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 FARE INFORMAZIONE IN MANIERA EFFICACE - Internet favorisce o penalizza l'informazione di qualita'?
Fare informazione in maniera efficace richiede troppe risorse
La società dell'informazione.

La libera circolazione delle informazioni è sempre stata un ingrediente fondamentale di ogni democrazia.
Nell'antica democrazia ateniese non esistevano i giornali, e la diffusione delle informazioni politiche era affidata al dibattito nell'Assemblea, alla discussione e ai rapporti interpersonali diretti (vedi descrizione della democrazia ateniese nel capitolo IX del romanzo " Vacanze in dirigibile").
Nelle democrazie moderne, che si differenziano da quelle antiche prima di tutto per le loro dimensioni, lo scambio delle informazioni avviene attraverso i media, cioè i giornali, le riviste, la radio, la televisione, i libri, il cinema e da ultimo Internet.
Non è un caso se il giornalismo è nato ed è cresciuto con prima democrazia moderna, gli Stati Uniti d'America, da dove si è diffuso in tutto il mondo.
Dalle prime forme di giornalismo l'informazione mediata ha percorso moltissima strada: ai media cartacei si sono aggiunti strumenti ancora più pervasivi, come la radio, la televisione e il cinema, che ormai fanno parte della nostra esistenza.
I media sono in perenne competizione tra loro per la visibilità, ma per conquistare l'interesse del pubblico è necessario mettere in campo molti mezzi. E anche per fare del buon cinema e della buona televisione occorrono grandi capitali. Sono talmente grandi gli investimenti necessari, che i principali network dell'informazione devono avere dimensioni almeno nazionali. Gli operatori più piccoli devono accontentarsi delle briciole, e tendono quindi a specializzarsi su argomenti particolari o localistici.Questa situazione, però, comporta il rischio che l'informazione alla fine la facciano solo pochi grandi gruppi, mentre chi non ha mezzi, nonostante la formale libertà di espressione, rischia di essere tagliato fuori. E anche se i maggiori media, per non perdere quote di mercato, cercano di dare spazio a tutte le voci, nello stesso tempo, sempre per ragioni di audience, privilegiano il conformismo, e quindi i luoghi comuni e la banalità, rendendo difficile l'emersione di idee nuove e originali, non conformiste o in qualche modo problematiche.
Il vero pericolo è che le grosse lobby di potere, proprio perchè dispongono di molti mezzi, possano occupare tutto lo spazio di informazione disponibile. La libera società democratica potrebbe così trasformarsi in un mondo in cui l'accesso all'informazione diventa sempre più difficile, e nella quale è di fatto impedito l'emergere delle voci critiche o isolate, ma che potrebbero meglio individuare l'interesse collettivo o quello dei settori più deboli della società. Una situazione che può essere paragonata, per taluni aspetti, a quella dei regimi totalitari, in cui gli organi di informazione, nati come strumento di democrazia, vengono invece usati a sostegno degli interessi del gruppo di potere dominante. Adesso però, grazie ad Internet, le carte si stanno un po' rimescolando

Internet come nuovo media


Internet è l'ultimo canale per la trasmissione di informazioni comparso sulla scena, ma anche quello più importante, perchè è destinato col tempo ad assorbire tutti gli altri. In un prossimo futuro i giornali, i libri, la radio, la televisione, il cinema, e poi la posta e il telefono passeranno attraverso Internet e cambieranno anche la loro natura, diventando multimediali, ipertestuali e interattivi.
I grossi interessi, però, hanno già cominciato a ritagliarsi il loro spazio nella rete: anche qui chi ha più risorse economiche riesce ad ottenere più facilmente visibilità. D'altra parte Internet offre l'opportunità di far sentire la propria voce anche a chi non ha grossi mezzi economici, perchè abbassa fin quasi a zero il costo di pubblicazione. Inoltre la grande rete è internazionale, e questo significa che chi ha pochi mezzi non è più confinato in un ambito esclusivamente locale.
Inizialmente Internet era appannaggio dei primi che l'hanno scoperta: i centri universitari e gli specialisti di informatica. Per diversi anni i siti hanno avuto un carattere esclusivamente informativo e non commerciale. Gli indirizzi erano pochi di numero, e non era difficile far recensire un piccolo sito personale. In compenso il pubblico dei naviganti era ancora scarso.
Per molti anni la pubblicità è stata assente, tanto che molti pensavano che Internet fosse inadatto per sua natura alla pubblicità commerciale.
Ma ben presto il pubblico è cresciuto, e in un breve spazio di tempo tutte le aziende commerciali si sono riversate su Internet, insieme alle istituzioni pubbliche, enti e associazioni varie ecc. Improvvisamente tutti hanno voluto esserci, e hanno cominciato a competere per la visibilità a colpi di miliardi (spesi per promuovere il proprio sito principalmente sui media tradizionali). E da quel momento anche la pubblicità si è riversata nella rete.
Anche giornali, riviste, enti e programmi radiotelevisivi si sono riversati in massa su Internet, con lo scopo dichiarato di riprodurre nella grande rete il loro monopolio dell'informazione.
Ma su Internet non è più la stessa cosa. Il puro costo della pubblicazione dei contenuti è quasi nullo. Inoltre i tradizionali media non hanno ancora compreso o imparato a sfruttare le sue enormi potenzialità: si sono solo limitati a replicarsi in versione elettronica.
Gli articoli e le rubriche sono gli stessi della carta stampata, semplicemente trasferiti su Internet, e anche il modo di fare informazione non è cambiato. Persino i grandi portali a volte sfruttano solo in parte le nuove possibilità offerte dalla rete.
Ma quali sono le caratteristiche peculiari di Internet, quelle che consentirebbero di fare informazione in maniera tanto più efficiente, e nello stesso tempo tanto più economica?

Le potenzialità di Internet

La principale caratteristica di Internet è la possibilità di pubblicare un documento in forma perenne, cioè di mantenerlo perennemente accessibile a chiunque voglia consultarlo. Una volta che un documento è stato pubblicato in un sito, il costo per tenerlo a disposizione dell'utente è molto basso, e per questo si può parlare di pubblicazione perenne.
Inoltre chi scrive un articolo, e chi lo legge, hanno la possibilità di tenere memoria di quello che è già stato pubblicato in precedenza, per cui ogni nuovo testo verrà a costituire un'aggiunta, un'integrazione o un approfondimento dei contenuti preesistenti.
Anche un articolo pubblicato su un giornale o una rivista, finchè si conserva il supporto cartaceo, rimane in teoria accessibile. Ma i giornali e le riviste non sono fatti per essere conservati, e di fatto i contenuti rimangono accessibili solo fino all'uscita del numero successivo. E anche se si conservassero le annate complete, i contenuti sarebbero ugualmente di difficile reperibilità, perchè l'informazione non è organicamente strutturata e mancano criteri di ricerca. In particolare non c'è alcuna relazione logica che permetta di risalire agli articoli che l'hanno preceduto, e l'unica possibilità è sfogliare manualmente i vecchi giornali uno ad uno.
Discorso analogo per quanto riguarda radio, cinema e televisione: i contenuti sono accessibili solo nel momento in cui i servizi vengono trasmessi.
Ogni nuovo articolo "non ricorda" quello che è stato pubblicato prima, e ad ogni nuova edizione è come che si riparta da zero. Ad ogni nuovo numero i vari contenitori o rubriche, vengono azzerati e poi riempiti di nuovo, come in un faticoso ed inutile lavoro di Sisifo, che lascia poche tracce di sè. E che, anche quando crea interesse nel lettore, non gli dà poi alcuna possibilità di approfondire l'argomento.
La seconda caratteristica di Internet sono i collegamenti ipertestuali. Attraverso i link è possibile collegare un documento con un altro, e stabilire delle relazioni logiche tra documenti diversi. E' proprio grazie a questi collegamenti che è possibile costruire degli "ipertesti". Gli ipertesti sono l'informazione estesa, ovvero documenti che continuano idealmente nei documenti collegati, che a loro volta possono essere collegati ad altri documenti "ad infinitum".
La terza importante caratteristica di Internet è l'interattività. Le informazioni non sono più ricevute passivamente, ma vengono scelte dall'utente, il quale trasmette a sua volta al sito Internet le proprie richieste.
Ognuno ha le proprie esigenze, le proprie curiosità, i propri interessi, e Internet, grazie all'interattività, permette di soddisfarli.

Costruire un database informativo

Se pubblicare un documento in un sito Internet e tenerlo perennemente accessibile costa quasi niente, il problema diventa allora quello di costruire i contenuti. Ma se lo scopo è di informare, l'informazione deve essere prima di tutto di tipo testuale. E, tra tutte le forme di informazione, quella testuale è di gran lunga la meno costosa (nel senso che, per esempio, costa meno scrivere un libro che realizzare un film).
Certo, una informazione di qualità dovrebbe comprendere anche immagini, suoni e filmati. Ma le descrizioni e le spiegazioni necessarie alla comprensione di un argomento devono essere innanzi tutto di tipo testuale.
Per fare informazione è necessario quindi prima di tutto elaborare dei testi allo scopo di presentare l'argomento (testi che dovranno essere, per quanto possibile,completi, sintetici e ordinati).
Adesso immaginiamo che qualcuno legga la nostra trattazione, e che ne risulti interessato. A questo punto probabilmente vorrà saperne di più. Se fosse un articolo di giornale non potrebbe farlo, e tutto finirebbe lì.
Nel testo ci saranno accenni ad altri argomenti, affermazioni che richiedono di essere approfondite, riferimenti ad altre fonti ecc. Per fare un'informazione completa dovremo quindi sviluppare i singoli temi o parti in cui l'argomento principale può essere suddiviso. Ad ognuno di questi sottoargomenti potrebbe essere dedicata un'apposita sezione del sito, accessibile direttamente dalla home page. Ma i diversi sottoargomenti dovranno comunque essere raggiungibili, tramite link a partire dal testo principale.
Partendo dall'impostazione iniziale, il lavoro di costruzione del sito deve quindi procedere attraverso la trattazione dei vari sottoargomenti o argomenti correlati, che a loro volta dovranno essere affrontati con la massima chiarezza, completezza e sintesi nell'esposizione. I sottoargomenti potranno avere a loro volta altri sottoargomenti o altre pagine di approfondimento, sempre collegati con legami di dipendenza logica al tema principale.
Bisogna in sostanza costruire un database integrato, con collegamenti a tutte le pagine di approfondimento e a tutte le altre risorse che possono risultare utili a chi vuol saperne di più: libri già pubblicati, ma anche immagini, suoni e filmati che potranno servire per rendere più ricca ed esauriente l'esposizione. Per fare un esempio, un ricettario potrebbe contenere, oltre al testo delle ricette e a tutte le possibili  informazioni su una corretta alimentazione, ma anche la rappresentazione filmata della loro esecuzione. (vedi cap 10 del racconto   Vacanze in Dirigibile
E, visto che siamo su Internet, non bisogna dimenticarsi degli altri siti che già si occupano di qualcuno dei temi che ci interessano (a volte facendoci risparmiare molto lavoro).
Anzi, si potrebbe addirittura pensare di costruire l'intero database con link ad altre risorse già presenti nella rete, ma bisogna ricordare che la fatica che risparmiano noi, quella necessaria per armonizzare e integrare delle informazioni scoordinate, sarà caricata sulle spalle degli utenti. In altre parole, non possiamo pretendere che facciano i visitatori del nostro sito quello che non riusciamo o che non sappiamo fare noi stessi!
Integrare in un unico discorso le informazioni sparse su Internet può risultare un lavoro impegnativo, perchè i siti obbediscono a criteri e intenti diversi, dispongono di risorse e capacità diverse, e sono impostati ciascuno in maniera diversa, e di solito è impossibile ricavarne un database omogeneo, completo e ben strutturato.
Lo strumento del link alle risorse esterne può essere comunque molto utile e può farci risparmiare lavoro, ma solo quando troviamo su Internet esattamente quello che stiamo cercando.Se il sito non si rivolge ad un pubblico specializzato, la trattazione dovrà essere di tipo giornalistico, e dovrà avere come unico scopo quello di facilitare la comprensione dei contenuti. Inoltre i contenuti possono essere resi più interessanti se vengono messi in luce i collegamenti con i temi dell'attualità e i principali fatti della cronaca. Questo servirà anche ad evitare il rischio di una trattazione solo teorica e lontana dalla realtà

Un modo diverso di intendere il giornalismo

In definitiva si tratta di un modo ben diverso di intendere il giornalismo. Con questo nuovo modo di fare informazione il giornalista non lavora mai a vuoto, perchè il suo lavoro non sostituisce e annulla quello precedente, ma lo completa, lo integra e lo approfondisce. Si riduce fortemente la quantità di lavoro giornalistico, e quindi anche i costi. In compenso i documenti pubblicati hanno un contenuto d'informazione maggiore, ma devono integrarsi all'interno di un database.
Sono questi in sostanza i vantaggi potenziali di Internet: eno lavoro, meno costi e un'informazione migliore. Dal canto suo l'utente ha il vantaggio di poter disporre di un'informazione non dispersiva e strutturata su diversi livelli di approfondimento, che gli consentono di informarsi in modo diretto, comodo, semplice e funzionale, e in conformità alle sue esigenze.
Ma a questo punto la domanda diventa: è più facile fare del giornalismo di qualità, o fare il solito giornalismo un tanto al metro? La risposta, paradossalmente, è che è più facile e meno costoso fare del giornalismo migliore. Anche perchè non ci sono tempi rigidamente prefissati da rispettare, gli articoli possono essere lunghi o corti esattamente quanto è necessario, e si può sempre tornare indietro per correggere, integrare e modificare.
Infine non è necessario che il lavoro venga fatto tutto in una volta e, salvo eventuali aggiornamenti, quello che è stato fatto rimane sempre valido. Se i mezzi a disposizione sono pochi, il lavoro andrà avanti più lentamente, ma alla fine si riuscirà ugualmente a costruire un buon database informativo, per cui anche con mezzi modesti si può fare comunque un'informazione valida.

Come dare visibilità a un sito

Ma come dare visibilità ad un sito Internet povero di risorse?
Ci sono due modi molto diversi per cercare di attirare visitatori nel nostro sito. Il primo è lo scambio di link.
Proviamo ad immaginare una ditta che ha creato un suo sito e che adesso cerca visibilità, ma che, oltre all'esposizione dei propri prodotti, non ha null'altro da offrire. La nostra ditta allora decide di costruire un portale. Ad imitazione dei veri portali crea tante voci, una per ogni argomento. Ma come fare adesso per riempile di contenuto, e attirare un po' di visitatori? Comincia ad esplorare la rete, e quando trova dei siti adatti manda un messaggio di questo tipo: "Sto costruendo un grande portale. Se volete che vi inserisca nelle mie categorie dovete segnalarlo nel vostro sito".Molti accettano, perchè hanno anch'essi adottato la politica dello scambio dei link. Solo che alla fine la maggior parte dei siti segnalati saranno a loro volta elenchi di siti, ricchi di link ma poverissimi di contenuto. Alla fine tutti avranno ottenuto una certa visibilità, i siti transitati saranno tanti, ma l'originale interesse dei visitatori ben presto si trasformerà in disinteresse e in delusione, e l'utilità di questi contatti sarà quantomeno dubbia.
Oltre a questo c'è un altro modo per cercare di ottenere visibilità, ed è di offrire dei contenuti validi, in grado di accendere un interesse autentico che possa giustificare una visita.
Costruire un database integrato su un particolare argomento è proprio il modo migliore di offrire contenuti validi. Ma una volta costruito un bel sito ricco di contenuti, come faranno i navigatori della rete a sapere che esiste? Come faranno a scoprirlo?
E' molto semplice: attraverso i portali, quelli veri, che catalogano e organizzano per categorie tutti i contenuti della rete, come per esempio Yahoo e Virgilio, che recensiscono i siti solo dopo averli controllati. E l'inserimento nella diverse categorie avviene senza pretendere in cambio l'inserimento di un link o di un banner.
Perchè lo fanno? Che interesse hanno a dare visibilità gratuita al mio sito? Cosa ci guadagnano?
La contropartita è, appunto, il valore informativo del mio sito. Più il mio sito è bello e ben costruito, più è ricco di contenuti, più è probabile che venga segnalato. Chi poi lo andrà a visitare e lo troverà interessante, ritornerà altre volte sul portale di Yahoo o di Virgilio per cercarne altri.
Mettere a disposizione del pubblico qualcosa di valido e interessante richiede certamente più impegno che creare un finto portale, ma poi il sito verrebbe visitato volentieri proprio per la bellezza e la ricchezza dei suoi contenuti.

Internet: solo informazione superficiale?


Ma, nonostante tutto, Internet non rischia di diventare - lo sta già diventando -, ancora più dispersivo dei vecchi media? Perchè raramente le sue potenzialità vengono comprese e sfruttate, perchè la maggioranza dei siti servono solo a dire: "ci sono anch'io!", e perchè l'informazione di qualità è di fatto penalizzata.
Naturalmente è un bene che tutte le diverse realtà siano rappresentate dalla rete, ma questo rende sempre più difficile il reperimento delle informazioni utili. L'informazione valida certo non manca, ed è destinata a crescere, ma si nasconde in un oceano di informazioni frammentarie, ripetitive, disorganiche. Il problema si può forse risolvere creando dei portali che segnalino solo i database informativi, escludendo "tutto" il resto.
Ma c'è ancora un'altra condizione che deve essere soddisfatta affinchè possano essere valorizzati, anzichè penalizzati come accade ora, i contenuti informativi.
Il fatto è che, mentre, come si è visto, l'informazione non può fare a meno di documenti di testo, leggere dei testi lunghi prelevati da Internet non risulta particolarmente comodo. Infatti molto spesso i documenti che meritano di essere letti vengono prima stampati.
Su Internet c'è moltissima informazione, informazione vera, ricca di contenuto, ben organizzata e, cosa che non guasta, anche gratuita. Ma ancora non ci sono le condizioni per poter leggere dei testi lunghi, per esempio dei libri, in condizioni di sufficiente comodità, e questo favorisce l'informazione superficiale e dispersiva, e nello stesso tempo penalizza quella seria.
Leggere dovrebbe essere un'attività distensiva, anche perchè questo favorisce la concentrazione. Stare seduti davanti allo schermo di un computer, invece, viene normalmente percepito come "un lavoro".
Anche i portatili non sono la soluzione, perchè sono sempre dei computer. E non sono una soluzione nemmeno i computer palmari.
I palmari possono essere tenuti in mano come un libro, hanno un sistema operativo semplificato, e possono avere un programma di navigazione e un elaboratore di testi. I computer palmari possono scaricare documenti da Internet sia collegandosi direttamente alla rete, sia attraverso il proprio computer di casa, e in teoria potrebbero essere usati come un e-book.
Ma il problema è che lo schermo è troppo piccolo, le righe troppo corte, i caratteri troppo minuscoli, e le pagine web, in particolare quelle contenenti dei "frame", non vengono ben visualizzate. In pratica per accedere a Internet ci sono tutti gli strumenti possibili, ma manca proprio quello che può facilitare la lettura dei documenti di testo, cosa che favorisce l'informazione superficiale e dispersiva. Sarebbero sufficienti dei palmari dotati di uno schermo un po' più grande (circa 10 centimetri per 15 / 20), e per il resto con lo stesso hardware e lo stesso software, per poter leggere comodamente dei libri o per consultare degli ampi database informativi. Quando saranno finalmente disponibili sul mercato degli e-book pratici ed economici, già solo per questo Internet farà un grosso salto di qualità, e finalmente ad essere privilegiata non sarà più la banalità, ma l'informazione di qualità.
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