparmiare nel condizionamento estivo.
Potrebbe però succedere che molte famiglie abbiano difficoltà a reperire da un giorno all'altro 2.000 Euro, se questa fosse la spesa. Ma, visto che questa spesa verrebbe ripagata con i risparmi di soli quattro anni (se questo fosse il periodo di ammortamento), più un altro anno per gli interessi, non dovrebbe essere difficile per una banca predisporre dei piani di finanziamento standardizzati per i condomini. I finanziamenti sarebbero a basso rischio perché ogni proprietario si limiterebbe a continuare a pagare quello che pagava prima per tutto il periodo dell'ammortamento, al termine del quale pagherebbe il costo reale del riscaldamento, diminuito nell'esempio di 500 Euro all'anno.
Gli interventi sull'edificio potrebbero comprendere anche il rifacimento degli impianti di riscaldamento e del tetto, e la sostituzione degli infissi. Lo stato potrebbe accollarsi il costo degli interessi, con un limite massimo che non dovrebbe superare il 30% dell'importo fatturato (questo per evitare di finanziare lavori che comportino modesti risparmi di energia e tempi di ammortamento troppo lunghi). In ogni caso l'aiuto dello Stato non avrebbe effetti distorsivi: l'intervento sarebbe tanto più conveniente quanto maggiori fossero gli effettivi risparmi di energia. Chi invece volesse pagare tutto subito, e risparmiare fin dall'anno successivo sulle spese di riscaldamento, potrebbe godere di uno sconto di importo corrispondente. Tutto passerebbe attraverso l'amministratore del condominio. Le assemblee condominiali si limiterebbero a prendere la decisione a maggioranza.
Come per la detrazione del 36% e del 55%, i pagamenti alle imprese che effettuano i lavori dovrebbero essere eseguiti tramite bonifici. La contemporanea presenza dei contratti di finanziamento garantirebbe ancora meglio il pagamento delle tasse. Queste operazioni inoltre non si presterebbero a speculazioni, sia perché un'eventuale sovrafatturazione verrebbe interamente assoggettata a tassazione, sia perché un allungamento dei tempi di ammortamento, e quindi degli interessi pagati dallo stato alle banche, potrebbe essere facilmente verificato confrontando gli importi delle bollette prima e dopo. Il tetto all'incentivo pubblico, provvisoriamente indicato nel 30%, dovrebbe essere determinato in modo da non comportare oneri per lo stato tenuto conto delle maggiori entrate fiscali. Ma anche se ci fosse qualche costo da sostenere, questo sarebbe sempre inferiore a quello degli impianti per la produzione di energia. E risparmiare energia equivale a produrne altrettanta di nuova.
Data la preesistenza della detrazione del 55%, si creerebbe una disparità tra quelli che possono usufruirne e tutti gli altri. D'altra parte questa disparità è ancora maggiore adesso: solo qualcuno può detrarre il 55% delle spese, e tutti gli altri nulla di nulla. A scopo di semplificazione si potrebbe eliminare la detrazione del 55% per gli interventi di isolamento termico condominiali, perché questi lavori sarebbero comunque convenienti per tutti i proprietari. A dire la verità già oggi, anche senza incentivi pubblici, vengono spesso eseguiti lavori di isolamento delle pareti allo scopo di risparmiare sulle spese di riscaldamento. Ma certamente un aiuto da parte dello stato, insieme ad una adeguata promozione, aumenterebbe moltissimo la convenienza e il numero di questi interventi.
Alla fine si potrebbe ottenere un risparmio sui consumi pari forse all'8 / 10% di tutta l'energia consumata in Italia (più di 100 volte la produzione dell'energia eolica), ma senza costi per i privati, senza oneri per lo stato, senza deturpare il paesaggio, senza lobby o interessi contrari, ma con benefici economici a cascata: minori importazioni di energia, miglioramento della bilancia dei pagamenti, più soldi in mano alle famiglie. Infine minore inquinamento nelle città e minori emissioni di anidride carbonica ai fini del rispetto del protocollo di Kyoto, che bene o male abbiamo firmato.
L'Italia si è impegnata ad abbattere le emissioni di anidride carbonica, e anche nel recente vertice G8 ha confermato questo impegno. Ma la strada non è quella delle ecotasse, e neppure quella di investire cifre enormi in impianti per il sequestro dell'anidride carbonica, perché costerebbe moltissimo e potrebbe non servire a nulla. Infatti dal punto di vista scientifico è tutt'altro che dimostrato il collegamento tra l'aumento dell'anidride carbonica e quello della temperatura registrato nello scorso secolo. In questa situazione è meglio adottare politiche che perseguono contemporaneamente anche altri obiettivi di dimostrata utilità. La soluzione migliore è sviluppare tecnologie o normative in grado di tagliare sprechi, costi, inquinamento, e quindi anche emissioni di gas serra. Questa politica è già stata fatta propria dal Governo con gli incentivi alla rottamazione delle auto, che hanno lo scopo di stimolare l'economia e di favorire i modelli che consumano di meno, e anche con il piano casa che si propone obiettivi analoghi. Istituire un piano casa per i condomini, che costituiscono la maggior parte del patrimonio edilizio e hanno più bisogno di interventi di coibentazione, significa proseguire con decisione sulla strada dello sviluppo e della sostenibilità.