Il ritorno dei DIRIGIBILI
Sono i velivoli del futuro: potenti, ecologici, con prestazioni hi-tech.
E una volta decollati, si occuperanno di tutto: dal trasporto pesante al turismo,
dal controllo dell'ambiente alle missioni spaziali. di LUIGI BIGNAMI
Nei prossimi anni non ci stupiremo più se, sollevando lo sguardo, ci capiterà di vedere il cielo attraversato da dirigibili. Saranno affusolati e potenti, assolutamente silenziosi, veloci e, rispetto al passato, rivoluzionari. Alcuni saranno in grado di trasportare 1000 tonnellate da un continente all'altro, qualcosa come 800-900 automobili, altri rimarranno fissi sopra le grandi città a fare da ricevitori e trasmettitori di dati informatici; alcuni invece saranno inviati nella stratosfera per monitorare il pianeta; oppure avranno il compito di creare vere piogge artificiali per spegnere i grandi incendi delle foreste. A investire sulla nuova generazione dei dirigibili è, naturalmente, la società il cui nome si identifica con questi aeromobili: la Zeppelin si prepara a riconquistare gli spazi con un modello lungo 75 metri, in grado di trasportare 19 uomini per un'ora in voli turistici. La fama dello Zeppelin si deve a Ferdinand von Zeppelin, che nel 1900 lanciò il primo dirigibile sul Lago di Costanza. Ma il suo nome cadde in disgrazia con il pauroso incidente del 1937 negli Stati Uniti, quando il dirigibile Hindemburg si incendiò. A quell'epoca il gas che rendeva il dirigibile un mezzo più leggero dell'aria era l'idrogeno, altamente infiammabile. Un incidente simile oggi non sarebbe più possibile, dal momento che tutti i nuovi modelli funzionano a elio, gas assolutamente ignifugo. Se lo Zeppelin punta sul trasporto passeggeri e sul turismo, altre aziende stanno lavorando ad applicazioni diverse. L'americana Atg (Advanced tecnologies group) e l'inglese Sky Kitten progettano un vero mostro dei cieli, lo Sky Catamaran, chiamato familiarmente SkyCat. La sua forza sta nella capacità di carico: un primo progetto prevede 200 tonellate, ma subito dopo arriverà lo SkyCat 1000, che potrà trasferire, a 200 km all'ora, carichi da 1000 tonnellate. Avrà un fondo piatto e una cupola curva, linea che gli permette di ricevere una spinta aerodinamica verso l'alto pari al 40 per cento della propulsione necessaria alla salita; inoltre, grazie a speciali materiali di copertura innovativi, risulta praticamente invisibile ai radar e quindi perfetto per scopi militari. Gigantesche ventole lo aiuteranno ad atterrare e quando sarà a terra, ruotando in senso inverso, funzioneranno come un'ancora. I collaudi con un modello da 12 metri, chiamato Joey, sono già stati eseguiti con successo, mentre è in fase progettuale il prototipo SkyCat15, che porterà 15 tonnellate di carico. A rendere rivoluzionari i nuovi dirigibili non sono solo le dimensioni e la capacità di trasporto, ma anche la loro versatilità. L'Agenzia spaziale europea (Esa), insieme alla Daimler-Chrysler, punta a un velivolo per il controllo ambientale di aree a rischio di calamità. Il progetto si chiama Hale (High altitude long endurance) e l'obiettivo è portare a 20 km di quota una tonnellata di carico: attrezzature sia per sorvegliare l'ambiente, sia per intervenire in operazioni di emergenza in caso di disastri o emergenze ambientali. Potrebbero essere utili soprattutto nei paesi in via di sviluppo, dove le strutture a terra sono carenti o del tutto assenti. Potenti motori elettrici stabilizzeranno i dirigibili "spaziali", che in questo modo non saranno danneggiati dai forti venti in atmosfera, mentre l'energia necessaria sarà fornita da celle solari. Sempre a scopi ambientali, una società californiana sta costruendo un aeromobile-pompiere, capace di produrre piogge artificiali spegnendo gli incendi boschivi. Il dirigibile trasporterà un milione di litri di acqua e potrà essere rifornito in volo da altri velivoli. Spiega Ralph Pope della Wetzone Engineering di Huntington Beach: "Farà piovere a comando. Le sue valvole regolabili potranno rovesciare fino a 200 mila litri d'acqua all'ora". Un vantaggio non da poco. Il più grande aereo oggi in uso contro gli incendi trasporta non più di 13 mila litri, che deve rilasciare istantaneamente in voli radenti al fuoco, dunque pericolosi. Una volta domato un incendio, il dirigibile potrebbe essere utilizzato anche per spargere semi e fertilizzanti. Il primo modello di questo genere dovrebbe essere pronto tra tre anni. La Sky Station, insieme alla Atg (Advanced tecnologies group), sta infine studiando aeromobili a gas per scopi tecnologici. L'idea è quella di realizzare dirigibili da inviare nella stratosfera, come piattaforme o per servizi di telecomunicazioni. Posizionato a circa 20 km d'altezza, il dirigibile potrebbe controllare un'area di 75 km di diametro e fare da ripetitore per telefonia domestica, televisioni e Internet. "Il dirigibile, che avrà una vita di circa cinque anni, sarà del tutto autonomo; in caso di problemi potrà avvisare il centro di controllo a terra che lo farà atterrare per le riparazioni" afferma Mike Durham, della Atg. L'ultimo progetto è quello della società tedesca Cargolifter. Il più ambizioso, ma anche il più a rischio. La Cargolifter è in grosse dificoltà economiche e il suo Cl 160, che avrebbe dovuto prendere il volo tra 24 mesi è per ora congelato. L'idea, se si troveranno nuovi finanziamenti, è quella di mettere insieme una piccola flotta per il trasporto merci. Il dirigibile è di tipo semirigido: possiede cioè, nella parte inferiore, un'armatura rigida, la trave, dove trovano posto propulsore, cabina di pilotagio e stiva. Lungo 265 metri, con un diametro di 65, dovrebbe essere in grado di trasportare, a 90 chilometri all'ora, oggetti da 160 tonnellate fino a distanze di 10 mila km. Accanto ai giganti del cielo, infine, ci sarà spazio anche per minidirigibili, simili ai loro "fratelli" maggiori. Alcuni sono già in uso, altri in sperimentazione. Il Bright Moon Balloon, per esempio, è un pallone di pochi metri di diametro riempito con elio e un gas leggero in grado di produrre luce. Pensato per situazioni di emergenza, è ancorato a terra e viene fatto innalzare a qualche decina di metri dove può diffondere una luce analoga a quella diurna. Ricercatori dell'università di Berkeley hanno invece messo a punto un robot volante, lo Space Browser (vagabondo dello spazio). Si tratta di una sfera gonfiata a elio e mossa da minimotori, dotata di telecamera, microfono, altoparlanti e ricetrasmittente radio. Pesa 500 grammi e può essere teleguidata. L'idea è quella di utilizzarla in grandi sale per conferenze, come "portavoce" volante per chi deve parlare o porre domande.
Panorama, 5 settembre 2002