Idee per nuove occasioni di lavoro
In un'economia moderna, una volta saturati i mercati dei principali beni materiali, i volumi produttivi si riducono, e poi continuano a diminuire. Le aziende cercano di contrastare la tendenza alla riduzione della produzione aumentando le esportazioni (se ne sono capaci), oppure aumentando il valore aggiunto con delle innovazioni tecniche e convincendo i consumatori a comprare prodotti sempre più costosi. Un maggior costo che a volte è giustificato da un livello di qualità più alto, mentre altre volte, come è il caso di modelli di automobili sempre più potenti, l'utilità effettiva è opinabile. Un’altra strategia è quella di far durare di meno i prodotti, cosa che certo non contribuisce ad aumentarne il valore (questa è anche la strada intrapresa adesso dai governi per tamponare la crisi economica). Nonostante questo il numero degli addetti nei settori produttivi continua a diminuire, e in Italia si è ormai ridotto al 30% di tutta la forza lavoro (vedi la parte conclusiva dell'articolo " Ambiente e Sviluppo non sono incompatibili").
Dal punto di vista ambientale la riduzione quantitativa della produzione è certamente un bene, perchè fa diminuire il consumo di materie prime ed energia. Ma è un bene anche dal punto di vista economico quando comporta aumenti di efficienza e maggiore durata dei prodotti, a patto però che i posti di lavoro perduti vengano compensati con la crescita in altri settori dell'economia.
Da qui l'importanza di farsi venire delle idee per nuove occasioni di lavoro, indirizzando l’economia verso i nuovi bisogni che emergono dalla società.


Impianti per la produzione di energia elettrica con collettori parabolici lineari
I collettori parabolici sviluppati dall'ENEA, una volta superata la fase di prototipo, saranno in grado di produrre elettricità dal Sole con un buon rendimento, e anche di risolvere il problema della continuità della produzione. Questi impianti sono particolarmente convenienti nei paesi della fascia tropicale, ma potrebbero produrre una buona quantità di energia anche nel Sud dell'Italia. Ma bisogna verificare la disponibilità di terreni adatti, la percentuale di copertura nuvolosa durante l'anno ecc. In Sicilia sarebbero sufficienti 13 km quadrati per produrre 1.000 MW elettrici (20 nel Sud della Puglia). Può sembrare molto, ma con una superficie di soli 13 km per 20, si potrebbe produrre un terzo di tutto il fabbisogno nazionale (vedi l’articolo sull’ energia solare).
La convenienza di questi impianti è data anche dal fatto che, una volta ammortizzati, continueranno a produrre energia praticamente gratis ancora per chissà quanto tempo, salvo i costi di manutenzione. Sono quindi l'investimento ideale per chi voglia procurarsi una rendita a lunga scadenza, come un vitalizio o una pensione. Potrebbero essere proprio questi impianti la salvezza del nostro sistema pensionistico.
Il costo dell’energia da collettori parabolici lineari è ancora piuttosto elevato. Ma a differenza di altre tecnologie ormai mature che più di tanto non possono dare (come l’eolico), qui ci sono ancora ampi margini di miglioramento. Per questo è importante che lo Stato (come sta già cominciando a fare) finanzi la costruzione di alcuni impianti semi sperimentali, per dare modo alle aziende di imparare a produrne le varie componenti su scala sempre più vasta e a costi sempre più bassi. L'Italia, che ha sviluppato questa tecnologia, potrebbe usarla per sviluppare in un nuovo settore della propria industria. A parte il nostro, infatti, sono molti  i paesi che hanno condizioni ambientali molto favorevoli, dal Marocco fino all'Australia. L'Italia potrebbe produrre questi impianti per esportarli in questi paesi, contribuendo così anche a ridurre la domanda mondiale di idrocarburi.
 
Interventi per migliorare l’efficienza energetica degli edifici
Diminuire il consumo di idrocarburi è sempre più necessario. Ma questo risultato lo si raggiunge prima di tutto tagliando gli sprechi, e di sprechi  nel riscaldamento e condizionamento di case e uffici ce ne sono tanti.
Si possono isolare meglio il tetto e le pareti, si può ottenere l'acqua calda da un collettore solare; in futuro si potranno usare anche le superfinestre che migliorano il comfort e l'efficienza nello sfruttamento della radiazione solare.
Questo sito ha proposto un piano per la coibentazione degli edifici, in particolare i condomini costruiti in economia nella prima metà del dopoguerra, che si finanzierebbe praticamente da solo con i risparmi energetici, e che sarebbe tanto più conveniente quanto maggiore è la dispersione del calore Vedi l’articolo sulla  coibentazione degli edifici).
Un simile piano costerebbe poco allo Stato, e potrebbe dare lavoro a tutto il settore dell’edilizia per una decina d’anni. Questi interventi, oltre a diminuire la nostra dipendenza dalle importazioni di idrocarburi, una volta terminato l’ammortamento, metterebbero nelle mani delle famiglie una maggiore capacità di spesa, che darebbe un ulteriore impulso all’economia.
 
Centri di servizi
Tutte le città italiane, a differenza della maggioranza di quelle europee, sono perennemente intasate dal traffico. Certo, questo è dovuto anche al fatto che in Italia di metropolitane ce ne sono poche. Ma questa non è l'unica spiegazione, perchè da noi sono intasate anche i piccoli capoluoghi di provincia. Il fatto è che le nostre città sono caotiche e poco funzionali, perchè i centri storici non sono più in grado di ospitare tutte le attività terziarie e di servizi di una città moderna, e di smaltire i relativi flussi di traffico.
La proposta del sito dell'Ecofantascienza è di individuare dei luoghi idonei chiamati centri di servizi,  dove concentrare servizi pubblici, esercizi commerciali, supermercati, studi professionali ecc.
Una volta che le attività che richiamano pubblico e generano i principali flussi di traffico saranno state concentrate in uno o più punti a seconda delle dimensioni urbane, diventerà molto più semplice collegarli con il servizio di trasporto pubblico (vedi:  Proposta per i problemi del traffico di una città italiana).
In Italia abbiamo l'80% in più di auto per abitante rispetto al resto dell'Europa, e la causa è proprio il caos urbanistico, considerato che i quattro quinti del traffico interessano le aree urbane. In pratica, mentre nel resto dell'Europa su due persone che lavorano in famiglia, almeno una va al lavoro con i mezzi pubblici, in Italia tutti e due hanno bisogno della macchina.
I vantaggi di un sistema urbano efficiente sono innumerevoli. Innanzitutto la gente avrà più tempo e soldi da spendere. Con meno auto sulla strada il traffico ritornerà ad essere scorrevole. Infine minori spostamenti in auto significano anche minori consumi di carburante, minori perdite di tempo, e minore inquinamento. Le autorità locali, che potrebbero essere sostenute in questo dal governo centrale, avrebbero il compito di pianificare e amministrare il tutto, mentre i capitali verrebbero messi dai privati, escluse le opere infrastrutturali che si dovessero rendere necessarie. Un grande piano per la costruzione dei centri di servizi in tutte le città italiane darebbe nuove opportunità di lavoro a tutto il settore dell’edilizia per molti anni a venire.
 
Seconde casette
Dopo la grande fame di case del primo dopoguerra, nel corso degli anni '70 la necessità di nuove abitazioni è stata alla fine soddisfatta. Da allora il contributo dell'attività edilizia all’economia nazionale è molto diminuito, perchè le seconde case, per quanto desiderate, non sono così importanti come le prime, e per esse non si è disposti a fare gli stessi sacrifici.
Eppure molte famiglie che vivono in un appartamento in città o in un condominio, e che non possiedono nemmeno un metro quadrato di giardino, sarebbero ben contente di avere una seconda casa, pur non essendo disposte a spendere grosse cifre e tantomeno a fare un mutuo.
In Germania hanno trovato una soluzione intermedia, che ormai in quel paese è un'istituzione. Poco fuori città, facilmente raggiungibili anche con i mezzi pubblici, ci sono dei luoghi dove chi vuole può comprare o affittare uno spazio verde di un centinaio di metri quadrati, recintato da una siepe, con all'interno una casetta di legno, piccola e poco costosa, ma non di meno adatta per trascorrervi dei brevi periodi di relax, dei week-end, e qualsiasi momento libero. Un luogo soggetto a guardiania come i campeggi, dove è possibile stare in libertà all'aria aperta, piantare qualche albero da frutto, coltivare un po’ di orto, dei fiori o qualche pianta aromatica. Un posto semplice, tranquillo, situato di solito nelle vicinanze di un'area di verde con la possibilità di fare qualche passeggiata, pescare ecc.
Molti non cercano di più, e nello stesso tempo non sono disposti a spendere più di tanto. Ecco quindi un'esigenza importante che può essere soddisfatta attraverso la creazione di un mercato interamente nuovo e di numerose nuove occasioni di lavoro: posti di lavoro per costruire le casette di legno e per tutti i servizi necessari. E posti di lavoro ben radicati sul territorio e non delocalizzabili. Questo sarebbe anche un modo per dare a molti terreni agricoli una destinazione diversa da coltivazioni di scarso reddito nonostante gli aiuti comunitari.
 
Dirigibili per azioni di soccorso e in funzione antincendio
I dirigibili sono stati inventati molto tempo fa, all'epoca dei primi aerei; ma poi, dopo un grave disastro, si è smesso di costruirli e sono stati quasi del tutto dimenticati. Recentemente sono stati riscoperti, ma ben pochi hanno un'idea di tutte le cose che sono in grado di fare (vedi la pagina dedicata ai  Dirigibili).
Dalle spedizioni del generale Nobile il tempo non è trascorso invano: adesso i dirigibili sono pieni di elio e non di idrogeno, quindi non sono più infiammabili. Non hanno più alcuna struttura interna rigida, e quindi sono più leggeri e possono trasportare un carico maggiore. Infine sono dotati di stabilizzatori che li mantengono in perfetto assetto anche quando sono fermi.
Tra i molti compiti adatti ai dirigibili, si segnalano quelli che possono interessare la Protezione Civile, cioè contro gli incendi e nelle operazioni di soccorso in occasione di calamità naturali, e poi anche piccoli dirigibili automatici per segnalare qualsiasi principio di incendio.
Il dirigibile non ha bisogno di strade nè di aeroporti. Può attraversare con la stessa facilità mari e monti, ma è diverse volte più veloce di una nave e può trasportare molte più merci di un aereo. Può stare fermo in aria sia a grande altezza, sia a pochi metri dal suolo. E' quindi il mezzo più adatto per le ricerche e le operazioni di soccorso sia di giorno che di notte, nella bella e nella brutta stagione. Ed è il mezzo ideale quando un grosso cataclisma richiede il trasporto di grandi quantità di uomini e attrezzature, ma le vie di comunicazione sono interrotte.
Lo stesso dirigibile, attrezzato con grossi serbatoi, potrebbe essere adibito in estate ad operazioni antincendio, e nel resto dell'anno, a compiti di natura commerciale. I costi, quindi, sarebbero contenuti, e il servizio della Protezione Civile potrebbe affrontare (ancora) meglio la maggior parte delle emergenze.
 
Dirigibili per escursioni turistiche
Anche se c'è qualcuno disposto a spendere decine di milioni di Euro per osservare la Terra dallo spazio, non c'è dubbio che il nostro pianeta è molto più interessante quando è visto da vicino, cioè da bordo di un dirigibile.
Proviamo ad immaginare: se ci fosse un dirigibile che fa escursioni in mare partendo dalla Liguria per andare a vedere le balene, da questo punto d’osservazione privilegiato, per alto possa essere il costo del biglietto, ci sarebbe sempre la coda per salire a bordo. Si potrebbero fare due escursioni al giorno, in condizioni di grande comodità e senza soffrire il mal di mare, e i grandi cetacei potrebbero essere osservati molto meglio che da una piccola e scomodissima imbarcazione.
L'osservazione delle balene in mare aperto è solo un esempio del tipo di escursioni turistiche che si potrebbero fare con i dirigibili, per vedere dall'alto i posti più impervi e irraggiungibili, ma che spesso sono anche i più spettacolari: le vette delle Dolomiti, il corso del fiume Po, il delta e le lagune venete, le regioni più selvagge degli Appennini, l'interno della Sardegna, il massiccio dell'Etna ecc. Ce n'è per tutti i gusti, c'è solo l'imbarazzo della scelta.
Qualche grossa azienda italiana in cerca di nuove opportunità potrebbe mettersi a fabbricare dirigibili. Altre invece potrebbero comprare o affittare uno di questi ecologici e comodi mezzi di trasporto per organizzare gite turistiche di tipo insolito.
 
Canapa per usi industriali
L'assurda proibizione della canapa indiana si trascina dietro anche la proibizione di fatto della ancora più innocua canapa industriale. Questo perchè non è possibile riconoscere, in base alle caratteristiche visibili, se una pianta contiene poco o molto THC, il principio attivo della canapa indiana. Per questo chi coltiva canapa è sempre esposto al rischio di essere considerato un trafficante di droga, anche se in regola con la legge, cosa che scoraggia la ripresa di questa promettente coltivazione.
Infatti, oltre alla tradizionale fibra tessile, con la canapa si possono fabbricare molti prodotti di grande interesse, sia dal punto di vista economico che ambientale (vedi il sito della  Canapa).
La fibra potrebbe sostituire la più pericolosa fibra di vetro, e in futuro anche le carrozzerie delle auto potrebbero essere fabbricate con la fibra della canapa. Con il legno, molto ricco di cellulosa, si può fare la carta. Lo stesso legno può essere usato, al posto della ghiaia, per ottenere un calcestruzzo leggero, facile da mettere in opera, per pareti e solai non portanti, buon isolante termico e acustico. Con la fibra e il legno insieme si possono fabbricare diversi materiali, che vanno dai truciolati leggeri e robusti che tengono i chiodi e le viti, ai compensati marini. L'olio che si ottiene dai semi, oltre che un ottimo olio dietetico ricco di grassi insaturi, è la base per vernici, saponi e cosmetici di eccezionale valore. Ma anche la tradizionale fibra tessile è un prodotto di grande interesse: le lenzuola di canapa, fresche d'estate e calde d'inverno, migliorano la qualità della vita!
E poi la canapa ha importanti qualità agronomiche: è molto produttiva, è migliorativa del terreno, e riduce la necessità di diserbanti. Ed è l'ideale pianta da rinnovo per dare respiro ai campi troppo sfruttati dalle monocolture, tanto più importante oggi considerato che la barbabietola da zucchero, l'unica pianta da rinnovo che è rimasta, quasi non viene più coltivata. In definitiva la canapa è una pianta che può offrire nuove opportunità alla nostra economia, anche perchè non sarà mai conveniente il trasporto della fibra e del legno di canapa dalla Cina. Con la canapa, inoltre, si fanno prodotti di alto valore aggiunto come i cosmetici, dove tutto si gioca sulla qualità piuttosto che sui prezzi bassi. Purtroppo la libera coltivazione della canapa industriale in Italia è ancora (eco)fantascienza.
 
Digitalizzazione degli Archivi storici
L'Italia è il paese al mondo con il più grande patrimonio artistico e monumentale. Questa è una grande opportunità per il turismo, per l'immagine del nostro Paese e per la promozione del "made in Italy". Ma più o meno la stessa cosa si potrebbe dire anche del nostro patrimonio archivistico.
I nostri archivi storici sono i più importanti di tutto l'occidente, e se fossero adeguatamente valorizzati, potrebbero servire non poco a rilanciare un'immagine positiva del Bel Paese. Ma a costi molte volte inferiori rispetto al restauro di monumenti e opere d'arte.
Siamo nell'era di Internet, e costa sempre meno registrare e conservare dei documenti su un supporto magnetico. Ma allora, perchè i nostri archivi storici, a partire dai più antichi e importanti, non vengono digitalizzati e messi a disposizione di tutti, come del resto hanno già fatto diversi altri paesi?
Con un impegno veramente modesto potremmo mettere al sicuro da danni sempre possibili (furti, incendi, umidità, insetti ecc.) le nostre principali collezioni di documenti antichi, alcune delle quali arrivano fino all'epoca romana, e nello stesso tempo renderle finalmente accessibili agli studiosi di tutto il mondo.
Poter esaminare i documenti che si desiderano senza dover consultare l'originale, renderà possibili molte scoperte adesso inimmaginabili, ma servirà anche a rivalutare presso l'opinione pubblica internazionale l'immagine di quei politici che avranno preso questa lungimirante decisione.
Oltre agli archivi storici ci sono i libri antichi a partire dai codici miniati più importanti e preziosi, i libri non più coperti da diritti d’autore, le vecchie edizioni di giornali e riviste. Tutto, anche le vecchie cartoline dovrebbero alla fine finire su internet. E tutto questo sarebbe anche l’occasione per creare nuove opportunità di lavoro.
 
Trimarani per escursioni turistiche
I trimarani (si parla qui di barche da crociera e non da regata) sono velieri un po' particolari. Hanno tre scafi al posto di uno, di cui quello centrale, il più grande, è cabinato. Poichè sono natanti equilibrati dagli scafi laterali, lo scafo centrale non ha nè chiglia nè zavorra, è stretto e filante, ma ciononostante sostiene una cabina molto larga e spaziosa. Nel complesso la barca è molto leggera, specie se costruita in fibroresina, e quindi è molto veloce anche con poco vento, e pesca appena poche decine di centimetri.
Il trimarano è una grande piattaforma navigante, perchè tutto lo spazio compreso tra gli scafi è reso praticabile, compreso quello sopra la cabina. Questo grande spazio sopra e sottocoperta consente di imbarcare molti passeggeri e rende molto più comode tutte le manovre con la vela, anche perchè al traverso e in bolina si inclina al massimo di una ventina di gradi. Infine il trimarano è anche una barca molto sicura, perchè, non avendo chiglia e zavorra, è inaffondabile, anche quando tutti e tre gli scafi hanno una falla.
Però dalle nostre parti lo si può vedere raramente. Non per una questione di costi, perchè un trimarano nuovo costa quanto una normale barca a vela di uguale lunghezza. Il fatto è che in Italia c'è un numero insufficiente di porti turistici, e l'affitto di un posto barca ha spesso un costo esorbitante, tanto che molti tengono la loro barca in Croazia o in Grecia. Poichè un trimarano è largo il doppio di una barca normale, dovrebbe pagare l'affitto di ben due posti barca, e questo spiega perchè, nonostante le sue grandi qualità nautiche, in giro non se ne vedano.
Nonostante ciò il trimarano rimane la barca ideale per organizzare escursioni turistiche a vela. Infatti questo tipo di impiego non richiede l'occupazione di uno spazio all'interno di un porto dato che, grazie al suo ridotto pescaggio, può approdare direttamente sulla spiaggia per caricare a bordo i passeggeri. Con i trimarani la magica esperienza della vela sarebbe davvero alla portata di tutti, e altre persone potrebbero trovare un'occasione di lavoro.

Torna alla home