Alla scoperta della Grecia.
Verso l'Italia.
Il sistema per la guida automatica in autostrada.
(Auto leggere)
La fine dell'era dei rifiuti.
(Una civiltà senza petrolio)
(Lattine di alluminio)
Agriturismo e recupero del territorio.
Valorizzazione delle tradizioni e dei vecchi mestieri.
(Un insolito viaggio nei retroscena della storia)
(Il nuovo media Internet)
Il futuro dell'Italia.
(Democrazia e prefetto repugnano profondamente l'una all'altro) Venti giugno 2015, ultimo giorno del nostro viaggio. Abbiamo fatto colazione, e siamo seduti su un gradino davanti all'ingresso dell'albergo nell'attesa della partenza. Vicino a noi c'è un po' di confusione. Veniamo raggiunti da Laura e Roberto.
"Voi partite subito?".
"Sì, fra poco arriverà un pullman che poi ci porterà a capo Sunion. Prima però dobbiamo visitare il museo archeologico e il Partenone. Lasceremo Atene nel pomeriggio".
"Allora non ci vediamo più! È ora che ci salutiamo".
Seguono baci e abbracci e promesse di rivederci.
Sì, di solito queste promesse alla fine delle vacanze non hanno seguito. Ma questa volta è stato diverso. Ci siamo visti un mese dopo, poi siamo stati noi ad andarli a trovare dopo l'estate. Sì, ci è dispiaciuto vederli partire, come ci dispiace che questa vacanza stia per finire.
Partiamo anche noi con il pullman. Attraversiamo la città fino ad arrivare ai piedi dell'acropoli. Percorriamo la breve salita e ci fermiamo dieci minuti all'ingresso dei propilei dove ascoltiamo le spiegazioni della guida. Abbiamo a disposizione un'ora e mezza di tempo per la visita. C'è una grande ressa e fa già molto caldo. Ci aggiriamo in mezzo a tutta questa folla, facciamo il giro intorno al grande tempio di marmo bianco, visitiamo il piccolo museo dell'acropoli e abbiamo anche il tempo per bere qualcosa nel bar lì vicino.
Terminata la visita, con il pullman raggiungiamo il dirigibile e ci imbarchiamo per l'ultima volta, questa volta diretti in Italia.
Lasciamo Atene e prendiamo la direzione del mare. Costeggiamo l'isola di Salamina, sorvoliamo un braccio di mare trafficato, e ci dirigiamo anche noi, come queste navi, verso il canale di Corinto. Facciamo un giro panoramico sopra l'acropoli fortificata di Corinto situata in posizione dominante sulla cima di una montagna.
Punto strategico di fondamentale importanza, Corinto dominava l'unica porta d'accesso al Peloponneso. Il dirigibile è il mezzo ideale per queste visite dall'alto. Dell'antico tempio dorico rimangono ancora in piedi sette colonne monolitiche che si scorgono da grande distanza.
Adesso il programma prevede la visita ad altri importanti luoghi della Grecia, visita che faremo sempre dall'alto, senza fermarci e senza scendere. Il primo sito è Epidauro. La guida ci descrive i principali monumenti, tra cui il tempio, lo stadio, e il teatro, di cui si dice che abbia un'acustica insuperabile.
Percorriamo il territorio montagnoso alle spalle di Epidauro per raggiungere le antichissime città di Tirinto e di Micene, da cui partì la spedizione contro la città di Troia. Il dirigibile si abbassa e si aggira lentamente sopra le rovine. Impressionanti le mura ciclopiche di Tirinto, la città natale di Ercole. Queste mura danno veramente l'impressione di essere state costruite da uomini dalla forza sovrumana. Questa è veramente la degna patria di Ercole.
A poca distanza da Tirinto c'è Micene. Dal dirigibile vediamo la porta dei leoni che si apre nelle mura ciclopiche. Subito all'interno il cerchio delle tombe reali. Mentre osserviamo le rovine di Micene, possiamo confrontare quello che vediamo con una ricostruzione in realtà virtuale delle tombe, che comprende il tesoro nella disposizione in cui è stato ritrovato.
Lasciata Micene sorvoliamo una rigogliosa e verdeggiante pianura, ma già vediamo di fronte a noi le montagne verso le quali siamo diretti.
Questa è la mitica Arcadia, ci svela la guida. Un ambiente naturale incontaminato e dolcissimo, che, penso io, non deve essere molto cambiato negli ultimi due o tre mila anni. Tuttora queste montagne sono solitarie e quasi deserte.
La nostra meta adesso è il tempio di Apollo Epikurios di Basse. È situato a 1200 metri d'altezza in posizione isolata e grandiosa, circondato da una natura selvaggia. È una posizione quasi irraggiungibile, ma che noi raggiungiamo facilmente percorrendo le scorciatoie del cielo.
Il piccolo tempio, stile dorico all'esterno e ionico all'interno, probabilmente per la sua posizione isolata, è forse quello fra tutti meglio conservato. Ci fermiamo in corrispondenza di un piccolo spiazzo. Non c'è quasi nessuno. Facciamo una breve sosta, solo il tempo strettamente necessario per visitare l'interno. Mara ed io siamo gli ultimi ad uscire. Abbiamo atteso di rimanere da soli nel tempio per scambiarci un bacio, poi abbiamo raggiunto di corsa il dirigibile.
Attraversiamo altre montagne ricoperte di fitta vegetazione, e verso le undici e un quarto arriviamo ad Olimpia dove è prevista la sosta per il pranzo. Prima di posarsi il dirigibile ci offre la possibilità di abbracciare con una visione panoramica l'intero sito archeologico. Visitiamo il museo, e mi rimane impresso il semplice elmo di Milziade, offerto al tempio di Olimpia a ricordo della vittoria di Maratona.
Dopo la visita al museo e il pranzo risaliamo subito. Facciamo un altro un giro panoramico, diamo un'ultima occhiata ai ruderi del tempio di Zeus, dove si trovava una delle sette meraviglie del mondo, e ripartiamo.
Siamo diretti in questo momento sul mar Ionio. Il paesaggio che stiamo attraversando è sempre molto verde, lussureggiante, e in prossimità della costa, pianeggiante e ricoperto da coltivazioni di agrumi.
Mara ed io siamo rimasti fino a questo momento incollati al vetro per fissare negli occhi e nella memoria l'ultimo scampolo di magia di questo viaggio, ma quando raggiungiamo il mare ci rialziamo, quasi prendendo atto che la nostra vacanza è finita: siamo sul Mar Ionio, d'ora in avanti possiamo solo pensare che stiamo tornando in Italia.
Mentre raggiungiamo il salone del bar, cominciamo ad entrare nell'ordine di idee che domani saremo a casa, che non dormiremo più in albergo, che saremo noi le piccole formiche che tante volte abbiamo visto muoversi lentamente, laggiù in basso.
Da quando abbiamo lasciato Atene il dirigibile è meno affollato. Trenta o quaranta persone sono rimaste a terra per continuare le vacanze al mare, e adesso nel salone di prua c'è meno gente del solito. Troviamo libero proprio il divanetto che sta al centro, sul davanti, di fronte alla vetrata. Non ci era mai capitato finora di trovarlo libero, ma d'ora in poi saremo noi ad ammirare il panorama da questa posizione privilegiata.
Domani, anzi questa sera, saremo in Italia, e dovremo riabituarci alla vita di sempre, riprendere il nostro lavoro e le nostre abitudini.
Come sempre quando sono in vacanza mi ero quasi scordato dell'Italia. Non ho più letto notizie da diversi giorni. Chissà se è successo qualcosa di importante: no, sicuramente lo avrei saputo, lo avrei sentito raccontare dai miei compagni di viaggio. Se fosse successo qualcosa la voce si sarebbe diffusa, mi sarebbero arrivati dei messaggi sul mio computer portatile, che in ogni caso in questi giorni ho acceso poco.
Ma adesso comincia di nuovo ad interessarmi dell'Italia, e leggo le ultime notizie della cronaca. Distolgo lo sguardo dallo schermo solo quando il dirigibile si infila nel canale tra le isole di Itaca e di Cefalonia, e guardo con una punta di tristezza questo paesaggio dolcissimo, nel quale però non ci possiamo fermare.
Le notizie dall'Italia non sono molto importanti. I soliti fatti di cronaca. Chissà perchè i fatti di cronaca interessano tanto e occupano sempre il primo posto nei notiziari. Le solite cose: un po' di cronaca nera, qualche incidente stradale, un'operazione di polizia contro i soliti criminali informatici.
E poi le notizie economiche. L'economia "tira", il turismo anche. Adesso l'economia va bene. L'Italia si avvia a diventare uno dei paesi più avanzati del mondo. Tra i primi posti per lo sviluppo economico, ma anche molto avanti nella difesa dell'ambiente.
Negli ultimi anni sono state completate diverse importanti opere pubbliche, ed il paese ha ormai colmato il suo storico ritardo nelle grandi infrastrutture. È stata completata la rete autostradale, che comprende adesso anche il ponte sullo stretto di Messina, in questo momento il ponte sospeso più grande e famoso del mondo.
L'Italia è anche uno dei primi paesi ad avere installato nelle autostrade il sistema per la guida automatica dei veicoli. Le auto che entrano in autostrada devono avere in dotazione l'apposito impianto, e appena superano il casello dell'autostrada, il controllo del veicolo viene preso in carico dal sistema che incanala l'automobile nella giusta corsia (la prima per i camion e le successive per le auto). I passeggeri, mentre viaggiano in autostrada, possono dedicarsi ad altro: lavorare al computer, vedere un film, godersi il paesaggio, dormire, o fare qualsiasi altra cosa desiderino come in casa propria o nel proprio ufficio. Pensa a tutto il sistema di guida automatica dell'autostrada, che prima del casello di uscita avverte il conducente perchè si prepari a riprendere di nuovo la guida.
Questo sistema all'avanguardia richiede che tutti i mezzi siano dotati dell'impianto per la guida automatica, ma comporta numerosi vantaggi. Viaggiare in autostrada non è più tempo perso. È stato eliminato il pericolo di incidenti stradali, inoltre il traffico è sempre regolare, non ci sono più nè code nè ingorghi nè rallentamenti. Non esiste più nemmeno il problema della nebbia, e i terrificanti ammassi di lamiere di qualche anno fa, quando c'erano ancora le auto pesanti, sono solo un brutto ricordo.
Bisogna dire che all'inizio molti mugugnavano, perchè non potevano più sfoggiare le caratteristiche superiori della loro automobile, ma non potevano nemmeno protestare troppo perchè sarebbe stato come ammettere che avevano manomesso la loro auto per poter superare i limiti di velocità. Del resto da molto tempo non c'era più nessuna tolleranza per chi superava i limiti. L'opinione pubblica da anni chiedeva che si facesse qualcosa per limitare il costo pazzesco degli incidenti stradali, sia umano che economico.
E la situazione è migliorata anche nelle strade normali. I camion adesso hanno tutti in dotazione una apparecchiatura, la stessa del nostro dirigibile, che segnala in ogni istante la propria posizione ad un computer centrale, e le automobili possono montare un dispositivo (non è ancora obbligatorio, ma si prevede che lo diventerà presto) che segnala la presenza di mezzi pesanti nella strada che si sta percorrendo. Il dispositivo in questione è in realtà un sistema automatico di assistenza alla guida, molto utile quando si percorrono strade sconosciute, di notte o quando c'è la nebbia. Quando è attivato svolge le funzioni che aveva il navigatore nei rally automobilistici. Una voce, proprio come se ci fosse un vero navigatore seduto accanto al pilota, avverte della prossima curva, del prossimo semaforo, del prossimo incrocio, e avverte anche se sta arrivando un camion dalla direzione opposta.
Queste soluzioni si sono rese necessarie per ridurre al minimo gli incidenti stradali, in particolare tra le auto e i mezzi pesanti. È pur vero che con auto così leggere e con gli attuali limiti basta poco per assorbire l'energia cinetica di uno scontro, e anche quando è coinvolto un camion difficilmente gli incidenti hanno conseguenze mortali. Ma la diminuzione degli incidenti stradali rimane sempre uno dei principali obiettivi.
Sono stati fatti anche dei grossi investimenti per la manutenzione del manto stradale, per migliorare la segnaletica e per risolvere i punti di maggiore pericolosità. Ma prima ancora sono stati adottati più severi limiti di velocità (in città 30 chilometri l'ora) e questi limiti vengono fatti rispettare. Allo stesso modo è punito con il ritiro della patente chi guida in stato di ebbrezza e in ogni caso in condizioni di insicurezza. Con queste misure il numero e la gravità degli incidenti stradali è stato ridotto ad una piccola frazione di quello che erano solo dieci anni prima.
Si è cercato anche di ridurre il traffico degli autoveicoli potenziando il trasporto ferroviario e costruendo metropolitane nelle principali città, non solo Roma e Milano, che ora sono dotate di una fitta rete di collegamenti, ma anche Torino, Genova, Verona, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Catania e Palermo.
Inoltre, con la costruzione delle idrovie nella pianura padano-veneta e il potenziamento dei porti lungo tutta la penisola, il trasporto merci si sta gradualmente spostando dalla strada alle vie d'acqua. Il traffico merci su gomma dovrebbe ulteriormente diminuire man mano che si diffonderanno i dirigibili da trasporto. Adesso le fabbriche danno la precedenza al trasporto di persone, ma si prevede che in futuro i dirigibili saranno ampiamente utilizzati anche per il trasporto delle merci.
Il trasporto merci via acqua ha diminuito il traffico pesante su strade e autostrade, ha dimezzato i costi, e reso conveniente il trasporto e il riciclaggio di materiali che prima sarebbero stati considerati solo dei rifiuti. Del resto ormai non esistono quasi più rifiuti destinati a rimanere inutilizzati, gettati in discarica o inceneriti. L'era dei rifiuti, durata solo un secolo, ma che farà sentire per sempre i suoi effetti devastanti, ormai si può considerare conclusa.
Il problema dei rifiuti è stato risolto alla radice facendo in modo di produrne di meno, piuttosto che intervenire in un secondo tempo con sistemi di smaltimento. Fondamentale è stata la sostituzione dei materiali plastici, delle vernici, dei detersivi e della fibra di vetro con analoghi materiali fabbricati con materie prime naturali e non inquinanti come la cellulosa, l'amido di mais, l'olio di semi di canapa e la fibra di canapa. Tutte queste materie prime naturali rendono i processi di fabbricazione meno inquinanti e hanno ridotto la quantità di rifiuti da smaltire. Ma più che altro hanno reso più facile la suddivisione dei rifiuti domestici in modo che possano essere riciclati. Le famiglie devono solo dividere i rifiuti "umidi", che vengono raccolti giornalmente, dagli altri. Nei rifiuti umidi sono compresi gli scarti di cucina, la carta, e i materiali organici in genere.
Per quanto riguarda il vetro sono state unificate le misure di tutti i contenitori (bottiglie, bottigliette, vasetti), e i consumatori li riconsegnano in cambio di un piccolo sconto. Per il resto è il governo europeo che si occupa di evitare che vengano immessi sul mercato prodotti difficili da riciclare. Per esempio sono stati aboliti gli imballaggi compositi. Le aziende, se vogliono usare nei loro imballaggi la carta argentata, devono tenerla separata dalla carta o dal cartone, in modo che posa essere selezionata dagli impianti di riciclaggio.
I rifiuti umidi vengono trattati localmente: i materiali più grossolani e più asciutti, come carta e legno, sono destinati alla produzione di energia, mentre tutto il resto viene trasformato in fertilizzanti. I rifiuti diversi vengono invece concentrati in grandi impianti di trattamento, ce ne sono solo tre in tutta l'Italia, dove i vari materiali vengono separati e smistati per le diverse utilizzazioni: vetro, ferro, alluminio, plastica, materiali inerti ecc. Il trasporto avviene quasi tutto via acqua, perchè quasi tutte le principali città del Nord sono collegate dalle vie fluviali e le città della penisola sono quasi tutte sul mare o a poca distanza dal mare.
Il trasporto delle merci via acqua, dimezzando i costi, ha reso conveniente il trasporto di questi rifiuti, che si trasformano così in materie prime utilizzabili: non più rifiuti da scaricare nell'ambiente, ma preziose materie prime che non devono più essere importate.
Vengono riciclati anche i vecchi elettrodomestici e le auto. Le auto sono in gran parte costruite con materiali riciclabili: la carrozzeria, le gomme, e gli interni in materiali a base di canapa, vengono mandati negli inceneritori per produrre energia, mentre il vetro e i metalli agli impianti di riciclaggio. Gli elettrodomestici, compresi i computer, i telefonini, i dischi e i nastri di memoria, vengono mandati in appositi centri di recupero specializzati.
È stato completato anche il piano per il riciclo totale delle acque nere delle fognature. Adesso anche nelle città minori le acque nere vengono trattate in modo da essere trasformate in fertilizzanti. I detersivi, fabbricati con oli vegetali, non inquinano più i corsi d'acqua e non costituiscono più un problema.
Stiamo per raggiungere il capo di Santa Maria di Leuca. Lo aggireremo passando a Ovest della penisola Salentina, e risaliremo lo stivale dall'interno. Non potremo comunque vedere più di tanto, perchè non abbiamo tempo nè di rallentare nè di fermarci. E anche viaggiando al massimo della velocità, non saremo a Ferrara prima delle nove.
Mentre attraversiamo il golfo di Taranto passando al largo della costa, vediamo anche qui dei trimarani a vela. Anche in Italia cominciano a diffondersi, specialmente quelli che organizzano gite di una giornata. Ormai siamo in piena stagione turistica, e i trimarani non hanno bisogno di porti perchè vanno a caricare i turisti direttamente sulle spiagge. E anche alla fine della stagione non andranno ad intasare i porticcioli turistici, ma verranno tirati in secco in appositi piazzali per il ricovero e la manutenzione invernale.
Il Meridione si è lanciato nel turismo e nell'industria delle vacanze, ha risolto in questo modo il problema dei porti turistici, ma più che altro ha seguito la sua naturale vocazione valorizzando il suo grande patrimonio artistico e monumentale, nonchè il mare, il clima e i suoi prodotti alimentari tipici.
Non che il turismo e la gastronomia per il Sud siano una novità: no di certo: il mare, le città d'arte e la cucina mediterranea sono sempre stati i punti di forza dell'economia meridionale. Ma a limitare l'espansione del turismo c'era l'insufficienza delle infrastrutture e una scarsa attività promozionale.
Adesso queste insufficienze sono state colmate, e sono state investite notevoli risorse anche nella tutela del territorio.
Prima di tutto nella difesa contro gli incendi. Adesso le regioni più a rischio sono sorvegliate da piccoli dirigibili automatici lunghi dieci metri che, grazie alle telecamere a raggi infrarossi, segnalano qualsiasi principio d'incendio. Gli incendi in passato erano un grosso problema, ed erano spesso la causa indiretta di frane e alluvioni. Ma adesso gli incendi sono segnalati con tempestività, in modo da intervenire in poche decine di minuti. Il sistema di sorveglianza automatica ha dimostrato tutta la sua efficacia, e ha avuto persino l'effetto di scoraggiare i piromani dal praticare il loro sport preferito.
Ma anche se i piromani hanno cambiato mestiere, la vigilanza non viene smobilitata, se non altro perchè le spese sono già state fatte, e il mantenimento del sistema di sorveglianza non costa quasi nulla.
La situazione delle aree verdi in questi ultimi anni è decisamente migliorata, e non solo per l'efficacia della sorveglianza antincendio. Grazie al diminuito fabbisogno di legname vaste superfici di bosco non sono più sfruttate in alcun modo, e sono state di fatto restituite alla natura, anche se solo in qualche caso si parla di parchi naturali.
Nell'ambito della politica del territorio sono stati pianificati gli insediamenti turistici, in modo da concentrarli nei luoghi dotati di infrastrutture, che si alternano alle zone di salvaguardia della costa. In diversi casi lo stato ha espropriato, e in qualche caso sequestrato per poi demolirli, edifici che deturpavano il territorio in zone di salvaguardia. Inoltre sono stati incentivati i campeggi che godono di un trattamento fiscale più favorevole rispetto agli alberghi.
Ma nel Meridione non c'è solo il turismo estivo, balneare: la vera novità di questi anni è il turismo "stanziale", quello che dura tutto l'anno e che interessa le zone interne, i tanti paesini di montagna che fino a pochi anni fa rischiavano l'emarginazione e l'abbandono.
Le piccole realtà rurali stanno conoscendo in questo momento una doppia rivalutazione: da una parte i prodotti alimentari tipici e l'artigianato, dall'altra il turismo e l'agriturismo. All'agriturismo sono interessati in particolare gli abitanti del centro e Nord Europa, che sanno di trovare anche in inverno clima migliore, calda accoglienza e buona cucina, oltre che una base per le escursioni nelle città d'arte.
A proposito di luoghi di interesse turistico abbiamo lasciato il mare all'altezza del sito dell'antica Metaponto. Adesso seguiamo il corso del fiume Bradano, poi continueremo a risalire la penisola verso l'interno.
La prima regione in Italia a inventare l'economia dell'agriturismo era stata la Toscana. Buona cucina, eccezionale patrimonio d'arte e clima mediterraneo ne avevano fatto la meta preferita del turismo europeo. Molti, prima di tutto inglesi, hanno comprato case nella campagna toscana e le hanno restaurate. E per chi non può permettersi una seconda abitazione sono sorte come funghi le aziende agrituristiche, che hanno contribuito alla valorizzazione dei prodotti tipici delle zone rurali favorendone un equilibrato sviluppo economico. Il Sud ha imparato la lezione.
Stiamo osservando il paesaggio: a parte le immediate vicinanze del fiume Bradano, il territorio è piuttosto brullo, con qualche vigneto e qualche coltivazione di ulivi. Le colline intorno sono aride, sassose, non adatte all'agricoltura, ma non del tutto spoglie: una vegetazione sporadica, selvatica, e qualche pascolo stentato. Ma il panorama ben presto cambia: adesso le colline spoglie sono state sostituite da montagne più alte, quasi completamente ricoperte di boschi. La coltre verde è interrotta ogni tanto dai pascoli e dai paesi arroccati sulle sommità dei monti.
Per favorire il turismo è stato necessario completare le infrastrutture, ma per rivalutare i prodotti tipici e le tradizioni artigianali il ruolo di Internet è stato fondamentale.
Qualcuno sosteneva, oppure temeva, che la globalizzazione e Internet avrebbero appiattito i gusti e provocato la scomparsa delle piccole produzioni di qualità, e non si può negare che le cose spesso sono andate proprio così. Eppure, proprio grazie a Internet, è stato possibile salvare e poi trasformare in una risorsa preziosa sia i prodotti alimentari tipici che tanti vecchi mestieri ormai quasi scomparsi.
Tutto era cominciato dalle ricette di cucina. L'idea, semplice e quasi banale, era stata all'inizio solo quella di raccogliere in un DVD interattivo un certo numero di ricette di cucina, filmate nelle varie fasi della loro esecuzione.
Già da anni in televisione apparivano delle rubriche fisse dedicate alla cucina, nelle quali veniva mostrata l'esecuzione di qualche ricetta. Ad esibirsi erano i cuochi più famosi, ma anche sconosciute massaie che preparavano i piatti della tradizione italiana. Poi erano diventate molto popolari le trasmissioni domenicali che mostravano le feste di paese, dove venivano mostrati, oltre ai gruppi folcloristici, anche i prodotti tipici della cucina locale, e di nuovo l'esecuzione di qualche ricetta.
C'è voluto poco a raccogliere nel primo DVD interattivo una raccolta di ricette filmate prendendole da queste trasmissioni.
Ben presto apparvero delle raccolte in cui le ricette erano appositamente selezionate, e grazie alla possibilità di vedere e rivedere qualsiasi punto dei filmati, chiunque, anche se inesperto, poteva imparare a cucinare una buona pastasciutta, un arrosto o una torta: non era altro che un libro di cucina che si era messo al passo con i tempi.
I ricettari su DVD ebbero subito un certo successo, e anzi a suo tempo contribuirono alla diffusione dei lettori di DVD ROM (in modo analogo a quello che era successo con le videocassette: solo che a dare la spinta alla vendita dei videoregistratori erano state le cassette pornografiche!).
Non solo questi DVD ebbero un buon successo in Italia, ma tradotti prima in inglese poi in altre lingue, tra cui il Giapponese, si diffusero presto anche all'estero.
Man mano che si allargava la rete di cavi a fibre ottiche, le ricette filmate finirono anche su Internet, dove si potevano scaricare liberamente perchè ci si era accorti che trascinavano la vendita di prodotti come pasta, olio, pomodori ecc. Alla fine in tutte le regioni italiane, comprese le più sperdute località di montagna, si cominciarono a filmare e mettere su Internet le ricette locali insieme alla pubblicità dei prodotti alimentari tipici.
Adesso su Internet si possono trovare lunghe liste di ricette selezionate in base alla provenienza e agli ingredienti. Sempre su Internet si possono comprare direttamente gran parte delle materie prime oltre a tantissimi prodotti alimentari già pronti.
Era già da diverso tempo che la gente si era abituata a fare la spesa nei supermercati virtuali. Una volta per fare la spesa bisognava perdere un intero pomeriggio, spesso l'unico pomeriggio libero della settimana. Bisognava tirare fuori la macchina, attraversare mezza città, perdere ore al supermercato, riattraversare la città, parcheggiare e portare la spesa fin dentro casa. Adesso è sufficiente andare sulle liste dei prodotti e lanciare l'ordine, e la spesa arriva a casa il giorno stesso o il giorno dopo all'ora desiderata.
Su Internet si possono trovare una quantitè di prodotti tipici, oltre agli ingredienti di qualsiasi ricetta. Qualcuno è convinto che Internet e i supermercati virtuali favoriscano i prodotti dell'industria alimentare, ma proprio Internet ha fatto arrivare sul mercato tutta la tradizione della cucina italiana, insieme ad una miriade di prodotti che finora non erano mai usciti da un ambito strettamente locale.
Così, se escludiamo cose come la mozzarella di bufala e qualche altra specialità famosa, proprio i prodotti alimentari più genuini erano quelli che costavano di meno, per la ragione che potevano rivolgersi solo ad un mercato locale. A riequilibrare le cose ci sta pensando Internet. Tutti questi prodotti, grazie anche ai ricettari filmati, vengono fatti conoscere e venduti via Internet, e questo è servito a rilanciare tutta l'economia che c'è dietro. Adesso è diventato di moda andare ad abitare in un piccolo paese di montagna, aprire un agriturismo, mettersi a coltivare un pezzetto di terra, vendere prodotti tipici.
Naturalmente non solo in Italia sono state filmate le ricette e promossi i prodotti locali, ma la ricchezza e la varietà delle tradizioni italiane è tale da non temere paragoni con quella di nessun altro paese al mondo. Ma poi non ci si è fermati alla cucina. Subito dopo è stata la volta delle più disparate attività artigianali.
Stiamo sorvolando già da un po' di tempo questo paesaggio fatto solo di montagne. Vediamo montagne per chilometri tutt'intorno, montagne e vallate che si susseguono, ricoperte di boschi, di vigneti, di pascoli, e non mancano le coltivazioni intensive nelle zone pianeggianti. Poi i paesi arroccati sui colli e sui monti, e poi ancora montagne disabitate, valli strette e incassate, isolate, ricoperte di fitta vegetazione.
Dopo le ricette di cucina anche i diversi mestieri artigianali sono finiti su Internet. Internet è l'alfabeto del nostro tempo, e tutto ormai è destinato ad essere scritto con questo alfabeto. Tanti vecchi mestieri, tante operazioni una volta importanti ma ormai dimenticate hanno cominciato ad essere fedelmente ricostruite fase per fase, operazione per operazione, e tutto viene filmato.
Alcune case editrici, dopo aver capito che ormai la principale forma di comunicazione non era più il testo scritto ma il filmato, hanno pubblicato prima su DVD e poi su Internet l'arte della falegnameria, poi quella della lavorazione del ferro, del vetro, del cuoio, della ceramica, dei vimini, e poi i mestieri della tessitura, dell'ebanisteria, della lucidatura, della pittura ad olio e a fresco, della scultura del legno e del marmo, della glittica, della liuteria...
Ore e ore di registrazioni per ognuna di questi mestieri, con le descrizioni degli attrezzi da lavoro, le immagini in tre dimensioni, le spiegazioni. Non è facile, per esempio, descrivere l'arte della lavorazione del legno. Ci sono tanti trucchi del mestiere che servono a ottenere tutto quello che si vuole con strumenti spesso semplicissimi. C'è dietro tutta una raffinata sapienza, frutto di secoli di sperimentazioni, non sempre facile da catturare con una cinepresa.
Ed è anche vero che non si può pretendere di imparare un mestiere come quello del falegname guardando un filmato di un'ora. Una volta gli apprendisti ci impiegavano degli anni. Bisogna imparare a conoscere il legno, gli strumenti di lavoro e come si usano, e poi occorre la pratica. Ma la paziente ricostruzione filmata di tutte le fasi di lavorazione farà sì che questo patrimonio di conoscenze non vada perduto, e darà la possibilità a chiunque, quando lo vorrà, di far rivivere queste antichissime arti.
Di ognuno dei principali mestieri ci può essere in giro più di una versione, sia perchè le tradizioni spesso si diversificano a seconda delle località, sia perchè queste ricostruzioni diventano sempre più complete e ben fatte.
Anche la registrazione filmata delle arti e mestieri ha comportato importanti conseguenze sul piano pratico. Innanzi tutto le case editrici hanno scoperto un nuovo filone da sfruttare, e come per le ricette di cucina questi prodotti editoriali vanno molto anche all'estero. Ma c'è stato anche un risveglio di interesse del pubblico per i prodotti artigianali. Chi se lo può permettere si porta in casa un mobile di legno e di buona falegnameria, dei tessuti fatti a mano e colorati con tinte naturali, o dei prodotti alimentari genuini.
A beneficiare di questo rinnovato interesse per l'artigianato sono di nuovo i piccoli paesi dove i vecchi mestieri non erano ancora del tutto scomparsi. I prodotti dell'artigianato vengono messi in vetrina su Internet, e chiunque può comprarli e farseli spedire a casa da qualsiasi parte del mondo. E poi ci sono l'agriturismo e gli acquisti dei turisti.
Superiamo l'ultimo crinale, scopriamo dall'altra parte una nuova valle, un nuovo inedito scenario naturale. Ci abbassiamo, e seguiamo il torrente fino ad un lago dal colore azzurro intenso.
Mara mi fa notare che siamo sopra il parco nazionale d'Abruzzo, famoso per la presenza dell'orso e della lince. Seduti di fronte al vuoto, ci sentiamo quasi intimoriti dalla grandiosità di questi panorami, e ci stringiamo istintivamente la mano.
Attraversiamo un'altra maestosa vallata dove delle radure si alternano a un bosco fitto, percorriamo a mezza costa il fianco di una montagna, un'immensa distesa alberata che termina in basso con un torrente, superiamo ancora un altro crinale per scoprire una stretta valle con le pareti della montagna quasi verticali, poco meno di una voragine, si fa fatica a vedere il fondo.
La superficie delle foreste in Italia sta aumentando. La fauna selvatica, come il lupo, il cervo, l'orso e la lince sta uscendo dai parchi per colonizzare le regioni centrali degli Appennini, proprio quelle che stiamo sorvolando.
L'Italia è un paese in prevalenza montagnoso, fatto di colline e piccoli paesi, ma noi stiamo adesso osservando un paesaggio in cui le montagne sono alte e le valli profonde. Da lontano si può riconoscere la sagoma inconfondibile del Gran Sasso. Dalla cima del Gran Sasso, qualche anno fa, ho potuto abbracciare con lo sguardo un vasto panorama tutt'intorno. Ma dal dirigibile, senza fare fatica, possiamo ammirare un panorama ancora più grande, troppo grande, sarei quasi tentato di dire che da qui possiamo vedere "tutto". Il nostro è sicuramente un punto di osservazione privilegiato, un punto di osservazione che invita a riflettere.
Ma forse a renderci silenziosi c'è anche la consapevolezza che stiamo per concludere il nostro viaggio. Questo è il nostro paese, è molto cambiato in questi ultimi anni. Adesso l'Italia è un paese moderno, e anche la situazione dell'ambiente è migliorata. Uno stato moderno, un paese all'avanguardia. Una democrazia che finalmente funziona.
Da quando sono stati aboliti i prefetti ed è stato realizzato il federalismo c'è stata la piena assunzione di responsabilità da parte degli amministratori locali, e la gente ha capito che finalmente può partecipare da vicino alle decisioni che la riguardano. Adesso è normale che ci siano i referendum locali per decidere di una scuola, di un ospedale, o del rifacimento di una piazza. Queste decisioni è meglio che vengano lasciate alla cittadinanza, visto che sono i cittadini a usare queste strutture e a pagarne i relativi costi.
E il cambiamento c'è stato anche a livello nazionale.
Adesso non sono più i partiti a stabilire quello che il governo deve e non deve fare, ma i cittadini che lo hanno scelto. Con governi più responsabili e con processi decisionali più trasparenti, finalmente la gestione della cosa pubblica ha fatto un salto di qualità. È stato portato avanti un grande piano per l'adeguamento delle infrastrutture, sono state costruite le metropolitane e le vie d'acqua, potenziati i porti, installato sulle autostrade il sistema per la guida automatica dei veicoli, costruito il ponte sullo stretto di Messina, migliorato lo stato delle strade e delle ferrovie.
Sono stati registrati in forma digitalizzata tutti gli aspetti della cultura e dell'economia tradizionali, oltre agli archivi storici, ai monumenti e alle opere d'arte.
Ma è stato fatto molto anche per l'ambiente. I rifiuti domestici vengono interamente riciclati, sono stati costruiti i depuratori, è stato risolto il problema degli incendi dei boschi, è stata favorita la riconversione delle centrali elettriche, è stato tolto ogni impedimento alla coltivazione della canapa e favorita la riconversione delle cartiere e dell'industria tessile. Con la diffusione delle auto leggere, con le metropolitane e le nuove centrali elettriche sono stati ridotti a valori modesti il consumo e la dipendenza dagli idrocarburi.
I processi di fabbricazione della carta, della plastica, delle vernici e dei detersivi, che prima erano tra i più inquinanti, adesso sono diventati "puliti", e in agricoltura, con la coltivazione della canapa, è crollato il consumo dei pesticidi. È stata sviluppata nel Mezzogiorno l'economia del turismo, dell'agriturismo e dell'artigianato tradizionali.
È stata migliorata la qualità degli allevamenti. Si produce meno carne, ma di miglior qualità, e le deiezioni degli animali sono convertite in compost (e le lettiere di legno di canapa, dieci volte piè assorbenti della paglia, favoriscono il compostaggio).
L'olio dietetico di semi di canapa è diventato un importante integratore della dieta, e ha contribuito a far diminuire le malattie di cuore. I farmaci a base di cannabis ne hanno sostituito tanti altri dai pesanti effetti collaterali, e più che altro hanno convinto tutti che i farmaci naturali sono meglio di quelli artificiali e non ne hanno le controindicazioni.
Infine sono stati riscoperti i tessuti di canapa. Di nuovo i blue jeans sono di canapa, e nessuno può più fare a meno delle lenzuola di canapa.
Ci stiamo avvicinando a Bologna. Si vedono le ombre delle montagne progressivamente allungarsi, sempre più frequenti le luci delle case e delle automobili. Fra poco saremo arrivati! Ho aiutato Mara a prendere i bagagli e a portarli nel salone di prua per prepararsi a scendere. Passiamo vicino al santuario di S. Luca, e cominciamo la discesa verso il parcheggio dello stadio.
Quando siamo a terra saluto Mara, l'abbraccio, poi la aiuto a scendere prendendole le valigie. Ci salutiamo ancora con la mano quando la porta si richiude e il dirigibile ricomincia a salire.
Prossima tappa Ferrara, ancora una quindicina di minuti. Adesso il paesaggio è piatto come una tavola da biliardo. I campi squadrati, le case, i canali, le strade, qualche filare di alberi, e poi i campi di canapa, già alta: di nuovo Ferrara è diventata la capitale della canapa, di nuovo qui si produce la fibra tessile di canapa migliore del mondo.
E finalmente le mura di Ferrara, le familiari torri del castello, la cattedrale. È già quasi buio quando il dirigibile si posa a terra. Saluto nella confusione qualcuno dei miei compagni di viaggio, e finalmente si scende. Di nuovo a casa: anche quest'anno le vacanze sono finite. Ma è stata proprio una bella vacanza!